Giovedì, 03 Ottobre 2019 14:56

Programma Restart, 320 milioni per lo sviluppo economico dell'Aquila e del cratere. Ecco le priorità individuate, le risorse stanziate negli anni, i progetti, lo stato d'attuazione

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Si è riunita stamane la Commissione d’inchiesta insediatasi in seno al Consiglio comunale qualche settimana fa per vagliare l’utilizzo dei fondi del così detto 4%, la quota parte di risorse della ricostruzione destinate allo sviluppo economico; il presidente Luciano Bontempo (capogruppo Udc) ha convocato il sindaco Pierluigi Biondi che, così, ha avuto modo di fare il punto sui fondi stanziati sino ad oggi e sul loro utilizzo.

Una Commissione squisitamente tecnica che ha avuto il merito, però, di dare l’esatta dimensione dei milioni di euro che sono piovuti sul territorio; il prossimo passo dovrà essere la valutazione dei risultati prodotti, evidentemente, stante l’evidenza che, in Italia – probabilmente in Europa – non ci sono altri territori che hanno potuto beneficiare di un flusso di denaro così importante, in rapporto alla popolazione e alla estensione geografica.

Intanto vi raccontiamo lo stato dell’arte così che possiate farvi una idea compiuta, cercando di essere chiari e schematici.

Un passo indietro di 7 anni, al 21 dicembre 2012.

Delibera Cipe 135/2012

Con delibera Cipe n. 135, vennero assegnati complessivamente al cratere 2 miliardi e 245 milioni di euro per la ricostruzione, a valere sul decreto legge 43/2013, di cui 100 milioni destinati al sostegno alle attività produttive e della ricerca (all’epoca, la quota parte per lo sviluppo economico era del 5%) da articolare su due assi precisi: lo sviluppo dei comparti industriali già presenti nell’area, quelli caratterizzati da un elevato livello di innovazione e da un buon potenziale di crescita, e la promozione di nuove attività imprenditoriali, collegate alla realizzazione di infrastrutture innovative e servizi per le smart cities o volte a valorizzare il patrimonio naturale, storico e culturale, con particolare attenzione al polo di attrazione del Gran Sasso.

Ad aprile del 2013, con decreto ministeriale le risorse finanziarie sono state dunque ripartite sui due assi indicati:

- 55 milioni sull’asse 1, per potenziare e rafforzare la competitività del sistema industriale (il settore farmaceutico, aerospaziale, delle telecomunicazioni, avionica e delle tecnologie per la sicurezza). Ed in particolare:

  • 40 milioni sono andati al finanziamento di progetti di investimento produttivo a forte contenuto di innovazione; amministrazione competente per l’investimento è stato il Mise, il Ministero dello Sviluppo economico;
  • 15 milioni al finanziamento di progetti di ricerca industriale e prevalente sviluppo sperimentale; di nuovo, il soggetto attuatore è stato il Mise.

- 45 milioni sono stati destinati, invece, all’asse 2, al fine di creare e sviluppare nuove attività imprenditoriali. Ed in particolare:

  • 13 milioni sono stati destinati al finanziamento di progetti per la nascita e lo sviluppo di nuove imprese innovative e di spin off della ricerca, prioritariamente collegati alla strategia della smart cities; amministrazione competente, il Mise;
  • 9 milioni al finanziamento di nuovi investimenti per la valorizzazione turistica del territorio, con la creazione di microsistemi turistici integrati con l’accoglienza diffusa e di progetti innovativi per la commercializzazione dell’offerta turistica sui mercati internazionali; amministrazione competente il Mise;
  • 3 milioni al finanziamento di progetti per la valorizzazione di produzioni agroalimentari tipiche e di eccellenza; amministrazione competente il Mise;
  • 15 milioni per il rilancio e il potenziamento del Gran Sasso; amministrazione competente il Comune dell’Aquila;
  • 5 milioni per attività di ricerca nell’ambito delle reti ottiche, dell’edilizia e del restauro; amministrazione competente l’Università degli Studi dell’Aquila.

Per coordinare gli interventi, monitorare e vigilare sull’utilizzo dei fondi, è stato istituito un Comitato operativo, composto da membri designati dalla Presidenza del Consiglio Diset, dal Mise Digiai, dalla Regione Abruzzo, dal Comune dell’Aquila, dal Coordinamento dei sindaci del cratere, da Usra e Usrc.

La legge 125/2015

Successivamente, con la legge 125/2015, sono state definite, ed innovate, le modalità d’attuazione dell’azione di sviluppo: in sostanza, è stato istituito un processo basato su un piano pluriennale diretto a specifici ambiti di intervento cui destinare risorse per l’attuazione dei programmi. E’ stato stabilito, altresì, che si potesse utilizzare una quota fino ad un valore massimo del 4% dei fondi per la ricostruzione.

La legge 125/2015 ha previsto che le risorse fossero destinate a:

  • Interventi di adeguamento, riqualificazione e sviluppo delle aree di localizzazione produttiva;
  • Attività e programmi di promozione dei servizi turistici e culturali;
  • Attività di ricerca, innovazione tecnologica e alta formazione;
  • Azioni di sostegno alle attività imprenditoriali;
  • Azioni di sostegno per l’accesso al credito delle imprese;
  • Interventi e servizi di connettività, anche attraverso la banda larga, per cittadini e imprese.

Il programma RESTART

Il programma di sviluppo RESTART, approvato con delibera Cipe n. 49 del 2016, è divenuto il perno intorno a cui si attua il complesso degli interventi previsti.

Le risorse per le annualità 2016/2020, per un totale di 220 milioni a valere sui residui del Decreto legge 43/2013 (per 23 milioni e 700 mila euro circa) e sulla Legge di Stabilità 2015 (per 196 milioni), sono state così ripartite:

  • 36 milioni sul 2016;
  • 44 milioni sul 2017;
  • 52 milioni sul 2018;
  • 52 milioni sul 2019;
  • 12 milioni sul 2020.

Il programma Restart ha definito 7 priorità:

  1. Sistema imprenditoriale e produttivo, con l’obiettivo di migliorarne la competitività: sull’asse sono stati appostati 90milioni e 50 mila euro fino al 2020;
  2. Turismo e ambiente, con l’obiettivo di valorizzare e qualificare i sistemi turistici, le aree di attrazione ambientale e le produzioni d’eccellenza: sull’asse sono stati appostati 54 milioni e 900 mila euro fino al 2020;
  3. Cultura, con l’obiettivo di valorizzare il patrimonio artistico e culturale del territorio: sono stati appostati 13 milioni e 200 mila euro fino al 2020;
  4. Alta formazione, per rafforzare il proposito di rendere L’Aquila città della conoscenza: sono stati appostati 8 milioni e 850 mila euro fino al 2020;
  5. Ricerca e innovazione tecnologica, che condivide l’obiettivo dell’asse d: sono stati appostati 44 milioni e 100 mila euro fino al 2020;
  6. Agenda digitale, per promuovere l’e-government: sono stati appostati 4 milioni e mezzo fino al 2020;
  7. Governance, con l’obiettivo di migliorare e rafforzare la capacità delle amministrazioni e degli enti attuatori di rendere efficace il programma (le così dette spese tecniche): sono stati appostati 4 milioni e 400 mila euro fino al 2020.

Sia chiaro, stiamo parlando di risorse aggiuntive rispetto ai 100 milioni assegnati con la richiamata Delibera Cipe 135/2012: dunque, le risorse complessive destinate allo sviluppo economico ammontano a 320 milioni di euro (per la precisione, a 319 milioni e 664 mila euro).

Diversi le amministrazioni titolari dei progetti sulle priorità individuate, oltre al Comune dell’Aquila (su cui torneremo). Ed in particolare:

- Regione Abruzzo – ha progetti approvati per 30 milioni, tra cui i 20 milioni per il bando ‘Fare Centro’;

- MISE – ha progetti approvati per 15 milioni (progetti di ricerca industriale);

- MISE, tramite Invitalia – ha progetti approvati per 90 milioni (rafforzamento e sviluppo industriale, valorizzazione delle risorse del cratere aquilano, sostegno a comparti industriali innovativi, progetti per la nascita e la ricerca di nuove imprese innovative e spin off della ricerca, nuovi investimenti per la valorizzazione turistica – i così detti ‘bandi turismo’ – e valorizzazione delle produzioni agroalimentari);

- GSSI – ha progetti approvati per 11 milioni e mezzo (Nuses e Center for Urban Informatics and Modeling);

-  INFN – ha progetti approvati per 10 milioni (Darkside 20k);

- Università degli Studi dell’Aquila – ha progetti approvati per 10 milioni e 400 mila euro (ex Emerge-Centro d’eccellenza sul veicolo connesso, Anello Ottico e infrastruttura di una rete ottica metropolitana a banda ultralarga e per le attività di ricerca nell’ambito delle reti ottiche, dell’edilizia e del restauro).

Le risorse sui diversi assi di priorità

A far di calcolo, insomma:

- al sistema imprenditoriale e produttivo sono andati 130 milioni di euro: 40 milioni dall’asse 1 della delibera Cipe 135/2012 e altri 90 sulla priorità A della delibera Cipe 49/2016;

- a turismo e ambiente sono andati 81 milioni e 900 mila euro: 27 milioni a valere sulla delibera Cipe 135/2012 (9 milioni al finanziamento di nuovi investimenti per la valorizzazione turistica del territorio, 3 milioni al finanziamento di progetti per la valorizzazione di produzioni agroalimentari tipiche e di eccellenza; 15 milioni per il rilancio e il potenziamento del Gran Sasso) e ulteriori 54 milioni e 900 mila euro sulla priorità B della delibera Cipe 49/2016;

- alla cultura sono andati 13 milioni e 200 mila euro a valere sulla priorità C della delibera Cipe 49/2016;

- all’alta formazione sono andati 21 milioni e 850 mila euro: 13 milioni per il finanziamento di progetti per la nascita e lo sviluppo di nuove imprese innovative e di spin off della ricerca alla delibera Cipe 135/2012, cui si sono aggiunti 8 milioni e 850 mila euro dalla delibera Cipe 49/2016 sulla priorità D;

- a ricerca e innovazione tecnologica sono andati, invece, 59 milioni e 100 mila euro: 15 milioni per progetti di ricerca industriale e prevalente sviluppo sperimentale dalla delibera Cipe 135/2012, ulteriori 44 milioni e 100 mila euro dalla delibera Cipe 49/2016 sulla priorità E;

- all’agenda digitale sono stati destinati 9 milioni e mezzo: 5 milioni con delibera Cipe 135/2012 per attività di ricerca nell’ambito delle reti ottiche, dell’edilizia e del restauro, cui si sono aggiunti 4 milioni e mezzo garantiti con delibera Cipe 49/2016 sulla priorità F;

- alla governance, infine, sono andati 4 milioni e 400 mila euro da delibera Cipe 49/2016, sulla priorità G.

Le procedure del programma RESTART

Innanzitutto, le amministrazioni competenti per materia propongono un intervento; viene dunque avviata una istruttoria tecnica, con analisi di ammissibilità, valutabilità e finanziabilità cura dalla Struttura tecnica di Missione. Se l’istruttoria ha esito positivo, si esprime il Comitato di Indirizzo. A quel punto, l’intervento viene trasmesso al Cipe con la proposta di assegnazione delle risorse necessarie che, infine, trasmette le risorse per l’attuazione.

Un iter burocratico lungo e farraginoso.

D’altra parte, la governance in questi anni è cambiata di continuo: dal governo Gentiloni, con la delega alla ricostruzione incardinata al Mef e trasferita sotto la presidenza del consiglio con Paola De Micheli, Giampiero Marchesi alla guida della Struttura tecnica di Missione, Paolo Esposito e Raniero Fabrizi agli Uffici speciali, col primo governo Conte è stato nominato Fabrizi alla STM, con Vito Crimi sottosegretario delegato sei mesi dopo l’insediamento del governo e gli uffici rimasti a lungo senza guida fino alla sospirata nomina di Salvo Provenzano e Raffaello Fico.

Oggi, non c’è ancora un interlocutore chiaro per il cratere in seno al Conte bis: la Struttura tecnica di missione è stata prorogata, guidata ad interim da Roberto Giovanni Marino, capo dipartimento di Casa Italia in attesa della nomina del nuovo titolare. Si vive l’ennesima stasi, insomma.

A che punto siamo con l’attuazione del programma?

Stando ai dati disponibili, ad aprile 2019 gli interventi approvati erano complessivamente 25 di cui:

  • 7 con delibera Cipe 135/2012;
  • 18 con delibere Cipe 49/2016, 70/2017, 115/2017, 25/2018, 56/2018 e 20/2019 (quest’ultima, in attesa di registrazione dalla Corte dei Conti.

Il costo totale degli interventi ad oggi approvati è pari a 222 milioni e 699 mila euro, di cui sono stati assegnati fondi per 185 milioni e 661 mila euro. Tuttavia, va rilevato come i 100 milioni destinati con delibera Cipe 135/2012 siano stati assegnati e trasferiti completamente; al contrario, dei 220 milioni destinati con delibera Cipe 49/2016 sono stati assegnati 85 milioni e 661 mila euro, di cui risultano trasferiti soltanto 28 milioni e 331 mila euro. Insomma, il trasferimento di risorse, e anche per i problemi di governance richiamati in precedenza, risulta piuttosto problematico.

Ad oggi, a meno di nuove assegnazioni di risorse a valere su futuri stanziamenti per interventi di ricostruzione, le risorse disponibili risultano essere pari a 97.3 milioni di euro.

I progetti di cui è soggetto attuatore il Comune dell’Aquila

Il Comune dell’Aquila è amministrazione titolare del progetto della ‘ciclovia’, cui sono stati assegnati 11 milioni e 600 mila euro (altrettanti ne sono stati stanziati col Masterplan per l’Abruzzo), di cui 250 mila euro assegnati; inoltre, è titolare del progetto di rilancio del Gran Sasso per cui sono stati stanziati 15 milioni di euro, poi ridotti dal Comitato operativo a 12.9milioni, completamente assegnati. Per questo intervento – prevede la riqualificazione dell’albergo di Campo Imperatore, dell’Ostello, dell’Hotel Cristallo, del piazzale Simoncelli e del piazzale di Campo Imperatore, la realizzazione delle Fontari e la sistemazione del tunnel di collegamento della funivia - il Comune ha richiesto l’assegnazione di ulteriori 8.1 milioni di cui 2.1 per ripristinare la dotazione originaria e 6 per consentire il completamento degli interventi previsti nel Piano industriale approvato da Invitalia.

E ancora.

Il Comune è amministrazione titolare del progetto di Scuola Internazionale, per cui sono stati assegnati 750 mila euro (300 mila trasferiti), e dei programmi di sviluppo della mobilità elettrica per cui sono stati stanziati 5 milioni e 700 mila euro (4 milioni e 700 mila assegnati); per ciò che attiene quest’ultimo filone, è stata prodotta informativa al Cipe, in aprile, in merito alla rimodulazione del progetto a seguito del maggior costo dei mezzi da acquistare, con la richiesta di ulteriori fondi per 4.2 milioni di euro già validata dal Comitato tecnico e che verrà approvata nella prossima seduta del Cipe.

Infine, l’Ente segue l’attuazione dei programmi per lo sviluppo delle potenzialità culturali per complessivi 13.2 milioni di euro di cui 11.1 assegnati.

In totale, il Comune dell’Aquila ha progetti approvati per 46 milioni e 250 mila euro, di cui 31 milioni e 350 mila euro assegnati, 14 milioni e 485 mila trasferiti e 9 milioni e 523 mila effettivamente spesi.

Focus cultura

Come detto, il Comune dell’Aquila è amministrazione titolare dei progetti per lo sviluppo delle potenzialità culturali: sull’asse sono stati stanziati 13 milioni e 200 mila euro fino al 2020, di cui assegnati 11.1. Nel dettaglio: 3 milioni sono stati appostati sul 2016, 3 milioni e 100 mila euro sul 2017, 2 milioni e mezzo su 2018 e 2019, 2 milioni e 100 sul 2020.

Gli interventi sono stati spalmati su diversi filoni:

filone A) destinato a progetti e attività di Istituzioni e Associazioni culturali del territorio aquilano di livello nazionale finanziate dal Fus (Barattelli, Sinfonica, Tsa, Solisti Aquilani, Teatro Zeta, E-motion), con l’introduzione, per il triennio 2018/2020, delle istituzioni e associazioni che si occupano di cinema oltre che di spettacoli dal vivo (per il 2018: Lanterna Magica, Centro sperimentale di cinematografia, L’Aquila young, Teatro Zeta);

filone B) suddiviso nell’intervento B1 destinato al finanziamento diretto, senza bando, di eventi e iniziative individuate dal Comune dell’Aquila che provvede direttamente o indirettamente alla loro realizzazione – Perdonanza, Cantieri dell’Immaginario, Festival Jazz, Festa della Montagna, Notte dei ricercatori – e nell’intervento B2-A, destinato al finanziamento di eventi ed iniziative proposti a seguito di avviso dagli stessi soggetti che si occuperanno della loro attuazione e B2-B, il così detto incubatore di creatività;

filone C) anche questo a bando, destinato alle iniziative e alle attività ricadenti nel territorio dei Comuni del cratere.

Per l’annualità 2019, sono stati destinati 1.3 milioni al filone A, 600 mila euro al filone B1 (60 mila euro alla Festa della Montagna, 60 mila euro alla Notte dei Ricercatori, 240 mila euro ai Cantieri dell’Immaginario, 160 mila euro alla Perdonanza, 80 mila euro al Festival Jazz), 200 mila euro al filone B2-A, 400 mila euro al filone C.

Per il 2018, l’amministrazione comunale aveva aggiunto ai 2 milioni e mezzo disponibili ulteriori 811.687,31 euro a valere su economie annuali recuperate dalle annualità precedenti, destinando: 1 milione e 300 mila euro al filone A; 1 milione e 100 mila allo spettacolo dal vivo; 200 mila euro al cinema; 1 milione e 85 mila euro al filone B: 600 mila euro al filone B1; 285.256,28 al filone B2-A; 200 mila euro al filone B2-B; 510 mila euro al filone C; 416 mila euro alle attività connesse al decennale del terremoto.

Le richieste di Biondi al governo

In sede di discussione, il sindaco dell’Aquila Pierluigi Biondi ha chiesto la collaborazione del Consiglio comunale per sciogliere dei nodi ancora intricati; il primo, attiene alla interlocuzione avviata col Ministero dello Sviluppo economico per recuperare le economie degli anni passati: Biondi ha svelato di aver scritto al precedente ministro, Luigi Di Maio, e di averne parlato all’attuale, Stefano Patuanelli, a L’Aquila nei giorni scorsi per l’inaugurazione dell’ufficio postale in centro storico. Si tratta, evidentemente, di risorse importanti per il territorio.

Il secondo, invece, attiene ai fondi ancora necessari per concludere i processi di ricostruzione, e che ammontano a circa 4 miliardi stando alle stime degli uffici speciali in aggiunta alle risorse ancora disponibili; stante le cose, ne deriverebbero ulteriori 160 milioni per lo sviluppo economico. “Aspettiamo che venga indicato un interlocutore”, ha sottolineato Biondi; “d’altra parte, bisogna iniziare a discuterne sin dalla prossima legge di stabilità. Se non ci sarà il rifinanziamento della tabella E della Legge di stabilità 2015 temo che sarà difficile istituire un nuovo capitolo, stante i chiari di luna”.

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