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Martedì, 25 Giugno 2019 11:09

L'Aquila, a rischio i 300 lavoratori del call center Olisistem Start

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C'è preoccupazione per il destino lavorativo dei 300 impiegati nel call center Olisistem Start (ex Ecare) dell'Aquila sulle commesse Acea e Poste.

L'azienda, infatti, ha deciso di non partecipare al bando di gara per il rinnovo della commessa Acea, a causa di problematiche amministrative portate a conoscenza dei sindacati soltanto due giorni prima la scadenza del bando. Significa che 150 lavoratori aquilani, di fatti, sono potenzialmente sottoposti a clausola sociale. A giorni si conoscerà il nome dell'azienda cui verrà assegnata la commessa. I sindacati Slc-Cgil, Fistel-Cisl, Uilcom-Uil, Ugl Tlc e le Rsu si batteranno per ottenere "uguali condizioni economiche e sede di lavoro nel capoluogo".

A ciò va aggiunto che, a breve, andrà in scadenza anche la commessa Poste Italiane e ci sono fondati timori tra i lavoratori stante la comunicazione dell'azienda che, alle organizzazioni sindacali, ha chiarito che il committente non inviterà Olisistem Start a partecipare alla gara. Dunque, è probabile che verrà applicata la clausola sociale anche per i lavoratori impiegati su questa commessa. "Come OO.SS. chiediamo a Poste Italiane che il bando tenga conto dei lavoratori aquilani, sia in termini economici che di sede di lavoro; chiediamo, inoltre, che il bando non punti all’aggiudicazione secondo l’unico criterio del massimo ribasso ma che tenga conto, al contrario, dei criteri di legge per garantire la continuità occupazionale dei lavoratori aquilani sia in termini economici che di sede operativa. L'applicazione della clausola sociale senza il principio della territorialità, richiamato anche dall’accordo sindacale di maggio 2016, significa 'licenziamento nascosto'".

Poste Italiane - aggiungono i rappresentanti dei lavoratori - "deve prestre la massima attenzione ad un territorio che sta ancora cercando di rialzarsi a dieci anni dal terremoto, deve tener conto del principio della territorialità: il lavoro deve restare nel capoluogo abruzzese e con le stesse condizioni economiche".

L’applicazione della clausola sociale senza il principio della territorialità costituirà uno scenario assolutamente inaccettabile per i sindacati, ed è per questo che Cgil, Cisl, Uilcom e Ugl insieme alle Rsu di Olisistem intendono sollecitare le forze politiche, i media e l’opinione pubblica aquilana e regionale al fine di mobilitarsi per scongiurare la diaspora di tanti lavoratori che porterebbe effetti devastanti in tutta la città.

Pezzopane: "Inaccettabile il silenzio del Mise"

"La situazione della Olisistem Start, l'azienda con un call center con sede anche a L'Aquila, dove sono impiegati circa 150 lavoratori, si sta aggravando. Persa l'ipotesi della nuova commessa Acea, anche a causa di una domanda presentata solo all'ultimo momento, per i dipendenti c'è il rischio concreto di esposizione alla clausola sociale. Ciò che più grida vendetta è, però, la superficialità e l'incompetenza con cui il governo sta trascurando l'emergenza. Un silenzio inaccettabile".

Ad affermarlo è la deputata del Pd Stefania Pezzopane che chiarisce come, alla interrogazione parlamentare a sua firma, il Mise si sia limitato a rispondere che stava monitorando la situazione.

"Quando andrà a scadenza anche la commessa di Poste Italiane tutti i nodi verranno al pettine. Per questo condivido e sosterrò con tutte le mie forze il punto di vista dei sindacati che chiedono a Poste che il bando tenga conto dei lavoratori aquilani sia in termini economici, che di sede di lavoro. Una clausola sociale applicata senza il principio della territorialità rappresenterebbe un licenziamento di fatto. Si tratterebbe di un finale totalmente inaccettabile che non permetteremo".

Ultima modifica il Martedì, 25 Giugno 2019 15:57

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