Mondo

Dopo il colpo di stato, le idee politiche e le attività del professore di Arte cileno Mario Irrázabal non passarono inosservate. Venne arrestato, detenuto e torturato nel centro Londra 38 e successivamente fu trasferito allo Stadio Cile. Nei decenni successivi, ha tradotto la sua esperienza in opere d'arte. I suoi disegni sono pieni delle memorie del carcere: figure scure, alcune con graffi bianchi, altre con le mani legate, altre ancora bendate. Non passa mai giorno senza che le sculture di…
40mila vittime di violazioni dei diritti umani, 3216 persone uccise o scomparse, 38254 i cileni che hanno subito detenzione politica e/o tortura. Sono i terribili numeri del rapporto stilato nel 2004 dalla Commissione Valech e che raccontano i 17 anni di dittatura di Augusto Pinochet Ugarte. Conquistato il potere nel 1973, dopo il sanguinoso colpo di Stato che travolse il legittimo governo del presidente Salvador Allende, Pinochet cancellò in un sol colpo tutti i provvedimenti del governo socialista, dichiarò fuori…
Alle 2.50 del 5 settembre 1970, un terremoto politico investe l'America Latina. Lo spoglio delle schede è finito: Salvador Allende, medico, socialista, candidato di Unidad Popular, ha conquistato la maggioranza relativa alle elezioni presidenziali cilene. Per la prima volta un marxista può diventare capo di un governo nell'emisfero occidentale grazie ad una vittoria elettorale e non ad una insurrezione armata. Da Roma e da Parigi, capitali del marxismo europeo, arrivano a Santiago del Cile giornalisti, analisti politici, semplici militanti ansiosi…
11 settembre 1973. I corpi speciali dell'esercito cileno, comandati dal generale Augusto Pinochet, destituiscono con la forza il governo democraticamente eletto di Unidad popular, cingendo d'assedio il Palazzo Presidenziale, La Moneda, e uccidendo migliaia di militanti del movimento operaio. Il presidente Salvador Allende morì nel corso all'assalto. Nel suo ultimo discorso da presidente, trasmesso via radio poche ore prime della morte, Allende disse: "Viva il Cile! Viva il popolo! Viva i lavoratori! Queste sono le mie ultime parole e ho la certezza…
Era il 28 agosto di cinquant’anni fa. Davanti ad una folla di 250mila persone, radunate al Lincoln Memorial di Washington, Martin Luther King pronunciava un discorso destinato a restare impresso nel marmo vivo della storia. I have a dream. Ho un sogno. Quello di vedere ogni uomo uguale all'altro. Sei mesi dopo, il 10 febbraio 1964, gli Stati Uniti approvavano la legge per i diritti civili e, nel dicembre dello stesso anno, il reverendo veniva insignito del premio Nobel per…
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