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Venerdì, 18 Luglio 2014 07:23

Sottoservizi, i lavori per la "grande opera" aquilana slittano a settembre

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Americo Di Benedetto nel suo ufficio Americo Di Benedetto nel suo ufficio

"La più grande opera mai realizzata in Abruzzo da una stazione appaltante locale". Parliamo dei nuovi sottoservizi nel centro storico (e zone limitrofe) dell'Aquila. Infatti, se le autostrade furono costruite dal ministero dei Trasporti e l'Ospedale "San Salvatore" dalla Regione Abruzzo, i tunnel sotterranei che ospiteranno acquedotto, fognature, reti elettriche e telefoniche del capoluogo abruzzese, portano la firma della Gran Sasso Acqua Spa (Gsa), municipalizzata del Comune dell'Aquila. A presiederla è Americo Di Benedetto. Classe 1968, commercialista originario della Valle Subequana (è stato sindaco di Acciano), Di Benedetto non manca occasione per rivendicare (giustamente) di essere stato un renziano della prima ora, prima che altri esponenti del suo partito, il Partito Democratico, salissero sul carro del rampollo di Firenze.

I sottoservizi passeranno dentro mini gallerie sotterranee dell'ampiezza di un 1,5 metri x 2, ispezionabili e percorribili, costruite in cemento armato precompresso, che verranno "calate" nel sottosuolo da apposite gru. I "tunnel intelligenti" conterranno le condutture dell'acqua, le reti fognarie, i cavi elettrici e quelli telefonici e, un domani, potranno essere implementati con altri servizi (come reti per la tv via cavo o per la videosorveglianza).

Incontriamo Di Benedetto nell'ufficio di presidenza, arredato con gusto e sobrietà. Ci mostra con orgoglio le foto dei lavori di costruzione della Ferriera (nella foto) degli anni '50, che portarono l'acqua anche all'Aquila. Ne è passato di tempo da allora. Il presidente della Gsa probabilmente passerà alla storia come l'autore degli avveniristici sottoservizi nel centro storico, che rappresentano l'appalto pubblico più ingente del post-sisma [vedi cifre e tempi nell'appendice]. I lavori nel sottosuolo aquilano dovrebbero terminare prima della scadenza del mandato del sindaco Massimo Cialente. Negli ultimi mesi, si rincorrono i rumors su un possibile avvicendamento sullo scranno di primo cittadino proprio con lo stesso Di Benedetto: "Sono giovane ma ho una lunga esperienza professionale e amministrativa – ammette – e mi sento pronto per due ipotesi: continuare il mio percorso con un profilo medio alto (da Sindaco, ndr) oppure smettere di occuparmi della cosa pubblica".

I sottoservizi potrebbero essere la consacrazione: Di Benedetto è un personaggio apprezzato a destra e a manca, possiede competenze tecniche nettamente sopra la media e un pragmatismo tipico del leader. Le premesse ci sono tutte.

A febbraio è stata affidato il primo stralcio dei lavori per complessivi 38 milioni di euro alla consortile Asse Centrale Scarl, composta dal colosso ravennate Acmar e da due delle maggiori imprese edili aquilane: Edilfrair ed Edimo. La seconda fase dei lavori, invece, investirà 42 milioni di euro: sarà divisa in cinque lotti, che saranno vinti da cinque imprese diverse.

A differenza da quanto annunciato dallo stesso Di Benedetto e dal capo dell'Ufficio Speciale Paolo Aielli i lavori sarebbero dovuti partire a luglio, ma si avvieranno non prima di metà settembre. Ritardi che il presidente della Gsa definisce fisiologici: "Siamo quasi in linea con il nostro cronoprogramma dei lavori – evidenzia Di Benedetto – ci sono ritardi fisiologici dovuti all'affinamento della partenza di un'opera mastodontica".

Una volta avviati, i lavori della prima fase dovrebbero procedere piuttosto celermente, con un avanzamento di circa 10 metri di scavi al giorno per ogni fronte di cantiere aperto. Partiranno contemporaneamente quattro fronti: via Castello, via Sallustio, Santa Maria di Farfa – San Bernardino e Villa Comunale. Si scaverà, si installerà il tunnel, e poi si ricoprirà con un "tappetino di asfalto" provvisorio, per permettere la viabilità dei mezzi anche dopo l'installazione dei sottoservizi. Poi, la palla passerà al Comune, che dovrà reperire finanziamenti e progettare la pavimentazione definitiva. Per esempio, da Corso Vittorio Emanuele spariranno gli storici sampietrini, per essere sostituiti da una nuova pavimentazione indicata e installata dall'amministrazione comunale. Ogni mese ci sarà uno stato di avanzamento dei lavori per circa 2 milioni di euro, che diventeranno 5 quando ci sarà contemporaneità dei cantieri del primo e del secondo stralcio, quello da 42 milioni [vedi scheda in appendice]. Secondo il cronoprogramma, tutta l'opera verrà completata entro l'estate 2016.

Ma quali sono i motivi del ritardo nella partenza dei lavori? Svisceriamoli.


sottoservizi tunnelLa validazione del progetto esecutivo. Il progetto esecutivo è ancora in corso di redazione. Una volta terminato definitivamente dovrà essere valutato da una società abilitata alle valutazioni di progetti per opere pubbliche. E' una procedura obbligatoria per appalti superiori a 20 milioni di euro. La società in questione, che ha vinto un bando di gara indetto dalla stessa Gsa, è la Rina Check Srl, una delle cinque società in Italia abilitate a validare la progettazione di grandi opere pubbliche. Il percorso di validazione durerà 30 giorni, dopo i quali Asse Centrale potrà finalmente ordinare i materiali e sarà dunque pronta per l'avvio dei lavori. La valutazione su percorribilità e cantierabilità dell'opera è stato nei mesi scorsi oggetto di un aspro scontro proprio tra Di Benedetto e Aielli.

Cabine dentro o cabine fuori? "Le cabine di smistaggio Enel vanno dentro o fuori i tunnel?", è la domanda che si è posta Di Benedetto mesi fa, assieme al pool di tecnici di Gsa: tre in tutto, "giovani  e capaci", ci tiene a sottolineare il presidente. Un ostacolo alla partenza dei lavori è la definizione della progettazione esecutiva, "impossibile da completare se Enel non indica se le cabine di smistaggio devono essere incluse nel tunnel o meno", ci confida Di Benedetto. La società dell'energia elettrica ha indicato (fin dall'inizio) l'estraneità delle cabine al tunnel (per motivi di sicurezza), ma questo va a confliggere con le norme tecniche del piano di ricostruzione del Comune dell'Aquila, che non prevede cabine elettriche fuori dai tunnel. Tuttavia, è notizia di ieri che, dopo un tira e molla durato settimane, il Comune abbia ceduto all'Enel: "Ora l'impresa realizzatrice dovrà definire il progetto esecutivo entro una settimana – evidenzia Di Benedetto – e poi potrà finalmente passare alla validazione". Ad ogni modo, i lavori non partiranno prima di settembre anche a causa della Perdonanza Celestiniana, durante la quale sarà impossibile cantierizzare, visto l'imponente afflusso di persone in centro storico.

La situazione nei quartieri già abitati. Come detto, un fronte dei lavori partirà da Santa Maria di Farfa e San Bernardino. Parliamo dell'unico quartiere, dentro le mura, densamente abitato. Un problema che si sta cercando di risolvere è legato allo spostamento dei collegamenti elettrici e telefonici già installati da Enel e Telecom per permettere il rientro degli aquilani nelle case della zona. Occorre tenere i servizi attivi, per permettere agli abitanti di continuare a vivere nelle proprie case anche durante i lavori dei sottoservizi: "Questo rappresenta un ulteriore costo che l'Enel, per esempio, non vuole accollarsi – afferma Di Benedetto – Aielli sostiene che, essendo un'opera pubblica, Enel e Telecom debbano mantenere a proprie spese i by pass (il mantenimento del servizio durante i lavori, ndr) di luce e telefono, spostandoli prima dell'inizio dei lavori e successivamente trasferendoli nei tunnel". A questo punto, le ipotesi risolutive sono due: "O si va a Roma e si convincono Enel e Telecom – sottolinea il presidente della Gsa – oppure ci accolliamo noi quei costi, prelevandoli dalle somme a disposizione e nei recuperi dell'Iva, liberando risorse nostre insomma. Però dobbiamo sapere l'entità economica dell'operazione, che attualmente non ci è stata fornita”. Una bella grana, insomma.

La convivenza con i cantieri della ricostruzione. Durante i lavori per i sottoservizi, ci saranno interventi per cui alcuni grandi aggregati cantierati in centro storico dovranno fermarsi per 15 giorni. Nelle previsioni di spesa, è stato già calcolato il costo di smantellamento e rimontaggio del ponteggio (a carico di Gsa) ma non si sa chi paga il cosiddetto fermo cantiere: i costi fissi, come il nolo delle gru o dei ponteggi. Qui la battaglia è con l'Associazione dei costruttori (Ance) che garantisce gli interessi delle imprese edili. Anche in questo caso il costo potrebbe essere addebitato alla Gsa, che dovrebbe attingere a nuove risorse: "Però a quel punto – puntualizza Di Benedetto – dovremo trasferire somme dai 42 milioni del secondo stralcio dei lavori ai 38 del primo, in attesa di nuovi finanziamenti. In quel modo non si fermerebbero i lavori e ci potremmo accollare anche questi costi".

"Approfondimenti giudiziari"? Per permettere la partenza dei lavori a metà settembre, i problemi su elencati dovranno essere risolti. E, soprattutto, non dovranno emergerne altri, come approfondimenti da parte di autorità di controllo amministrativo o, peggio ancora, approfondimenti giudiziari, come indagini che possano portare ad avvisi di garanzia. Quest'ultimo aspetto non è escluso anche dallo stesso Di Benedetto che, tuttavia, sottolinea quanto sia normale che si facciano indagini e approfondimenti su un'opera così importante: "Come ci sono stati ricorsi al Tar – evidenzia – ci saranno stati anche esposti in procura, che produrranno indagini, le quali potrebbero essere anche approfondite. E' normale e giusto che sia così".

Speriamo che i lavori possano partire col cadere delle prime foglie dagli alberi. La grande opera aquilana dei sottoservizi è solo all'inizio.

 


Appendice. Sottoservizi: cronistoria, date, tempi. Dopo il terremoto la Gran Sasso Acqua richiese un finanziamento per sistemare i danni provocati dal sisma alle strutture in possesso della società, come l'acquedotto principale su Paganica. I maggiori problemi sorgevano nelle reti del centro storico dell'Aquila. Già nel 2009 la Gsa fece richiesta di un finanziamento da 27 milioni di euro al governo. Il finanziamento venne concesso nel dicembre 2010, con decreto del Commissario per la ricostruzione Gianni Chiodi. Nel febbraio 2011 iniziò un dibattito tra istituzioni locali e governo centrale sul rifacimento della rete dei sottoservizi. La Gsa sondò per tre ipotesi percorribili per sottoservizi completamente nuovi. Emerse l'idea di una "ipotesi avveniristica" di una struttura sotterranea per la gestione dei sottoservizi nel centro storico dell'Aquila. Il Commissario Chiodi inviò le ipotesi di progettazione al nucleo per gli investimenti pubblici presso la Presidenza del consiglio dei Ministri, ma queste rimasero ferme a Roma fino al gennaio 2012, quando al governo arrivò Fabrizio Barca e furono istruite le strutture Usra (con a capo Paolo Aielli) e Diset (guidata da Aldo Mancurti).

Venne redatto un piano per la costruzione dei nuovi sottoservizi, e furono convinte Enel e Telecom a spostare i rispettivi sistemi e reti di servizi in funzione nel nuovo tunnel sotterraneo. Si arriva dunque al dicembre 2012, quando con una delibera Cipe si stanziano più di 50 milioni di euro, che contribuiscono all'attuale somma di circa 80 milioni. Questi vengono suddivisi in due stralci: il primo, da 38 milioni di euro (compresi ribassi, somme a disposizione e Iva), riguarda i lavori sull'asse centrale e sui cosiddetti anelli (come via Sallustio e via Castello), più Santa Maria di Farfa e San Bernardino; il secondo, da 42 milioni, è comprensivo di cinque lotti (tre nel centro storico, via Strinella e viale della Croce Rossa).

Il 1 marzo 2013 viene pubblicato dalla Gsa il bando di gara per il primo stralcio. Poi le offerte, la nomina delle commissioni di gara e, nell'estate del 2013, l'aggiudicazione dei lavori ad Asse Centrale Scarl. L'aggiudicazione definitiva, però, avviene solo nel febbraio del 2013, dopo il respingimento del ricorso al Tar da parte dell'impresa seconda classificata nel bando di gara.

Per quanto riguarda il secondo stralcio, invece, la scadenza delle offerte da parte delle imprese è prevista per il prossimo 31 luglio. Anche in questo caso c'è un leggero ritardo: secondo il cronoprogramma della Gsa, infatti, la prima seduta di gara si sarebbe dovuta svolgere già l'11 giugno. E' stata prorogata, invece, ai primi di settembre.

Ultima modifica il Sabato, 19 Luglio 2014 10:49

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