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Martedì, 24 Settembre 2019 11:53

Comune dell'Aquila, approvato in Commissione il bilancio consolidato 2018

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Con 17 voti favorevoli e 7 contrari, la Commissione bilancio riunita stamane dal presidente Luigi Di Luzio (Lega) ha approvato il bilancio consolidato del Comune dell’Aquila per l’esercizio 2018.

Di fatto, il bilancio consolidato è un documento consuntivo di esercizio che vuol rappresentare la situazione economica, patrimoniale e finanziaria di un gruppo di imprese, elaborato dalla società posta al vertice; applicato al contesto degli enti locali, il soggetto al vertice è rappresentato dall’ente locale capogruppo, in questo caso il Comune dell’Aquila, mentre gli altri soggetti corrispondono agli organismi controllati o partecipati.

“Parliamo dell’unione tra il bilancio del Comune e della sua istituzione Centro Servizi Anziani con quello delle varie società partecipate”, sottolinea ai nostri microfoni il vice sindaco con delega al bilancio Raffaele Daniele; “ebbene, il bilancio consuntivo del Comune, approvato a giugno, evidenziava una perdita pari a 49 milioni e 698 mila euro: il bilancio consolidato 2018, invece, chiude con una perdita consolidata di 47 milioni e 231 mila euro. Il dato – aggiunge Daniele – non si evince semplicemente dalla somma algebrica dei vari bilanci, bensì si deve ricavare dai 2 milioni e 200 mila euro circa dovuti al non allineamento tra le somme stanziate nel bilancio del Comune a credito e debito e quelle stanziate dalle singole partecipate a credito e debito”.

E’ ciò che ha contestato stamane l’opposizione, ed in particolare Giustino Masciocco (capogruppo Articolo 1) che ha sottolineato come il bilancio del Comune e quelli delle società partecipate non siano allineati, questione vecchia e che si trascina da anni. A farla breve, le società partecipate riportano in bilancio presunti crediti e debiti verso l’Ente che non combaciano con quanto allocato alle stesse voci dal documento economico del Comune.

E non si tratta di un problema di poco conto, anzi: “ce lo portiamo dietro da tantissimi anni”, riconosce Raffaele Daniele; “il mancato riallineamento di crediti e debiti tra Comune e partecipate è questione ultradecennale. Con gli assessori al ramo, stiamo tentando di porre rimedio per gli anni a venire. Detto questo, il bilancio consolidato è un mero documento tecnico, e non politico”.

Ma non è soltanto questo a preoccupare.

Il capogruppo del Pd Stefano Palumbo, infatti, ha parlato di provvedimento “palesemente falso” poiché i revisori dei conti hanno espresso parere favorevole sulla base di una ricognizione del capitale sociale delle partecipate che, per ciò che attiene l’Ama, è cristallizzato in oltre 2 milioni di euro sebbene nella delibera, in un altro passaggio, venga chiarito come nel verbale di assemblea ordinaria del 7 agosto 2019 sia stato rilevato che “…. a seguito dell’ulteriore perdita dei primi mesi 2019, il patrimonio netto della società è stato ulteriormente eroso talché il capitale sociale risulta essere decrementato al di sotto del minimo di legge e risultano integrati i previsti presupposti di legge di cui all’articolo 2447 del Codice Civile”.

L’articolo 2447 del Codice civile stabilisce che “se per la perdita di oltre un terzo del capitale, questo si riduce al disotto del minimo di legge, gli amministratori o il consiglio di gestione e, in caso di loro inerzia, il consiglio di sorveglianza devono senza indugio convocare l’assemblea dei soci per deliberare la riduzione del capitale ed il contemporaneo aumento del medesimo ad una cifra non inferiore al detto minimo, o la trasformazione della società”.

Senza indugio, viene chiarito: ebbene, dal 7 agosto scorso sono passati due mesi e mezzo e l’assemblea non è stata ancora convocata con il capitale sociale dell’Ama - azienda che, come avevamo svelato, perde circa 120mila euro al mese - oramai probabilmente eroso completamente.

Una situazione drammatica, su cui torneremo allorquando la Giunta porterà in Consiglio comunale l’addendum di 1.2 milioni di euro al contratto di servizio che, tuttavia, dovrebbe servire soltanto a non chiudere l’ennesimo bilancio in negativo, per il quarto anno consecutivo, sebbene l’impresa sembri praticamente impossibile.

Sta di fatto che il bilancio consolidato approvato stamane in Commissione non tiene in alcun conto questa situazione.

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