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Venerdì, 25 Ottobre 2013 15:25

Ricostruzione, centrodestra abruzzese: "Battaglia su Patto di stabilità e accise"

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L'ordinanza è di qualche giorno fa. Il presidente della Regione Emilia Romagna, Vasco Errani, ha spostato i termini per la presentazione delle domande di rimborso per i danni causati dal sisma. Dal 31 dicembre 2013 al 31 dicembre 2014, sia per le case che per gli edifici produttivi.
Nonostante l'intenso lavoro istituzionale capace di ottenere 6miliardi con il meccanismo della Cassa depositi e prestiti immediatamente spendibili per finanziare i progetti, la complessità dell'iter burocratico per la compilazione delle domande sta paralizzando la ricostruzione. In altre parole, in Emilia Romagna ci sono soldi ma non progetti finanziabili. Al contrario, nel cratere ci sono progetti già approvati per oltre 900milioni e altri già finanziati al 46% e non ci sono fondi.

E' intorno a questo paradosso che si argomenta la proposta del centrodestra abruzzese per risolvere l'impasse della ricostruzione. A spiegarla nei dettagli, stamane, nel corso di una conferenza stampa, il vice presidente del Consiglio regionale Giorgio De Matteis, l'assessore Gianfranco Giuliante e il consigliere Luca Ricciuti. Con loro Corrado Ruggeri e i consiglieri comunali Emanuele Imprudente e Daniele Ferella. Assenti Luigi D'Eramo, Guido Quintino Liris e Raffaele Daniele, tra i promotori del vertice romano di mercoledi. 

"Non abbiamo voglia di far polemica", ha spiegato De Matteis. "Consideriamo inutili le provocazioni della Pezzopane, non intediamo rispondere perché abbiamo ben altro da fare. Con l'incontro romano, la Regione ha inteso accogliere le richieste di unitarietà che arrivano dai cittadini. E abbiamo ottenuto, a brevissimo, un incontro con il premier Enrico Letta. Non replichiamo, dunque, a chi ha parlato di conventicola di partito e, anzi, invitiamo anche il centrosinistra cittadino a partecipare alle nostre iniziative. Con la Legge di stabilità non si è fatto altro che anticipare il secondo triennio di finanziamento del miliardo e 200mln stanziato con il decreto 43 fino al 2019. Anche ne avessimo disponibilità immediata, non riusciremmo a far fronte alle esigenze della ricostruzione, se non per pochi mesi".

Dove trovare, dunque, i fondi necessari? "Non consentiremo a Cialente e Pezzopane di prenderci per i fondelli", incalza il vice presidente del Consiglio regionale. "Ci siamo mossi perché l'amministrazione tende oramai a girare a vuoto: intendiamo dare una mano con una proposta concreta e immediatamente attuabile".

Una proposta che porta indietro di tre anni le lancette del tempo. A presentarla Gianfranco Giuliante che l'aveva già immaginata nel luglio 2010: "5 centesimi di accisa sugli idrocarburi da destinare alla ricostruzione dell'Aquila e dell'Emilia. Un flusso di fondi certo che permetterebbe di chiedere un anticipo sui soldi ad oggi bloccati nelle casse emiliane e che sarebbero immediatamente spendibili attraverso il meccanismo della Cassa depositi e prestiti".

Con una doppia cabina di regia, capace di coinvolgere nei processi di ricostruzione tutti i livelli istituzionali. Anche questa una idea vecchia di qualche anno: si tratta del Masterplan Aq 56, da attuare con lo strumento del Progetto speciale territoriale, secondo i dettami di una legge del 1995, la numero 70. Spiega Giuliante: "La progettazione sarebbe affidata a una squadra di tecnici di tutte le istituzioni, coordinati dagli enti locali con il Consiglio regionale che avrebbe l'ultima parola. Così, finalmente, ci sarebbe una visione d'insieme della ricostruzione, con una pianificazione compiuta del cratere dal punto di vista socio-economico".

Poi, l'assessore del Popolo delle Libertà cita Mao Tse-tung: "Non importa se il gatto sia bianco o nero: l'importante è che prenda il topo. Abbiamo una scadenza immediata, qui ed ora: lavoriamo insieme, a tutti i livelli, per arrivare al risultato. Ho sentito parlare di class action: bene, sposiamola con la nostra proposta a condizione, però, che si individui un percorso possibile. Sapete che il prezzo finale della benzina è il risultato del costo di produzione del carburante sommato alle accise: alla somma complessiva, poi, viene applicata l'Iva. Sapete, con altrettanta chiarezza, che se l'Iva è tecnicamente applicabile al costo del carburante, è sicuramente abnorme che venga applicata sull'accisa che è, sostanzialmente, un tributo. In questo senso, in Italia si stanno combattendo delle battaglie importanti: dunque, una azione di class action potrebbe indirizzarsi in questo senso. Si aprirerebbe uno spazio contrattuale importante per il Governo, stiamo parlando di centinaia di miliardi di euro che potrebbero essere ripetuti nei territori in cui sono stati applicati, con un enorme margine di manovra politica. Aggiungo, come notizia, che il Codacons si sta occupando della problematica con riferimento alla Regione Abruzzo. Stiamo contattando, ovviamente, i referenti dell'associazione dei consumatori".

Così come Gianni Chiodi, in attesa dell'incontro con Letta, sta tentando di contattare in queste ore Vasco Errani. Almeno a sentire De Matteis.

"Finalmente abbiamo messo a sistema una ipotesi di lavoro capace di rispondere alle necessità immediate del territorio con uno sguardo, però, che va al di là della Legge di stabilità in discussione in questi giorni", sottolinea il consigliere Ricciuti. "E siamo contenti che l'amministrazione locale abbia finalmente capito alcune cose. Nel programma di governo del Pdl, scritto da Brunetta, fu inserita la necessità del ripristino della Cassa depositi e prestiti per la ricostruzione dell'Aquila e la necessità di chiedere un impegno concreto dell'esecutivo per ottenere a Bruxelles la deroga dal patto di stabilità del 3% per i territori colpiti da calamità naturale. Ora, sono richieste che ha fatto proprie anche Cialente. Ci siamo sentiti dire, nell'incontro a Roma, che è stata già decisa la presentazione di un Ordine del giorno, da discutere sia alla Camera che al Senato. Mi sono permesso di dire ai parlamentari abruzzesi che questo deve diventare uno scrimine al voto di fiducia all'esecutivo. Non si può più far finta di niente. Se si assume una responsabilità la si porta a termine con determinazione. Il Governo si deve impegnare a fondo in una operazione che consentirebbe di spendere dei soldi: questo è l'unico cantiere finanziato e finanziabile in Italia. Significa generare un volano per l'economia nazionale che, oggi, non ha altra possibilità di investimento in nessun'altra opera pubblica. Chiediamo, dunque, la condivisione assoluta rispetto alle nostre proposte che sono concrete e sostenibili. Il discorso delle accise, il governo Berlusconi non lo fece perché convinto del rifinanziamento della Cassa depositi e prestiti. Dopodiché, in Italia, è successa l'Africa per colpa del governo Monti. Stavolta, non torneremo indietro rispetto ai risultati che ci attendiamo. Ne va della fiducia all'esecutivo".

Ultima modifica il Venerdì, 25 Ottobre 2013 15:41

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