Stampa questa pagina
Martedì, 16 Agosto 2022 21:28

Campomizzi: oltre ai posti letto rischiano di saltare anche i posti di lavoro

di  Tommaso Cotellessa

L’epopea della Campomizzi non sembra giungere a risvolti positivi e il servizio di residenza nella nostra città è sempre più a rischio.

In questa vicenda, oltre agli studenti sono coinvolti i lavoratori, circa cinquanta considerando portierato, servizio mensa, pulizie e manutenzione, tutte persone che stanno assistendo alla possibile estinzione non del loro posto letto bensì del loro posto di Lavoro.

Per questo motivo siamo andati a parlare con Andrea Frasca, sindacalista della Filcams Cgil, che sta seguendo la battaglia per la difesa di un servizio essenziale come quello della residenzialità studentesca.

Ciò che le parti in causa si augurano è l’approvazione da parte del Ministero della Difesa della proroga per la concessione della caserma Campomizzi fino al luglio 2023 consentendo la pubblicazione del bando per l’anno accademico che si accinge ad iniziare.

Ma questa è una storia già sentita, infatti di questa proroga se ne parla già di diverso tempo.

Da alcune fonti sappiamo che la trattativa tra regione e ministero è in corso e si sta contrattando sul numero di palazzine da concedere. Quello che ci si auspica dal sindacato è che venga garantito lo stesso numero di posti letto che si è garantito fino ad oggi e lo stesso numero di posti di lavoro, mantenendo lo stesso livello di inquadramento e lo stesso salario.

Confidando nell’approvazione della proroga per quest’anno resta però comunque un problema non da poco, come ha sottolineato Frasca nella nostra interlocuzione.

Perché “tra la Campomizzi e la ricostruzione della futura casa dello studente in centro c’è un enorme punto interrogativo”.

“L’avvenuta permuta tra il terreno della casa dello studente e quello in cui era collocata la scuola Carducci, è un atto in prospettiva, è necessario intraprendere al più presto la fase di progettazione ed esecuzione e far sì che sia tempestiva” queste le parole di Frasca.

“Non ci possiamo permettere si trovi un'altra soluzione ponte che duri dodici anni, come è stato per la Campomizzi. Una soluzione ponte non può diventare definitiva”.

Effettivamente sentendo le parole di Frasca, ci si pone un grande quesito riguardo l’operato di questi anni in merito alla costruzione di una nuova casa dello studente. Di tempo ne è passato tanto, tantissimo, ma siamo sempre punto e a capo. 

Infatti si paventa la possibilità di una soluzione temporanea, postCampomizzi, all’interno di palazzine di proprietà dell’ater.

Questa soluzione non entusiasma la Cgil, perché rischia di essere un’opzione non adatta ad uno studentato e soprattutto ciò che si auspica il sindacato è che si trovi una soluzione il meno possibile decentrata, sia per far sì che gli studenti non vengano ghettizzati e privati di servizi essenziali, sia  per impedire che il servizio mensa perda fruitori, comportando una possibile diminuzione del personale.

Gli studenti sono il cuore pulsante di questa città, L’Aquila ha sempre trovato giovamento nel suo rapporto con l’università. Per questo motivo è assolutamente necessario che il bando per i posti letto venga pubblicato il prima possibile, altrimenti ci troveremmo in una situazione in cui delle persone vengono lasciate senza una casa e senza la possibilità di godere del diritto allo studio”.

In conclusione Frasca ha anche annunciato possibili ulteriori iniziative sindacali, queste le sue parole "Chiederemo conto di quanto fatto dall’ADSU e dalla regione, siamo pronti ad attuare azioni a tutela dei lavoratori e delle lavoratrici, stando al fianco di studentesse e studenti”.

Ultima modifica il Mercoledì, 17 Agosto 2022 15:17

Articoli correlati (da tag)