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Giovedì, 14 Gennaio 2016 20:18

Acerbo: "Rotto fronte No-Triv". PD: "Cessata materia del contendere"

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"L'Abruzzo ha rotto di fatto il fronte delle Regioni che si erano coalizzate contro il dilagare delle trivellazioni in mare. La cosa più grave è che lo ha fatto non solo nascondendolo alla cittadinanza ma persino in maniera illegittima visto che il Consiglio Regionale è all'oscuro di tutto".

Con queste parole, l'ex consigliere regionale e attuale membro della segreteria nazionale di Rifondazione Comunista, Maurizio Acerbo, ha svelato la decisione della Giunta regionale abruzzese di ritirarsi definitivamente dalla compagine referendaria. 

Denuncia che ha scatenato un mare - è proprio il caso di dirlo - di polemiche. "Da quel che mi risulta - ha sottolineato Acerbo - l'Abruzzo ha deciso non solo di non affiancare le altre regioni nel conflitto di attribuzione davanti alla Corte Costituzionale, ma persino di ritirarsi definitivamente dalla compagine referendaria. Lo avranno deciso D'Alfonso e la sua Giunta per ingraziarsi Renzi ma va sottolineato che non era nelle loro facoltà in quanto queste decisioni spettavano al Consiglio regionale".

Il passo indietro, ha incalzato l'ex consigliere regionale, "dà la misura del senso dalfonsiano delle istituzioni: neanche la conferenza dei capigruppo è stata sentita. Non credo che l'avvocatura regionale o il delegato Lucrezio Paolini in questa materia possano legittimamente assumere posizioni senza mandato del Consiglio come invece mi apre sia accaduto. E' altresì grave che nessuno della Giunta senta il dovere di rompere la congiura del silenzio e debba essere un ex-parlamentare ed ex-consigliere come me a darne notizia".

Immediata la reazione del Coordinamento Nazionale No Triv che ha chiesto le dimissioni di Luciano D'Alfonso e della Giunta regionale. "Il consigliere delegato Lucrezio Paolini (IDV) ha ritirato la delega al professor Stelio Mangiameli. E tutto questo è stato deciso dalla Giunta Regionale, con il Consiglio Regionale che non ne era evidentemente al corrente, visto il il contenuto dei comunicati diramati nella giornata di ieri da alcuni esponenti della minoranza", ha inteso sottolineare il Comitato.

"Si tratta di un atto gravissimo ed irresponsabile; dell'ennesimo colpo inferto alla democrazia nel nostro Paese: non solo il Referendum non è più da tempo nella disponibilità di nessuno se non della Corte Costituzionale ma - volendosi spingere fino ad infrangere le regole - avrebbe dovuto essere il Consiglio Regionale, che rappresenta tutti gli Abruzzesi, a discutere e decidere se deliberare su questo drastico cambio di rotta. Il Presidente D'Alfonso e la Giunta si dimettano immediatamente!".

In serata, le prime reazioni della maggioranza di centrosinistra, affidate al consigliere Camillo D'Alessandro, già sottosegretario alla Presidenza, fedelissimo di Luciano D'Alfonso. "Noi abbiamo attivato l’iniziativa referendaria per fermare Ombrina di ferro. Risolto il problema definitivamente con la norma di legge pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale, è cessata la materia del contendere", ha spiegato D'Alessandro. "Dopo la pronuncia della Corte Costituzionale sul quesito restante, ci attiveremo con il Governo per estendere e allungare la protezione del mare blu oltre le 12 miglia e concorrere a risolvere il problema delle isole Tremiti, delle regioni limitrofe e dell’intero Adriatico. Dal 20 gennaio riprenderemo l’iniziativa politica ed istituzionale in questo senso, battendoci come ci siamo adoperati per contrastare la nascita di Ombrina di ferro".

Parole che, siamo pronti a scommetterci, non placheranno le polemiche. 

Possibile: "D'Alfonso chiarisca volontà Regione"

 "Apprendiamo con sgomento e stupore che la Regione Abruzzo, contrariamente alle altre 9 Regioni che si sono mosse per i referendum contro le trivellazioni, non avrebbe intenzione di tutelare gli interessi dei propri cittadini".

E' quanto riporta in una nota il comitato aquilano di Possibile.

"Dopo i provvedimenti farsa del governo, in chiusura d'anno, sui permessi di prospezione e sulle concessioni ed in attesa che la Corte Costituzionale si pronunci sui referendum la prossima settimana, la Regione Abruzzo decide di ritirare la delega per i referendum al professor Mangiameli. Chiediamo, perciò - prosegue la nota - che il presidente D'Alfonso faccia immediatamente chiarezza sulla vicenda e che riferisca con urgenza davanti al Consiglio regionale su quali siano le reali volontà sue e dell'intero governo regionale".

"Per quanto ci riguarda - avvisano i membri aquilani di Possibile - dopo un'intera estate passata a raccogliere firme di oltre 2400 persone in provincia dell'Aquila (di cui 1800 solo a L'Aquila, oltre 9000 in tutta la Regione ad opera dei diversi Comitati regionali) anche per i quesiti referendari contro le trivellazioni a mare e contro il carattere strategico delle trivellazioni, continueremo a seguire con estrema attenzione e con l'interesse di sempre l'evoluzione del quadro nelle prossime ore e dei prossimi giorni, vigilando che l'interesse degli abruzzesi non sia sovvertito da alcun colpo di mano".

 

 

 

Ultima modifica il Venerdì, 15 Gennaio 2016 13:39

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