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Lunedì, 25 Aprile 2016 19:30

L'Aquila in musica: tutti i colori della giovane musica cittadina / 1: Marta Pietrosanti

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di Paola Grande - Cinque voci del panorama artistico cittadino saranno protagoniste di una breve rubrica che, da oggi a sabato, sarà interamente dedicata alla musica.

L'idea nasce dalla volontà di dar spazio ai giovani talenti aquilani descrivendo le diverse realtà che li hanno visti crescere come artisti nella città in cui da sempre coltivano il loro sogno. Insieme, compongono un quadro molto variegato di storie ed esperienze ma all'unisono celebrano la musica come strumento di condivisione e sintonia tra i giovani e, con entusiasmo, hanno ripercorso i loro piccoli grandi traguardi attraverso queste brevi interviste.

Iniziamo oggi, con Marta Pietrosanti


Vestirsi della propria arte: “La musica esprime me stessa, io sono la mia musica”

Finita la scuola, Marta ha deciso di intraprendere con forte convinzione un percorso di studi che la porterà ad essere una professionista della musica. I suoi inizi, la dedizione, i progetti: la musica come identità.

La tua esperienza inizia all'interno della scuola di musica “Icarus” solo pochi anni fa ma in questo breve tempo puoi dire di aver collezionato molte esperienze positive che hanno segnato la tua crescita artistica. L'appoggio e la fiducia con cui insegnanti e professionisti mostrano di credere in te è sicuramente un piccolo grande successo agli inizi di ogni artista: quanto ti hanno cambiato gli anni trascorsi nella scuola?

Affidare la mia voce a dei professionisti è stata la miglior scelta che potessi fare nel momento in cui ho avvertito l'esigenza di esprimere il mio talento; è avvenuto un primo salto di qualità verso una consapevolezza nuova,più forte,quella che ogni artista deve cercare di costruire dentro di sé per essere credibile agli occhi del suo pubblico.

In questo percorso di crescita, il sostegno degli insegnanti è stato fondamentale e continua ad esserlo anche a distanza di anni: ad oggi, ho ancora molto da imparare ma ho forse la certezza di chi sono veramente quando salgo sul palco perché la musica esprime me stessa, io sono la mia musica.

Un'artista, si sa, non si abitua mai del tutto al palcoscenico. Da un po' di tempo collabori come solista in un gruppo di giovani musicisti che hai incontrato proprio nella scuola in cui studiavi: cosi nascono i Morning Stuff. Con loro scopri per la prima volta ciò che si nasconde dietro le quinte: l'organizzazione di uno spettacolo live,l'arrangiamento dei brani musicali,la sala prove e la sala registrazioni,ed infine il palcoscenico: raccontaci del primo impatto con il pubblico. Il palco è anche un modo per conoscere se stessi e i propri limiti?

Ricordo che avevo paura persino di guardare negli occhi chi mi stava ascoltando e di sbagliare tutto se solo mi fossi distratta un attimo; temevo che qualsiasi cosa intorno a me potesse compromettere la mia concentrazione; non dicevo una parola, evitavo gli sguardi e una volta finito l'unica cosa che riuscivo a sussurrare era un “grazie” debole, timido, ancora timoroso.

Il palco è il primo grande avversario di un'artista, e all'inizio può sembrarti spietato, invincibile; ma è anche il posto migliore per conoscere i propri limiti, ti spoglia di ogni certezza, ti lascia da solo di fronte ad una scelta: essere te stesso, rivelarti completamente oppure fingere, nascondendoti dietro un personaggio che in realtà non ti piace. Io ho scelto di mostrarmi fin da subito e se all'inizio sentivo di poter concedere poco di ciò che ero,oggi ritrovo ogni singola parte di me nella mia arte.

Dar voce ad un gruppo musicale ti fa sentire parte di qualcosa: senti di essere più completa quando affidi la tua voce al sostegno di una band che ti accompagna dal vivo? Riuscite a trarre spunto l'uno dall'altro nella preparazione dei brani?

Non riesco a trovare nulla che non sia stato assolutamente positivo nella collaborazione con i Morning Stuff: ci siamo incontrati, conosciuti a poco a poco e stimati fin da subito, e tutte le esperienze che viviamo insieme ci vedono affiatati, complici, sempre perfettamente in sintonia l'uno con l'altro; credo sia questa la chiave, sentire l'alchimia che ci lega, pur nelle nostre diversità.

Il loro supporto è fondamentale sia sul palco che nella preparazione delle performance ed è bellissimo realizzare quanto siamo cresciuti insieme, quanto di buono ci trasmettiamo a vicenda e quanto le nostre singole personalità, idee, proposte si incastrino armoniosamente.

Credo sia impensabile un lavoro di squadra senza queste premesse.

I Morning Stuff iniziano presto a portare il proprio lavoro nella città, intrattenendo serate in vari pub ed eventi locali: sembra proprio quella gavetta di cui tutti i più grandi artisti parlano quando raccontano di come tutto è iniziato; è forse questo uno dei ricordi più belli che avrai quando ripenserai alla tua città? In fondo la tua voce inizia a farsi strada proprio da qui!

Dentro di me porterò sempre vivo il ricordo della mia città, delle emozioni vissute qui grazie alla musica, ma sono convinta che la vera gavetta debba ancora iniziare e me ne renderò conto solo quando potrò fare esperienze in altre città, magari in contesti più ampi; L'Aquila è un ambiente che nel suo piccolo mi ha dato l'opportunità di esprimermi quando ho cominciato a sentirne l'esigenza, ma non è che un inizio; porterò con me gli anni vissuti in questa città fragile ma imponente, che pur nelle sue crepe si impegna ad ospitare la musica in tutte le sue forme, ma al contempo spero che la mia voce mi porti altrove.

A L'Aquila nasce la tua vocazione per la musica ma ad un certo punto decidi di buttarti in un'esperienza nuova ed emozionante, che ti porti altrove: l'audizione per il talent X-FACTOR; cosa ricordi di quel momento? Avevi solo 18 anni ma eri già molto decisa su quelle che erano le tue aspirazioni: quando si rivela in realtà la consapevolezza di voler convertire quella che era stata sempre e solo una grande passione nel tuo obiettivo di vita?

Erano anni che immaginavo di fare un'esperienza del genere, anni che aspettavo quel giorno; lo ricordo con un sorriso perché fu un'esplosione di sensazioni diverse che ancora oggi mi sembra di rivivere se chiudo gli occhi.

Lo definirei un giorno speciale per molti aspetti: un piccolo salto in una realtà finalmente nuova per me; l'entusiasmo si alternava alla paura e alla stanchezza per l'attesa e poi ancora alla voglia di cantare ed emozionare.

Ricordo che al termine di quella giornata ero felice e ho pensato che quell'attesa, quella paura, quell'adrenalina valeva la pena viverle, e che un vero artista non può porsi limiti se si tratta della sua più grande passione.

Credo che la consapevolezza del mio sogno si sia realizzata molto prima e in questo il percorso artistico all'interno della scuola di canto è stato determinante: la scuola, il lavoro costante sulla tua voce, la scoperta delle tue potenzialità ti rivelano gradualmente il tuo vero valore: è così che ho capito che era questo a rendermi felice, sempre.

Progetti per il futuro: il tuo cammino non si ferma a L'Aquila, la città in cui tutto è iniziato: cosa hai in mente per il tuo domani?

E' ovvio che ho in programma di viaggiare molto e spero tanto che il mio percorso non si arresti qui: ho intenzione di continuare a perfezionarmi, migliorarmi e non fermarmi ai primi traguardi; il lavoro di un artista si compone di ogni sua esperienza e mi auguro di continuare a crescere ed arricchire sempre più il mio bagaglio, in cui oltre al mio talento ripongo anche molta fiducia, speranza nel futuro e voglia di fare.

Nei prossimi mesi avrò un appuntamento molto importante presso una famosa Accademia di musica e per ora incrocio le dita.

La paura di un sogno: non è così semplice credere in un'ambizione così alta senza timori: qual è la tua più grande paura quando pensi agli obiettivi che ti sei posta?

Questa è senza dubbio la domanda più difficile.

Credo che la paura del fallimento affligga chiunque abbia un grande sogno nel cassetto, ma non mi faccio fermare da questo pensiero: l'amore per quello che faccio è più forte e prevale su ogni sentimento negativo; mi impegno al meglio in ciò che amo fare e mi aiuto con la mia grande passione; sono convinta che il segreto sia questo in realtà: aspettarsi il meglio ma apprezzare i piccoli traguardi di ogni giorno.

 

di Paola Grande

 

Ultima modifica il Mercoledì, 27 Aprile 2016 10:06

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