Giovedì, 31 Ottobre 2013 12:23

Ricostruzione, Letta e Trigilia non partecipano al tavolo romano

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Enrico Letta a L'Aquila Enrico Letta a L'Aquila

E' terminato da qualche minuto l'atteso incontro a Roma tra il sindaco dell'Aquila Massimo Cialente, l'assessore alla ricostruzione Pietro Di Stefano, il coordinatore delle aree omogenee Emilio Nusca e alcuni esponenti del Governo. Sul tavolo la richiesta di nuove risorse per la ricostruzione del cratere, da inserire nella Legge di Stabilità. Già da una settimana, l'amministrazione aveva annunciato con soddisfazione di aver ottenuto un incontro con Enrico Letta: il presidente del Consiglio, però, non si è presentato. E non si è presentato neanche il ministro per la Coesione territoriale Carlo Trigilia che ha la delega alla ricostruzione. Erano presenti, invece, il viceministro dell'economia Stefano Fassina, il sottosegretario alla presidenza del consiglio Giovanni Legnini e alcuni dirigenti ministeriali, tra cui il capo del Diset Aldo Mancurti.

“Abbiamo finito i soldi della Delibera Cipe, finalmente la ragioneria dello Stato ha capito come stanno le cose” ha affermato Pietro Di Stefano, raggiunto telefonicamente da NewsTown “Abbiamo spiegato al Governo che necessitiamo di copertura giuridica e di una cassa proporzionata a mandare avanti i lavori per la ricostruzione, con i conti così come sono arriveremo al massimo al febbraio prossimo. Se non vengono stanziati altri fondi, non potranno essere cantierizzati circa 900 milioni di progetti previsti”. E' chiaro l'allarme lanciato al Governo dall'Assessore della ricostruzione: “Se bisogna liberare dei fondi, bisogna farlo ovviamente prima dell'approvazione da parte delle Camere della Legge di Stabilità, ritoccando subito gli importi”.

L'assenza del presidente del consiglio Letta, non sembra preoccupare più di tanto l'assessore: “Non mi aspettavo che venisse – ha spiegato – a me interessa parlare con rappresentanti del Ministero dell'Economia. Abbiamo comunicato le esigenze della ricostruzione, soprattuttto in termini giuridici. Se ci danno una pluriennalità di cassa, noi facciamo partire tutti progetti che giuridicamente è possibile avviare, come abbiamo fatto con i fondi della Delibera Cipe”.

Di Stefano esce dal tavolo romano meno fiducioso rispetto all'ultimo incontro con il Governo, non più tardi di tre settimane fa: “Allora il Governo disse che si sarebbe potuto ragionare sull'aumento di finanziamenti per la ricostruzione attraverso una norma contenuta nella Legge di Stabilità – continua l'assessore – e io fui l'unico a mostrarsi fiducioso. Col senno di poi, però, avevano ragione gli scettici. Oggi usciamo dall'incontro in modo problematico, abbiamo ripetuto concetti che a noi sono chiari da tempo. I rappresentanti del Governo ci hanno detto che, dopo questa mattinata, hanno elementi di chiarezza in più. Speriamo sia così, affinché si possa arrivare al prossimo incontro con atti concreti. Qui non stiamo giocando”.

Ad oggi, in effetti, ci sarebbe 1miliardo e 800 milioni fino al 2017: 450milioni di euro l'anno, per quattro anni. Non bastano. Sulla carta servirebbero almeno 3miliardi e 200milioni, e solo per il 2014. Per non arrivare al collasso, potrebbero bastare 600-700 milioni di euro l'anno, per tre anni. Evidentemente, siamo ancora molto lontani. E l'atmosfera, in seno al Partito Democratico, non è delle più tranquille. A testimoniarlo, la polemica a distanza dei giorni scorsi tra l'amministrazione locale e il sottosegretario Legnini. E l'assenza di Enrico Letta e Carlo Trigilia, più volte attaccato da Cialente nei mesi scorsi, che non hanno partecipato al tavolo fissato per stamane.

Un po' di acqua sul fuoco aveva provato a gettarla proprio Legnini, annunciando che “al fine di migliorare le norme sulla ricostruzione dell’Aquila, contenute nella Legge di stabilità, e di supportare l’azione di governo e il percorso parlamentare della finanziaria, oltre al tavolo di stamane al ministero dell’Economia, si terrà un incontro tra il Pd aquilano e abruzzese con il segretario Guglielmo Epifani". Appuntamento fissato per l'8 novembre, nelle stanze della sede nazionale del Partito Democratico. A Roma. Di nuovo. Incontro voluto da Legnini per permettere ad Epifani di dare una prima risposta alla lettera aperta recapitata dal gruppo dirigente del Pd aquilano ai vertici nazionali di un partito che, nel frattempo, è lacerato dalla corsa alla segreteria. In calce, le firme di Cialente, Pezzopane, Lolli, D'Alfonso, D'Alessandro e Paolucci. I pezzi da novanta del partito, a livello locale e regionale. "Nei prossimi giorni ci saranno incontri tecnici e poi l'attività parlamentare", si legge nella lettera. "In queste sedi, noi avanzeremo le nostre proposte. Siamo pronti ad accettare soluzioni ragionevoli. Ci aspettiamo che le nostre proposte, in particolare gli emendamenti che presenterà la senatrice Pezzopane, avranno il sostegno di tutto il nostro Partito, anche per facilitare l'azione dei nostri esponenti nel Governo".

Le prime garanzie dovevano arrivare già stamane. Al contrario, non sono arrivate risposte. Staremo a vedere cosa accadrà nelle prossime ore: tra le righe della missiva del Pd locale, infatti, si legge che "qualora questo territorio non dovesse ricevere le risposte necessarie, noi siamo disposti anche a promuovere mobilitazioni vibranti di protesta".

Ultima modifica il Venerdì, 01 Novembre 2013 13:13

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