Venerdì, 11 Dicembre 2015 17:00

L'Aquila, ecco il nuovo assessore Cocciante. Cialente guarda al futuro: "Patto di fine mandato? Porta sfiga"

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L'Aquila, ecco il nuovo assessore Cocciante. Cialente guarda al futuro: "Patto di fine mandato? Porta sfiga" Cialente e Cocciante

Si commuove Giovanni Cocciante - funzionario pubblico in pensione, già delfino di Mario Arpea, sindaco di Rocca di Mezzo tra il 1993 e il 1997, consigliere provinciale dal 1980 al 1990, eletto per tre volte assessore provinciale - al momento di accettare la nomina ad assessore del Comune dell'Aquila.

Indicato dall'Italia dei Valori, Cocciante prende il posto dell'amico Lelio De Santis, coordinatore regionale del partito, 'cacciato' da Massimo Cialente per il venir meno, spiegherà il sindaco, del rapporto di fiducia, e ne assume tutte le deleghe: bilancio, tributi, programmazione economica, servizi anagrafici, gestione economica del patrimonio, affari generali e istituzionali, usi civici, politiche dei turismi.

"Ringrazio l'Italia dei Valori per aver compreso il momento non facile che la Giunta ha attraversato - ha inteso sottolineare Cialente - e ringrazio Lelio De Santis per il lavoro svolto fino ad oggi. E' stato protagonista del fondamentale processo che abbiamo intrapreso come amministrazione, passare al setaccio, cioé, i residui attivi e passivi del Comune. Abbiamo dato una prima 'sgrassata' - ha continuato - e ora passeremo di nuovo il setaccio, fino a lasciare a chi verrà dopo di noi un bilancio cristallino".

Cialente ha respinto le accuse di chi ha parlato, in questi giorni, di Giunta costruita con il manuale Cencelli, pur avendo riconosciuto all'Italia dei Valori le stesse deleghe che deteneva già con il segretario regionale De Santis. "La Giunta è una squadra, si gioca tutti insieme e tutti hanno la stessa importanza". Come a dire che le voci dissonanti di chi, come Lelio De Santis, in particolare nel corso degli ultimi mesi, non ha mancato di sottolineare le mancanze dell'amministrazione, non possono essere sopportate.

Ricorderete che l'oramai ex assessore era stato allontanato all'indomani di una conferenza stampa indetta, appunto, per denunciare il "rallentamento dell'attività politica e amministrativa" che va avanti, sottolineò quel giorno De Santis, "da almeno due mesi. Le vicende giudiziarie di queste settimane e i problemi legati alla carenza di personale nel Comune stanno creando una situazione di paralisi". Cialente la prese malissimo e, senza neanche una telefonata, ritirò le deleghe al suo assessore. "Alla luce della conferenza stampa tenuta dall'Italia dei Valori - spiegò in una nota - che fa seguito ad altre esternazioni dell'ex assessore De Santis, ritengo venuto meno il rapporto di fiducia, lealtà e comprensione sua e dell'Italia dei Valori, nei confronti della mia persona, degli altri assessori e dei dirigenti che con abnegazione prestano il loro servizio, fra le mille difficoltà (legate anche ai ritardi nell'approvazione dei bilanci registrati in questi anni) che attanagliano la nostra azione amministrativa, caratterizzata da una intollerabile carenza di personale, acuita dalla complessa vicenda del rinnovo del contratto dei precari".

Lealtà e comprensione sua e dell'Italia dei Valori, disse Cialente: in effetti, in conferenza stampa, seduti accanto a De Santis, c'erano anche i consiglieri comunali Adriano Durante e Giuliano Di Nicola che, oggi, erano seduti, invece, accanto al primo cittadino e all'assessore Cocciante, nominato su loro indicazione. Il rapporto con l'Italia dei Valori, insomma, è stato ricucito, a scapito proprio di De Santis che, nessuno ha voluto nasconderlo, non ha preso affatto bene l'accaduto. "Speriamo che da coordinatore regionale - si è lasciato andare Di Nicola - continui a dare una mano alla maggioranza". Non è affatto scontato.

"L'Italia dei Valori ha collaborato con l'amministrazione Cialente in maniera leale, fattiva e costruttiva", ha inteso ribadire il capogruppo in Consiglio comunale. "Lealtà che è concetto diverso da fedeltà: quando necessario, abbiamo sempre fatto valere le nostre posizioni. Siamo ovviamente dispiaciuti per l'inconveniente che si è creato con De Santis, ma si è rotto il rapporto di fiducia, fondamentale per una amministrazione".

Le ultime parole sono state lasciate al neo assessore Cocciante: "Sento forte la responsabilità dell'incarico", ha dichiarato. "Se potessi dare un pò di serenità agli aquilani, ne sarei soddisfatto. Non prometto la luna: il bilancio, purtroppo, è sempre più ingessato. Dunque, dovremo essere bravi ad approfittare delle opportunità offerte dall'Europa". Ha poi ringraziato il sindaco Cialente per la fiducia, e, come detto, si è commosso.

Il primo cittadino ha colto la palla al balzo: "Così lavoriamo, con questa partecipazione", ha sottolineato. "La nostra squadra è sul fronte, va a cimentarsi sull'aspetto umano più che politico. Non saremo ricordati per esser stati politici più o meno capaci, ma uomini e donne che hanno lavorato in scienza e coscienza". Cialente ha poi lanciato lo sguardo verso il prossimo futuro: "Ho avuto modo di parlare con il segretario nazionale dell'Idv, amico di lunga data. Abbiamo condiviso che quando torneremo alle urne, a L'Aquila come nelle altre città d'Italia, la nostra Giunta di stampo ulivista sarà un modello perché stiamo tornando alla contrapposizione tra centrosinistra e centrodestra, non c'è più spazio per avventure civiche".

Un messaggio al vicesindaco Nicola Trifuoggi - "sto cercando di convincerlo: se vuole davvero candidarsi a sindaco, deve partecipare alle primarie, perché il candidato sindaco non potrà che scegliersi attraverso le primarie" - e un messaggio al suo stesso partito - "le primarie saranno sul progetto di città del futuro e l'amministrazione, un progetto, ce l'ha. Piuttosto, mancano altre proposte".

Più che un messaggio, in realtà, una specie di avvertimento per la giovane e rinnovata segreteria cittadina del Partito Democratico che, nelle settimane scorse, è tornata a rilanciare il 'Progetto L'Aquila': almeno a parole, dovrebbe sostanziarsi in un patto di fine mandato capace di disegnare il futuro, oltre le amministrative della primavera 2017. "Non serve alcun patto di fine mandato - chiarisce Cialente - anzi, porta pure un pochino sfiga. Le elezioni sono un fatto incidentale su di un percorso che stiamo compiendo faticosamente. L'amministrazione ha un progetto per la città, e lo sta perseguendo".

Come dire: si continui su questa strada maestra, anche dopo di noi.

Ultima modifica il Domenica, 13 Dicembre 2015 03:01

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