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Venerdì, 12 Febbraio 2016 11:02

Sulmona, cade Ranalli: quarto commissariamento in 15 anni

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Si conclude dopo poco più di due anni e mezzo l'avventura per Giuseppe Ranalli (Partito Democratico) come sindaco di Sulmona (L'Aquila).

Nella tarda serata di ieri nove consiglieri comunali si sono presentati al municipio di piazza San Francesco, di fronte al segretario comunale Giampaolo Santapaolo per firmare le proprie dimissioni, sancendo di fatto lo scioglimento del Consiglio comunale.

Secondo molti, dietro la crisi che ha portato alla fine dell'era Ranalli si cela l'assessore regionale Andrea Gerosolimo, vero e proprio "macchinatore" della politica nella valle Peligna, e non solo, considerando che nel settembre scorso generò una crisi in seno alla maggioranza di Luciano D'Alfonso in Regione, ottenendo la "promozione" da consigliere ad assessore [leggi l'articolo].

E sono quattro (su nove), infatti, i consiglieri dimissionari che farebbero capo a Gerosolimo: Luigi Santilli, Gianfranco Di Piero, Daniele Del Monaco e Alessandro Pantaleo. Gli altri sono i colleghi di partito del sindaco Alessio Di Masci e Fabio Ranalli (Pd), Mimmo Di Benedetto e Luigi La Civita (Forza Italia), e Alessandro Lucci (Sulmona bene in comune).

Naturalmente, le dimissioni dei consiglieri non hanno lasciato indifferenti i partiti di riferimento: il segretario regionale del Pd Marco Rapino ha tentato, senza successo, fino all'ultimo di scongiurare le dimissioni di Di Masci e Fabio Ranalli, minacciando anche l'espulsione dal partito. Meno traumatiche, naturalmente, le dimissioni di Di Benedetto e La Civita, che nel 2013 si era candidato a sindaco proprio in opposizione a Giuseppe Ranalli.

La scena politica nella città di Ovidio è da sempre molto "accesa": basti pensare che si tratta del quarto sindaco a cadere negli ultimi 15 anni. Ora il presidente della Repubblica Sergio Mattarella firmerà il decreto di scioglimento, e verrà inviato un commissario governativo (il quinto nella storia recente della città peligna) che traghetterà l'ordinaria amministrazione fino alle elezioni, che si potrebbero tenere nel prossimo giugno. Il condizionale è d'obbligo, perché qualora non dovesse arrivare la firma del Capo dello Stato entro il 24 febbraio, il commissariamento dovrà durare fino alla primavera del prossimo anno. (m. fo.)

Andrea Gerosolimo su Facebook: "Ho fatto il possibile"

Ho fatto tutto quanto era nelle mie possibilità, innanzitutto dal punto di vista istituzionale e poi da quello personale. Ho la coscienza a posto. Nonostante la nostra forza, composta da quattro consiglieri comunali, militasse tra i banchi della minoranza abbiamo fatto di tutto per evitare il quinto commissariamento della città. Coloro che sono stati ingiustamente definiti "gerosolimiani" hanno mostrato grande responsabilità nei confronti della città, un alto senso delle istituzioni ma, sopratutto, una loro capacità decisionale. Dal giorno in cui ho affisso il primo manifesto per le elezioni regionali sono stato oggetto, da parte di autorevoli esponenti del centro sinistra cittadino, di un crescendo di offese, insulti ed azioni tese unicamente a fare del male a me stesso ed a tutti coloro che erano al mio fianco. Nonostante questo ci è sembrato doveroso tentare la soluzione del governo tecnico.

I vecchi famelici della politica sulmonese non lo hanno permesso. E' giusto che siano i cittadini a scegliere il futuro della nostra meravigliosa città.


Marco Rapino: "Questa classe dirigente condanna la città al declino"

Prima di tutto voglio ringraziare chi, in questi giorni e in queste ore, ha lavorato senza sosta per cercare di trovare una soluzione che riportasse la città di Sulmona ad uno stato di governabilità, soprattutto chi, tra i professionisti contattati per la composizione della nuova giunta, aveva deciso di mettersi in gioco per il bene di tutti. Purtroppo, nonostante gli innumerevoli sforzi e tentativi, non è stato possibile farlo. Per la quarta volta consecutiva Sulmona verrà commissariata e travolta. La sua classe dirigente perde un'altra opportunità di dimostrarsi diversa e matura.

Chi sedeva tra i banchi dell'amministrazione, chi sedeva dalla parte della maggioranza ha sulle spalle, ora, una grande responsabilità: a cominciare dalla mancanza della certezza assoluta di poter tornare al voto in tempo utile per gli appuntamenti del 2017. Ma non solo questo. Chi sedeva tra quei banchi e dalla parte della maggioranza ha anteposto la propria personale visione a quella della sua comunità politica, la stessa comunità politica grazie alla quale era stato eletto. Ma non solo.

C'é una cosa ben più importante: chi era stato eletto per stare in maggioranza ha tradito il mandato che gli era stato consegnato dai suoi elettori. Credo e sono convinto che la città di Sulmona meriti molto di più di tutto questo. Lo stesso Partito Democratico e i nostri militanti, chi si rispecchia nei nostri valori e principi, merita molto di più di vedere tra le prime firme, di quella che è solo una sconfitta, due dei suoi rappresentanti in consiglio comunale. Gli stessi che, fino a qualche ora prima, dicevano di essere disponibili a trovare una soluzione mentre tramavano l'epilogo di questa vicenda. Questo tipo di classe dirigente condanna la città al declino. Ora più che mai convinto che i veri innovatori sono quelli che cambiano il destino.

Ultima modifica il Sabato, 13 Febbraio 2016 13:18

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