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Mercoledì, 20 Aprile 2016 11:36

Marcozzi e il taglio degli stipendi dei consiglieri: "Non serve riforma 'incostituzionale', c'è proposta di legge M5S"

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"Pare sia iniziata la propaganda pro-riforma costituzionale, la più incostituzionale delle riforme attuate dal Governo Renzi. Si comincia a far passare, anche in Abruzzo, su pararti della stampa locale il messaggio che modificando la Carta Costituzionale, anche i consiglieri regionali vedranno dimezzati gli stipendi. È un messaggio strumentale e ipocrita, non c'è alcuna necessità di stravolgere la Costituzione per ridurre i costi del consiglio regionale. Noi consiglieri del M5S lo stipendio ce lo dimezziamo già! Lo facciano anche gli altri oppure approvassero la proposta di legge del M5S per il taglio degli stipendi, che ormai da due anni prende polvere nei cassetti di Regione Abruzzo".

E' categorica Sara Marcozzi che, fin dal giorno dell'insediamento, con i colleghi a 5 Stelle, sta portato avanti la battaglia per la riduzione dei costi della politica. Una battaglia condivisa anche dai colleghi in Parlamento che, con il taglio dei loro stipendi, alimentano un fondo che eroga microcredito alle piccole e medie imprese.

"I tagli previsti nella nostra proposta di legge - sottolinea Marcozzi - sono significativi e consentirebbero di risparmiare ben 23 milioni di euro nei cinque anni di legislatura. Noi già tagliamo abbondantemente i nostri stipendi: centro destra e centro sinistra, invece, prendono tempo per rinviare il taglio aggrappandosi alla peggiore riforma della Costituzione che potessimo immaginare. La contropartita del dimezzamento degli stipendi dovrebbe essere la dittatura? No, grazie! Approvate la nostra pdl regionale, è più che sufficiente".

Cosa propone, nel concreto, la proposta pentastellata? Innanzitutto, la riduzione delle indennità riconosciute a Consiglieri e Presidenti di Giunta e Consiglio, per i primi da € 11.100,00 a € 5.000,00 e per i secondi da € 13.800 a € 6.500.

Poi, il taglio dei rimborsi spese, nota dolente per le tasche della Regione, che elargisce ai consiglieri fino a 4500 euro mensili. Un forfait che viene assegnato a prescindere da quanto si spenda effettivamente per vitto, alloggio e viaggio e a prescindere dal luogo di provenienza. "Solo i consiglieri del M5S - denuncia Marcozzi - rendicontano già ogni spesa e percepiscono il rimborso solo su quanto realmente utilizzato. Gli altri intascano il forfait incrementando di molto il loro stipendio".

Infine, la proposta di legge prevede tagli anche per le indennità di Vice Presidente e Segretari di Commissione, oltre all'abrogazione della Polizza assicurativa in caso di morte o infortunio del Consigliere, l'abrogazione del trattamento di fine mandato e la riduzione dei vitalizi con percentuali maggiori in caso di cumulo di vitalizi diversi. C'è poi un'altra proposta: lo spostamento da 60 a 67 anni per la fruizione del vitalizio per i consiglieri che ne abbiamo maturato il diritto, come per i lavoratori 'comuni'.

Ultima modifica il Mercoledì, 20 Aprile 2016 12:54

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