Sabato, 26 Ottobre 2013 14:17

Accademia dell'Immagine: "Vogliamo trasparenza sulla gestione Cialente"

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Accademia dell'Immagine: "Vogliamo trasparenza sulla gestione Cialente" D'Eramo, Piccinini, Liris

"Ai sensi dell'articolo 18 del regolamento del Consiglio comunale, chiediamo l'attribuzione dei poteri di verifica e controllo alla V commissione consiliare, presieduta dal consigliere Raffaele Daniele, sull'attività dell'amministrazione e del sindaco Cialente nelle rispettive qualità di socio e presidente - dal 2005 al 2010 - dell'Accademia Internazionale per le arti e le scienze dell'Immagine".

La richiesta è firmata dai consiglieri di centrodestra Luigi D'Eramo, Alessandro Piccinini e Guido Quintino Liris che stamane, in conferenza stampa, hanno inteso ricostruire le vicende dell'Accademia esprimendo non pochi dubbi sulla gestione dell'ente morale, prima e dopo il terremoto del 6 aprile 2009. "Come sapete - ha spiegato Piccinini - l'attività dell'Accademia si è interrotta all'indomani del sisma, nonostante la sede di Collemaggio fosse stata inserita nel Piano Strategico con la Legge 77. Per questo, vennero stanziati 6 milioni di euro per la demolizione e la ricostruzione dell'edificio, con Delibera Cipe. Non è bastato: c'era un debito riconosciuto di 600mila euro".

"Il Sindaco, che unitamente alla Pezzopane ha co-gestito l'Accademia dal 2005 al 2010, ha sempre detto che negli anni della sua presidenza le cose andavano bene - sottolinea Piccinini - ma non è affatto così: già nel 2008 c'erano problemi a pagare gli stipendi dei lavoratori". In effetti, i consiglieri di centrodestra - studiando i bilanci dal 2000 al 2008 - hanno verificato che con la gestione Cialente la situazione debitoria è peggiorata in maniera esponenziale: si è passati da un buco di 3mila euro al debito di quasi 600mila euro che, di fatto, ha strozzato le attività dell'Accademia.

Non solo. Spiega Piccinini: "L'esame dei bilanci lascia davvero molti dubbi: tra le voci inserite nell'attivo ci sono le 'Immobilizzazioni immateriali', a cui viene dato un valore economico come se potessero produrre del reddito. Stiamo parlando dell'avviamento del cinema Massimo, del sito internet dell'Accademia, del logo e della pubblicità: se nel 2000 erano valutate 32mila euro, nel 2008 si arriva a quantificarle in 810mila euro. E' evidente che un bilancio che porta un segno meno pari a 573mila euro è strano possa registrare voci di 'Immobilizzazioni immateriali' pari a 810mila euro. Ad una analisi un po' più serena, dunque, con ogni probabilità le passività risulteranno ancor più gravi".

La gestione dell'Accademia, tra l'altro, non ha prodotto i risultati attesi: "Le rette pagate dagli studenti, nel periodo di riferimento, sono scese da 270mila a 150mila euro. Così come gli introiti del cinema Massimo, da 290mila a 200mila euro. Il settore dell'editoria si è addirittura dimezzato". E mentre le voci in entrata, in altre parole i contributi degli enti soci, restavano praticamente invariate, le attività proliferavano: i dipendenti sono passati da 8 a 15, nonostante i passivi di bilancio. "E' a questo punto che il presidente Cialente vara un piano di risanamento dell'ente morale: si chiede un mutuo alla Carispaq di un milione e 250mila euro", continua Piccinini. "A garanzia c'è l'immobile di Collemaggio, valutato 5milioni. Altra questione che andrà chiarita: nei bilanci precedenti, l'edificio veniva valutato 2milioni di euro. In pochi anni, insomma, la stima è più che raddoppiata. Purtroppo, il terremoto ha seriamente danneggiato la sede dell'Accademia. E il piano di risanamento è andato in fumo".

Significa la fine delle attività per una delle eccellenze culturali italiane. "Inizia allora la seconda fase della 'non gestione'", spiega il consigliere. "L'Accademia viene accantonata, con tutti i suoi debiti. Gli enti soci - Comune, Provincia e Regione - firmano una convenzione con il Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma, per dar vita ad una sede distaccata qui a L'Aquila. In quella convenzione, si sancisce la morte dell'ente. All'articolo 6 è scritto chiaramente che la sede del Centro Sperimentale sarà nella sede provvisoria dell'Accademia e che quando l'edificio di Collemaggio sarà finalmente ricostruito diverrà la sede definitiva del Centro. L'articolo 12 esplicita, però, che i due istituti sono assolutamente autonomi e non hanno alcuna continuità tra loro: in altre parole, il Centro sperimentale - a fronte dei finanziamenti degli enti locali, 300mila dalla Regione, 25mila euro dalla Provincia e 25mila dal Comune - non assume alcuna responsabilità sui debiti dell'Accademia e si avvale di soli tre lavoratori dell'ente".

Non è finita qui: nel febbraio 2010, il sindaco Cialente si dimette da presidente dell'Accademia. Viene sostituito dal dottor Marcello Foti, direttore del Centro Sperimentale, poco dopo affiancato nel Consiglio d'Amministrazione dall'avvocato Tatafiore che diverrà, in breve, commissario (ruolo ricoperto fino al marzo 2012). Ebbene, incalza Piccinini, "l'avvocato Tatafiore ha predisposto un contratto di comodato d'uso gratuito di tutte le strumentazioni dell'Accademia in favore del Centro sperimentale. Poi, lasciato il ruolo di commissario, è diventato consulente del Centro, con una retribuzione nel 2011 pari a 55mila euro". Così, la sede e le strumentazioni dell'Accademia sono state cedute al Centro sperimentale di cinematografia. E restano solo i debiti e i dieci lavoratori in cassa integrazione dal maggio 2009. Evidentemente, non può esserci alcun futuro per l'ente.

La convenzione firmata da Regione, Provincia e Comune ha sancito, di fatto, la morte dell'Accademia dell'Immagine: "Un dipendente, Gianfranco Iannucci, ha provato ad impugnarla al Tar: con sentenza numero 225 del marzo 2013, il Tribunale amministrativo gli ha dato ragione. Le amministrazioni pubbliche, a leggere le motivazioni di quella sentenza, 'avrebbero confuso la qualità di soci con il potere di disporre dei diritti dell’Accademia dell’immagine' scegliendo 'di finanziare l’attività concorrente della Scuola di Cinema'. Il fatto che la Fondazione non abbia assunto oneri che garantissero gli interessi dell’Accademia o quelli occupazionali dei dipendenti a fronte dei notevoli contributi economici ricevuti e della dotazione della sede, renderebbe illegittima la convenzione perché contraria all’interesse pubblico che le amministrazioni, quali soci dell’Accademia dell’Immagine, sarebbero tenute a perseguire. La lesione prospettata in quel pronunciamento 'è che la stipula della convenzione implichi necessariamente l'impossibilità per l'Accademia di tornare ad operare e riassorbire, così, i propri dipendenti. L'esistenza di tale nesso sembra indiscutibile, avendo la convenzione ad oggetto un'attività che può essere svolta da uno solo dei soggetti espressamente considerati negli atti'. 

Il Consiglio di Stato, però, ha emesso in settembre un’ordinanza cautelare (n. 201303228) che sospende gli effetti della sentenza del Tar, dando piena legittimità alla presenza e all’attività del Centro Sperimentale di Cinematografia a L'Aquila 'rilevato che la sentenza comporta un danno grave ed irreparabile per gli appellanti, in quanto preclude il finanziamento della Fondazione Centro sperimentale di cinematografia – Scuola nazionale di cinema, e preclude la prosecuzione della sua attività'. "Una decisione", spiega Piccinini - avvocato oltreché consigliere comunale d'opposizione - "che non disconosce nel merito quanto sentenziato dal Tar, piuttosto congela il pronunciamento perché Iannucci non è un socio dell'Accademia e, dunque, non è legittimato ad impugnare la convenzione". Il senso della sentenza resta, insomma.

Ad oggi, la situazione debitoria dell'Accademia è drammatica: ci sono 413mila euro di debiti con l'Inps, 11mila con l'Inail, 664mila con Equitalia, 315 con le banche, 260mila euro di retribuzioni non versate ai docenti, 323mila euro di stipendi non pagati ai dipendenti. Totale: quasi 2milioni di buco. "E' per questo che presenteremo in Consiglio comunale la richiesta di attribuzione dei poteri di verifica e controllo alla V commissione presieduta da Raffaele Daniele. Vogliamo capire se ci sono delle responsabilità politiche, dell'amministrazione e del Sindaco, nel declino dell'Accademia", conclude Liris. "Vogliamo capire come sono stati spesi i soldi investiti dal Comne dell'Aquila e dagli altri enti locali. Il primo cittadino ha chiesto una Commissione trasparenza sulle partecipate: iniziamo, dunque, dall'Accademia dell'Immagine. Confidiamo, per questo, in un voto favorevole della maggioranza alla nostra proposta".

Ultima modifica il Sabato, 26 Ottobre 2013 14:57

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