Lunedì, 22 Febbraio 2016 16:40

Renzi in Abruzzo, la visita all'INFN: "Qui si tocca con mano il futuro del Paese"

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Renzi in Abruzzo, la visita all'INFN: "Qui si tocca con mano il futuro del Paese" Il premier Renzi con Fernando Ferroni

Matteo Renzi ha scelto l'Abruzzo per 'festeggiare' i due anni di Governo. Il premier ha visitato i laboratori sotterranei del Gran Sasso ad Assergi (L'Aquila) per poi spostarsi a Chieti Scalo, nei locali dell'azienda Walter Tosto, leader nella produzione di serbatoi industriali che, nei mesi scorsi, ha assunto altro personale a tempo indeterminato con le opportunità offerte dal jobs act.

La visita ai laboratori è durata poco più di mezz'ora: ad accompagnare Renzi, il ministro dell'Istruzione e della ricerca Stefania Giannini, il presidente delle Regione Abruzzo Luciano D'Alfonso, il sindaco dell'Aquila Massimo Cialente e la senatrice Stefania Pezzopane. Subito dopo, il Primo Ministro ha tenuto un breve incontro con i ricercatori dell'INFN, in sala 'Fermi', alla presenza delle autorità e della stampa. "Abbiamo scelto di essere qui per dare un messaggio chiaro. In questi mesi, abbiamo fatto un duro lavoro sulle riforme: la legge elettorale, la riforma costituzionale, la stessa riforma sulla scuola, la riforma del lavoro, l'abbassamento delle tasse. Questioni su cui ognuno può pensarla come vuole ma che sono, oramai, un dato di fatto. Il punto, però, è che riguardano il passato, non il futuro dell'Italia: è evidente che la riforma elettorale riguarda il futuro, ma se ne parla da vent'anni; è evidente che la riforma costituzionale riguarda il futuro, ma se ne parla da settant'anni. La vera scommessa è immaginare dov'è il futuro dell'Italia, non soltanto dov'è il presente e, se volete, il passato della discussione politica. Penso, e credo, che i Laboratori nazionali del Gran Sasso siano uno dei luoghi dove si tocca con mano il futuro del paese".

Il futuro è nella ricerca e nell'innovazione, ha inteso sottolineare Renzi: "Il mondo sta cambiando ad una velocità impressionante, e questo cambiamento porta ad investire sempre di più sull'intelligenza e sul talento, sulla creatività e la ricerca, sulla curiosità e sullo studio. L'Italia ha bisogno di ritrovare se stessa, semplicemente: c'è un racconto, che negli ultimi anni ha avuto la meglio, per il quale il nostro Paese parla soltanto di crisi, in questi settori. Si fanno grandi elogi di chi va all'estero, dimenticando i tanti che, in Italia, fanno ricerca ad altissimi livelli". Vorrei essere chiaro, ha incalzato il premier: "E' giusto andare all'estero, è giusto fare esperienza all'estero. Il mondo globale è interconnesso: ci sono 700 ragazze e ragazzi, ricercatori, donne e uomini, che vengono qui da altri paesi e che qui fanno la loro scommessa di vita, così come ci sono nostri ragazzi che fanno ricerca nei migliori istituti del mondo. La sfida è far sì che i nostri istituti siano all'altezza della competizione globale: la fisica italiana è tra le più forti al mondo, per la sua storia, la sua potenza, la sua grandezza. La scuola di fisica italiana ci rende orgogliosi. Noi abbiamo la responsabilità di coltivare questa storia e, se possibile, innovarla".

L'Istituto nazionale di fisica nucleare è parte qualificante di questa sfida, è una delle realtà più importante del mondo, "e le recenti scoperte internazionali portano anche la vostra firma", ha ricordato Renzi, accennando alla osservazione delle onde gravitazionali. Il capo del governo si è intrattenuto alcuni istanti con il direttore Eugenio Coccia e i ricercatori del Gran Sasso Science Institute che hanno contribuito alla ricerca internazionale: "Giusto qualche anno fa - ha poi sottolineato - il GSSI sembrava una scommessa impossibile da vincere. Invece, grazie al lavoro di professori e ricercatori, e grazie all'impegno degli enti locali, è divenuto, in poco tempo, una delle realtà forti del mondo della ricerca internazionale".

Insomma, "chi racconta che l'Italia ha solo problemi, in questi settori, non racconta la verità", ha ribadito il premier Renzi. "Basta? Certamente no. Negli ultimi anni, ci sono stati tagli importanti ai finanziamenti di queste realtà, ed è stato un errore: l'anno passato, l'INFN ha ricevuto 230 milioni, e sempre meno ne ha ricevuti negli ultimi anni, perdendo oltre il 15% delle risorse pubbliche. Quest'anno, abbiamo arrestato i tagli, iniziando a restituire parte dei soldi sottratti: intanto, abbiamo garantito 245 milioni. Ancora non bastano, però. E oggi, siamo qui ad annunciare un finanziamento straordinario di 60 milioni su un progetto che l'istituto metterà in atto, nei prossimi mesi".

Annuncio accolto dall'applauso del pubblico. "E' partito dal sindaco Cialente", ha scherzato Renzi. "La parte filosofica non gli è piaciuta granché, a sentir parlare di finanziamenti, invece, si è entusiasmato".

Il Presidente del Consiglio, dunque, ha colto l'occasione per ringraziare lo stesso Cialente, il governatore Luciano D'Alfonso, gli amministratori locali "per ciò che sta avvenendo a L'Aquila. Arrivando da fuori - ha detto - si vedono tante gru, mi hanno spiegato che sono 92: sta ripartendo, finalmente, il centro storico, ed è un impegno che avevamo assunto con la città. Il 25 agosto scorso, avevo promesso che sarei tornato a L'Aquila dopo un anno: oggi, quindi, non parliamo di ricostruzione, lo faremo nei prossimi mesi. Ma possiamo dirci che, finalmente, i soldi ci sono, e sono tanti, ci sono le risorse per il rilancio delle attività economiche e, insomma, siamo passati dalle chiacchiere ai fatti. Vogliamo veder rinascere questa città".

La sfida cruciale dei prossimi due anni è guardare avanti, ha concluso Renzi: "Non va sprecato neanche un giorno per rilanciare l'Italia. E l'università, la ricerca, l'innovazione, gli istituti come questo che hanno bisogno di liberarsi dai vincoli della pubblica amministrazione per competere sul palcoscenico internazionale con gli istituti privati - un altro impegno che il Governo ha assunto - sono alla base del rilancio. Dobbiamo essere i migliori, semplicemente. La sfida più bella deve essere ancora vinta: è la sfida della curiosità, dell'innovazione, della ricerca".

 

 

Giovanni Lolli: "Renzi non è qui per parlare d'Abruzzo: utilizza l'Abruzzo per parlare dell'Italia che verrà"

"Oggi, Matteo Renzi non è qui per parlare d'Abruzzo: utilizza l'Abruzzo per parlare dell'Italia e, dunque, ha scelto due luoghi simbolici capaci di testimoniare che il nostro paese è fatto di tanti problemi, di tante criticità, ma anche di tanti asset positivi. Una Regione che, tra tante difficoltà, è capace di esprimere elementi industriali e di ricerca internazionale importantissimi dovrebbe essere motivo d'orgoglio per tutti gli abruzzesi".

A dirlo è stato il vice presidente della Giunta regionale, Giovanni Lolli, a margine dell'incontro con Matteo Renzi. "Questo è un laboratorio unico al mondo - ha sottolineato Lolli - e dobbiamo lavorare per mantenere il primato: per farlo, servono investimenti importanti, anche e soprattutto strutturali. Il fondo straordinario di 60 milioni promesso dal Governo va proprio in questa direnzione".

Non solo. Una parte delle risorse andrà a sostenere il progetto 'Dark Side 20k', già finanziato con il 4% dei fondi per la ricostruzione destinati allo sviluppo economico, che vede coinvolta la Princeton University oltre che INFN, LNGS, GSSI, UnivAq, FBK e grandi imprese, insieme per studiare la materia oscura sviluppando rilevatori di fotoni in silicio, con possibili sviluppi mondiali in ambito medicale. Un progetto che vale più di 50milioni di euro, che avrà un impatto importantissimo anche in termini occupazionali se è vero che, nei 3 anni di realizzazione, verranno assunti 12 addetti specializzati per la nuova officina di Assergi e altri 12 per l'officina di Colledara che rafforzeranno, inoltre, la competitività dei Laboratori del Gran Sasso.

"Con i soldi assicurati alla ricostruzione - ha continuato Lolli, ricordando che il governo Renzi ha messo 6 miliardi di euro, "cosa che nessuno prima aveva fatto" - procede la ricostruzione fisica del territorio e, così, sta diventando efficace anche la scelta di destinare il 4% allo sviluppo economico". Lolli infine ha assicurato che "c'è stata l'assunzione piena di responsabilità per il completamento dell'iniziativa legislativa che dovrà garantire il futuro del GSSI per i prossimi anni. In Parlamento, la senatrice Stefania Pezzopane, il ministro Stefania Giannini e il presidente del Consiglio hanno già trovato la via per farlo".

 

L'intervista a Eugenio Coccia, direttore del GSSI

 

La visita negli stabilimenti Walter Tosto, a Chieti Scalo

Il premier Matteo Renzi, dopo la visita ai laboratori del Gran Sasso, è arrivato in elicottero a Chieti per visitare la Walter Tosto.

Con i suoi progetti internazionali, 48 neo-assunzioni nel 2015 ed ulteriori 50 previste entro il 2016, l’azienda - per il Premier - rappresenta un esempio concreto degli effetti positivi del ‪jobs‬ ‪act‬. "L’eccellenza della Walter Tosto ci dimostra di come siano tangibili i risultati delle riforme messe in atto nel nostro paese negli ultimi due anni. Questo ci rende ottimisti per il futuro: noi non siamo la Grecia!", ha detto il presidente del consiglio durante il suo discorso in azienda. 

"Le risorse umane sono sicuramente la chiave del nostro successo", ha voluto sottolineare Luca Tosto, AD dell’azienda. "La riforma del lavoro ed il progetto alternanza scuola lavoro stanno producendo risultati molto favorevoli ed abbiamo intenzione di continuare su questa strada".

Alla presenza del Presidente del Consiglio, ha preso la parola anche il goverantore Luciano D'Alfonso. "Nel 2015, grazie al jobs act sono stati creati in Abruzzo circa 7.600 posti di lavoro, numeri che sono in crescita anche nel 2016. E' una vittoria del Governo Renzi".

L'Abruzzo sta vivendo un momento di forte determinazione e di ferma volontà di riprendere il suo cammino, ha aggiunto il governatore. "In questo momento, all'opera ci sono 148 mila imprese e 476 mila occupati percipienti reddito da lavoro. Ma c'è un altro numero importante che voglio sottolineare e mi riferisco agli studenti: abbiamo 220 mila persone che sono impegnate a preparare il loro futuro, 60 mila di essi sono studenti universitari. Dentro questa cornice - ha osservato D'Alfonso - abbiamo l'obbligo di creare lavoro e occasioni di aumento di ricchezza. Perché oggi siamo nella sede della Walter Tosto Spa? Qui - ha sottolineato D'Alfonso - si sono incrociate positivamente le innovazioni normative introdotte dal Governo Renzi, la semplificazione del mercato del lavoro e la semplificazione amministrativa della pubblica amministrazione nei confronti di chi vuole creare ricchezza".

 

Ultima modifica il Martedì, 23 Febbraio 2016 12:47

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