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Giovedì, 28 Marzo 2019 15:12

Decennale, la città vista con gli occhi dei 'nuovi aquilani': intervista ad Aurora Cacciapuoti, autrice e illustratrice

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L'Aquila oggi è una città particolare, che suscita sensazioni spesso conflittuali nelle persone che l'hanno vissuta "prima" e che la vivono "dopo" il terremoto del 2009. Ma ci sono anche tanti nuovi cittadini, arrivati qui negli ultimi anni per motivi di lavoro e di studio. Giovani coppie, professionisti, ricercatori, persone che sono in grado di offrire attraverso occhi meno coinvolti letture diverse di una città in continua trasformazione.

Aurora Cacciapuoti, autrice e illustratrice, è una di queste; l'abbiamo incontrata per una chiacchierata sulla sua storia e sulla città a pochi giorni dal decennale.

 

Aurora, dalla Sardegna all'Abruzzo passando per l'Inghilterra. Come sei arrivata qui?

Sono nata in Sardegna, nella piccola città di Carbonia e a 18 anni sono andata a vivere a Milano, dove mi sono laureata in Psicologia e ho studiato teatro. In seguito mi sono trasferita a Bologna dove ho conseguito una specializzazione in Psicoterapia Espressiva, indirizzo Arte Terapia, presso l’Art Therapy Italiana. Amo moltissimo viaggiare, per questo motivo ho deciso di fare un'esperienza all’estero, trasferendomi prima a Edimburgo, in Scozia, dove ho avuto la possibilità di seguire dei corsi brevi di arte e illustrazione presso l’Edinburgh College of Art e nel bellissimo studio Edinburgh Printmakers, imparando a stampare con la tecnica della serigrafia, e dopo due anni a Cambridge, dove ho conseguito un MA in Children’s book illustration alla Cambridge School of Art, Anglia Ruskin University

Dopo molti anni in UK, quasi 8, sia a me che a mio marito l’Italia iniziava a mancare parecchio, per questo motivo abbiamo provato a tornare, trovando una buona opportunità lavorativa proprio a L’Aquila. Non conoscevamo niente e nessuno in questa città, ma la voglia di rientrare era tanta, quindi abbiamo fatto per l’ennesima volta le valigie e siamo partiti.

Qual è stata la tua prima impressione sulla città e sulle persone conosciute?

Non conoscendo veramente nulla della città, quello che mi aspettavo era molto più grigio di quanto non sia nella realtà. Quando siamo arrivati, abbiamo trovato una città molto bella, con una ricostruzione già ben avviata, un centro vivo, pieno di eventi e di cose da fare, una natura meravigliosa. Certo, c’è ancora molto da fare, ma è bello vedere ogni giorno i progressi: nuovi negozi, nuovi palazzi.

Personalmente trovo che L’Aquila sia una città che offre tanto e dove si vive bene e in un anno e mezzo che sto qui ho potuto vederne il progresso. Arrivando da fuori a quasi 10 anni dal terremoto è quello che ho potuto constatare. Sulle persone poi, posso dire solo bene: gli aquilani ci hanno accolti da subito a braccia aperte. È molto semplice fare amicizia qui e dal punto di vista dei rapporti umani sono veramente contenta delle persone che ho incontrato.

Avete scelto di vivere in centro, giusto? Come mai? E' così dura come in tanti la raccontano la vita in centro storico, oggi?

Si, la scelta del centro è stata motivata da tanti fattori. La praticità, ad esempio. Avendo una sola macchina è più semplice muoversi da qui che non dalla periferia, e poi la bellezza del posto, comunque il centro storico è splendido, nonostante i cantieri. La sera si può uscire con facilità, a piedi, andare a fare aperitivo o cena, andare a teatro o a un concerto. Mi piace molto questa dimensione della città, piccola e a misura d’uomo. Avendo il cane poi la vicinanza con il castello, la villa, Collemaggio, è un plus non indifferente.

Il tuo profilo professionale di illustratrice ha trovato uno spazio qui in città, o esegui lavori per contatti che avevi già e che ti sei portata dietro?

Il mio lavoro fortunatamente mi permette di lavorare da qualsiasi città, mantenendo i contatti con i miei clienti telefonicamente o via email. Principalmente lavoro con case editrici, sia in Italia che all’estero, in particolare UK e America.

Parlaci del progetto Mettiamoci una Pezza

Abito in centro storico all’Aquila ormai da un anno, e se da una parte vedo questa città fiorire di nuove costruzioni e iniziative, ancora tante strade sono grigie e impraticabili. C’è una grande differenza tra quello che vedo nelle strade principali e nelle stradine limitrofe, dove raramente passa qualcuno. Mi sono molto affezionata all'Aquila, e la voglia di fare qualcosa, contribuire alla sua “cura” è venuta spontaneamente. Perché non prenderci cura di questi luoghi, renderli nuovamente luogo di passaggio? Perché non iniziare dal colore? Così mi è venuta l’idea di avviare un progetto di yarn bombing.

Siamo partiti in pochi, con piccole installazioni ancora in corso d’opera, poi alcune delle ragazze che si sono offerte di aiutarmi mi hanno consigliato di contattate l’associazione “Animammersa” che ha già realizzato uno stupendo progetto di yarn bombing nel 2012. L’idea è stata accolta con grande entusiasmo e trasformata in un evento ancora più bello, che coinvolge non solo L’Aquila ma tutto il mondo. Diventa insomma qualcosa di veramente grande, importante, che vuole lasciare un messaggio forte che parla di accoglienza, collaborazione, cura di questi luoghi. Si possono trovare più informazioni sul progetto madre al sito https://mettiamociunapezza.wordpress.com/.

Per la mia personale installazione ho immaginato qualcosa che possa coinvolgere tutti, ma proprio tutti, anche chi non sa fare la maglia o usare l’uncinetto. Si tratta di realizzare dei semplici pom pom. In rete si trovano centinaia di tutorial su come farli, sono semplici, divertenti, anche i bambini li possono realizzare. Sono stata veramente sommersa da dimostrazioni di affetto che sono arrivate da tutta Italia e anche dall’estero: centinaia di pom pom sono arrivati dalla Sardegna e da molte scuole elementari, sia dall’Aquila che dalle Marche e dalla Lombardia e molti altri luoghi. Se volete darmi una mano, per partecipare c’è ancora tempo: trovate le informazioni utili al sito https://mettiamociunapezza.wordpress.com/2019/02/12/il-progetto-di-aurora-zona-laquila/

L'Abruzzo e la Sardegna sono due terre legate in un qualche modo dall'antica tradizione della pastorizia e da una popolazione forte, a volte rude, ma molto generosa. Hai riscontrato dei caratteri comuni?

L’Abruzzo e la Sardegna si somigliano molto, è vero, pur mantenendo la loro straordinaria unicità. È vero, sia sardi che abruzzesi possono sembrare all’apparenza chiusi, ma la realtà è che sono un popolo accogliente e generoso, e che l’amicizia che si crea con loro è sicuramente di quelle forti e profonde.

Per scoprire le attività di Aurora potete visitare il sito http://auroracacciapuoti.com/, oppure seguirla su Facebook e Instagram.

 

Ultima modifica il Venerdì, 29 Marzo 2019 09:04

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