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Mercoledì, 27 Aprile 2016 20:37

L'Aquila in musica: tutti i colori della giovane musica cittadina / 3: Amongst The Hate

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di Paola Grande - Cinque voci del panorama artistico cittadino, protagoniste di una breve rubrica che, fino a sabato, sarà interamente dedicata alla musica.

L'idea nasce dalla volontà di dar spazio ai giovani talenti aquilani descrivendo le diverse realtà che li hanno visti crescere come artisti nella città in cui da sempre coltivano il loro sogno. Insieme, compongono un quadro molto variegato di storie ed esperienze ma all'unisono celebrano la musica come strumento di condivisione e sintonia tra i giovani e, con entusiasmo, hanno ripercorso i loro piccoli grandi traguardi attraverso queste brevi interviste.

Oggi il terzo appuntamento, con il gruppo metal 'Amongst The Hate'.

 

“Un testo metal può parlare davvero di tutto e adattarsi ad ogni sentimento: è la musica dei feriti”

La band dal carattere Metalcore, formata da cinque giovani amici, dà l'avvio, proprio in questi mesi, ad una nuova stagione compositiva che si apre con grandi novità per le prospettive di tutto il gruppo.

Con loro l'attenzione si sposta sul tema dell'amicizia, che li ha uniti nella musica.

Musica e amicizia: come e quando nasce l'idea di condividere la musica e formare una band?

Quattro anni fa, quasi per gioco, iniziamo a riprodurre cover ma il nostro non è ancora un gruppo compatto e forse non abbiamo del tutto chiara la nostra personalità artistica, così decidiamo di separarci; solo un anno dopo, con nuovi componenti, tentiamo una seconda volta: il gruppo è ancora disarticolato, mancano il cantante e il bassista, ma le cose vanno per il meglio; continuiamo con le cover e la band inizia a crescere.

Poco tempo dopo cominceremo a scrivere i primi testi, molti dei quali oggi sono parte del nostro EP.

Così la passione per la musica cresce insieme a noi e la band diventa una seconda casa: condividiamo il nostro talento e raggiungiamo i primi traguardi.

Il vostro è un genere che si sente poco,o per niente,in Italia; come avete scoperto l'interesse per il Metalcore? All'interesse poi si accompagna anche uno studio specifico?

Inizialmente le nostre cover si ispirano soprattutto al genere “Punk-rock”, ma presto capiamo che questo non è realmente lo stile che più ci rispecchia; così scopriamo il Metalcore, che ad oggi è il nostro tratto distintivo.

La singolarità del metal è tutta racchiusa nelle tecniche vocali e nella complessità dei suoni che nasconde; il “growl” e lo “scream”, che significano rispettivamente “ruggire” e “gridare”, caratterizzano la vocalità metal core e richiedono un esercizio specifico del diaframma a cui la voce deve adattarsi per poter emettere quei suoni gutturali che rendono inconfondibili i generi dell' Heavy metal.

Si può parlare poi di veri e propri sottogeneri perchè il Metal è in sé un genere composito e ricco di sviluppi sempre nuovi e diversi tra loro.

Il nostro interesse nasce sicuramente dall'ascolto: è questo il primo e fondamentale step che ci ha permesso in seguito di conoscere più a fondo questo particolare panorama musicale e studiarne nello specifico le diverse applicazioni.

Il Metal è sicuramente un genere musicale dal forte impatto e può sembrare anche molto duro,aggressivo; cosa si nasconde in realtà dietro questo aspetto? Di cosa parlano i vostri testi?

La bellezza del Metalcore sta nella sua natura poliedrica e multiforme: è un genere che si lascia facilmente modellare e non pone limiti alla fantasia; un testo metal può parlare davvero di tutto e adattarsi ad ogni sentimento; la nostra è una musica malinconica, ci piace definirla “empatica” perché delinea perfettamente la forma delle nostre emozioni: è la musica dei feriti.

D'altra parte però non può mancare un'omogeneità di fondo tra la base musicale ed il testo,ossia una coerenza tra gli accordi e le parole, che renda percettibile il senso dei nostri brani.

Spesso avete preso parte ad eventi cittadini presentando la vostra musica e questo genere così particolare che vi contraddistingue; secondo voi com'è stato avvertito dal pubblico aquilano? Pensate possa essere apprezzato anche in un contesto così ristretto e poco abituato alle novità?

Da questo punto di vista ci siamo sentiti spesso soli: L'Aquila non sembra essere pronta ad ascoltare del nuovo o del diverso e forse non è riuscita a creare occasioni per respirare la musica in tutte le sue forme; noi pensiamo che nella musica si possano cogliere le sfumature più contrastanti, apprezzare le tonalità più insolite: solo così se ne può davvero comprendere l'unicità.

Il gruppo può essere una forza ma a volte anche un ostacolo; quali sono le dinamiche nel lavoro di band e nella composizione dei pezzi? E' sempre facile raggiungere un accordo?

Il gruppo rappresenta per noi una famiglia, con i suoi alti e bassi, le divergenze e i compromessi, e in questa ognuno di noi ha il suo ruolo specifico che rispecchia le sue potenzialità: la composizione dei testi è affidata solitamente a due componenti ma la rielaborazione e la revisione coinvolge il gruppo nella sua totalità.

Il nostro punto di forza è l'amicizia di fondo che ci lega e di conseguenza la conoscenza profonda l'uno dell'altro: anche artisticamente abbiamo ben chiari i gusti di ognuno e nel complesso lo stile che ci rappresenta, perciò nella scelta dei pezzi è semplice capire cosa potrebbe metter d'accordo tutti.

L'empatia è uno degli elementi basilari nel nostro lavoro di band e ci permette di incasellare le nostre diverse predisposizioni musicali in un unico puzzle eterogeneo ma allo stesso tempo compatto e indissolubile.

Cambiamenti: l'uscita dalla band del solista e del bassista pochi mesi fa e poi l'ingresso di due nuovi componenti; i cambiamenti aiutano o piuttosto sconvolgono?

Noi crediamo che il cambiamento possa essere scomposto in due fasi, opposte ma complementari: quella distruttiva e quella integrativa; la prima chiude un capitolo importante per la nostra band, portando a compimento un processo di maturazione che in maniera molto graduale evolve in qualcosa di nuovo; pochi mesi fa abbiamo sentito l'esigenza di spostare la nostra attenzione su un genere diverso dal Punk rock, che invece rappresentava i nostri inizi incerti e indefiniti: forse “definire” è il verbo più adatto per descrivere l'esito del nostro cambiamento. Ora la nostra personalità artistica è certamente rifinita e compiuta,e la nostra musica parla più a fondo di noi.

Cosa racchiude il vostro EP? E quanto la vostra musica è cambiata dal momento dell'incisione di questo lavoro?

Il nostro primo EP, inciso nel 2014, racchiude ovviamente i nostri inizi, racconta di un'evoluzione e rispecchia ciò che la nostra band era stata fino a quel momento. Oggi ne risulterebbe un prodotto completamente diverso, ma siamo felici che quel passato sia stato inciso ed impresso attraverso le nostre parole e le nostre voci, perché, nonostante tutto, è un passato che resta, che ci ha visti muovere i primi passi nella musica: è la premessa necessaria a quel che siamo oggi.

 

di Paola Grande

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