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Giovedì, 09 Aprile 2020 21:17

Coronavirus: in Abruzzo ferme 90mila imprese e 263mila lavoratori

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Il governo va verso il prolungamento del lockdown fino al 3 maggio. L’esecutivo si appresta a rinnovare con un nuovo provvedimento tutte le misure di contenimento e le limitazioni agli spostamenti per altri 20 giorni concedendo solo aperture “mirate” per qualche attività produttiva, la cosiddetta "fase 2".

Ma quante sono le imprese abruzzesi che si sono fermate in seguito al decreto con cui il ministero dello Sviluppo economico, lo scorso 25 marzo, ha individuato le attività economiche ritenute non essenziali sospendendone l’operatività?

Il conto lo ha fatto il Cresa, l'Ufficio Studi dell’Agenzia per lo sviluppo della Camera di Commercio dell’Aquila.

"In Abruzzo" si legge in un report "è stata sospesa l’attività di 90.607 imprese e 263.459 lavoratori. Tale provvedimento coinvolge una quota rilevante del mondo imprenditoriale regionale pari al 60,9% delle imprese e al 61,4% degli addetti".

Le elaborazioni sono state effettuate sulla base della banca dati Stockview del Sistema informativo Infocamere.

"Considerando le imprese registrate al 31 dicembre 2019, in termini assoluti Pescara è la provincia nella quale ne è stato sospeso il maggior numero (24.544 pari al 27,1% del totale regionale) mentre Chieti registra il maggior numero di addetti sospesi (86.648 cioè il 32,9%)".

"Le situazioni sono differenziate a livello provinciale a causa della loro diversa specializzazione settoriale e dimensione media aziendale: mentre L’Aquila e Pescara emergono per quota delle imprese sospese (rispettivamente 65,0% e 65,3%), Teramo e Chieti rilevano il maggior peso degli addetti sospesi 63,9% e 62,7%)".

"I settori economici sono stati diversamente colpiti dal Decreto. Alla sospensione completa delle attività immobiliari e quelle artistiche sportive e di intrattenimento, si è accompagnata la chiusura quasi totale delle imprese operanti nelle altre attività di servizi (94,0%), delle attività di alloggio e ristorazione (92,9%), dell’estrazione di minerali (88,6%), del commercio (86,6%), delle costruzioni (76,9%)".

"Gli effetti economici saranno considerevoli tenuto conto che, secondo una prima stima dell’Istat, le imprese sospese in Abruzzo producono un fatturato pari a circa il 47% del totale regionale".

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Ultima modifica il Venerdì, 10 Aprile 2020 12:47

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