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Mercoledì, 25 Maggio 2016 21:52

Masciocco e la crisi di maggioranza: "Chiediamo di essere coinvolti nelle scelte"

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"Non avanzeremo nessuna richiesta: ci interessa soltanto essere coinvolti nei processi decisionali che riguardano la città".

A dirlo è Giustino Masciocco, capogruppo in Consiglio comunale di Sinistra Italiana, a qualche ora dall'incontro di maggioranza convocato dal Partito Democratico per discutere il destino della coalizione di centrosinistra. Con Enrico Perilli, capogruppo di Rifondazione comunista, Masciocco si è astenuto al momento del voto sul bilancio di previsione, aprendo, di fatto, la crisi di maggioranza. "Ci sentiamo esclusi dalla gestione ordinaria così come dai rapporti che l'amministrazione tiene con il Governo", spiega Masciocco. "Su questioni importanti, sembra proprio ci si debba mettere d'accordo prima in seno al Partito Democratico e soltanto dopo con i partiti di coalizione. Non abbiamo richieste: chiediamo soltanto di essere coinvolti nelle scelte strategiche che attengono al futuro della città".

Masciocco è conscio del 'peso' politico del suo partito, in seno alla coalizione, dei rapporti di forza sbilanciati, e ricorda che "i patti stretti prima del rinnovo dell'accordo di coalizione, nel 2012, erano chiarissimi: fossimo stati rieletti, avremmo avuto una rappresentanza in Giunta, e così è stato con Betty Leone. Se mi hanno dato la presidenza di Commissione - spiega - è perché non l'hanno voluta". A dire che il messaggio che Sinistra Italiana, e così Rifondazione comunista, hanno inteso spedire alla maggioranza, con l'astensione al bilancio, non attiene a richieste di poltrone o incarichi. "Maggior coinvolgimento non vuol dire che la Giunta, il sindaco, debbano ascoltare i partiti più piccoli e decidere per quanto propongono: significa piuttosto l'apertura ad un confronto, alla condivisione d'intenti. Ci sono due vicende, esemplari: la prima, quella del rinnovo dei precari, con l'assessore Leone che portò in Giunta una delibera con il parere negativo della dirigente Coluzzi. In quell'occasione, il vicesindaco Nicola Trifuoggi si ribellò, e fece saltare tutto. Oggi, invece, viene approvata la delibera sulla Tari con il parere contrario dei tecnici e dei dirigenti; l'altra, il tira e molla con il Governo per ottenere i fondi a ristoro delle maggiori spese e delle minori entrate: come siamo arrivati a 16 milioni, se ne avevamo chiesti 24? E' una sconfitta, va detto chiaro: non si può sempre rivendicare una vittoria, qualsiasi cosa accada".

"Vogliamo sapere se centrosinistra è soltanto una parola scritta con o senza trattino, o se rappresenta, invece, un modo di pensare, un'idea di schieramento", ribadisce Masciocco. Una risposta, seppure indiretta, è già arrivata da Stefano Albano, in realtà, nell'intervista rilasciata a NewsTown. "Oltre alle parole, però, servono i fatti. E fino ad ora, i fatti hanno detto il contrario. Noi diciamo quello che pensiamo, e pensiamo quello che diciamo: nessuna dietrologia, nessuna richiesta di poltrone, di garanzie per il futuro. Non abbiamo mai chiesto nulla, e non lo faremo. Vogliamo soltanto essere coinvolti nei processi decisivi che attengono al futuo dell'Aquila: nessuno ci ha ancora spiegato perché il Governo ci ha dato soltanto 16 milioni a fronte di una richiesta di 24, nessuno ci ha chiarito lo scontro tra l'amministrazione e la senatrice Stefania Pezzopane, sulla vicenda dei precari, e nessuno ci ha coinvolto nella discussione sul Masterplan e sugli interventi previsti per la città".

Insomma, alle parole seguano i fatti, la richiesta di Masciocco. "Di parole, ne abbiamo sentite tante, a partire dal lancio di Progetto L'Aquila, ma il programma non si è ancora sviluppato e avrà bisogno di un rilancio".

Molto dipenderà, ovviamente, dalle scelte che vorrà assumere il sindaco Massimo Cialente che sembrerebbe propenso a ritirare le deleghe agli assessori che sono espressione di Sinistra Italiana e Rifondazione comunista, Betty Leone e Fabio Pelini. "Aspettiamo le decisioni del sindaco - chiarisce Masciocco - dopodiché faremo le nostre valutazioni: ieri [martedì, ndr], il primo cittadino ha riunito la Giunta e non ha lasciato trasparire la volontà di ritirare le deleghe agli assessori. Staremo a vedere: la decisione è legittimamente nelle sue mani".

"Stando alle parole di alcuni consiglieri di centrodestra - aggiunge Masciocco, riferendosi alle parole dei consiglieri di 'Noi con Salvini' che hanno parlato apertamente di stampelle dell'amministrazione che siedono tra i banchi dell'opposizione - potremmo avere una maggioranza diversa, per gli ultimi dieci, undici mesi di consiliatura, che potrebbe restringersi e persino allargarsi".

Tutto può succedere insomma, di qui alle elezioni del 2017. Persino che il sindaco Cialente dia vita ad una lista di sinistra, come ha lasciato intedere a margine del Consiglio comunale. "Verrebbe da chiedersi se Cialente faccia ancora parte del Pd", si domanda il capogruppo di 'Si'. "Che voglia fare una lista di sinistra è legittimo e, ne sono sicuro, avrebbe le capacità e le persone per farlo. Ma la lista sarebbe concorrente di chi?".

Dunque, Masciocco ribadisce che Sinistra Italiana e Rifondazione comunista non intendono uscire dalla maggioranza, la decisione è nelle mani del primo cittadino: "Noi ci siamo, siamo qui e sfidiamo il Partito Democratico a dimostrare, con i fatti, che tiene davvero al centrosinistra". Detto questo, "non abbiamo paura di perdere il posto, e dovesse andare diversamente ne prenderemmo atto".

Ultima modifica il Giovedì, 26 Maggio 2016 09:31

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