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Venerdì, 06 Ottobre 2017 16:05

Macrostruttura comunale, l'opposizione: "Fatta su misura per Liris e Biondi"

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Doveva riportare nelle casse del comune 2,5 milioni di euro, dei 3,5 dovuti da cittadini e imprese morosi.

Invece, per effetto dell' emendamento voluto direttamente da Pierluigi Biondi, che ha fissato un tetto massimo di 25 mila euro, la delibera per la “definizione agevolata delle controversie tributarie” (sorta di condono fiscale per le tasse locali non pagate) è stata un flop.

A denunciarlo sono i consiglieri comunali di opposizione, che, in una conferenza stampa congiunta (era assente solo Paolo Romano del gruppo Il passo possibile), hanno liquidato il provvedimento come pura operazione di “propaganda elettorale”.   

“Al 30 settembre” ha mostrato carte alla mano Angelo Mancini (L’Aquila sicurezza lavoro) “data di scadenza dei termini per le adesioni, sono solamente due le domande arrivate: una di una cooperativa, da 13 mila euro, e un’altra di un privato, da 200 euro. Si sono tenuti impegnati gli uffici per due mesi per incassare una somma che corrisponde al 4,5% di ciò che potenzialmente si poteva recuperare. Un fallimento”.

La montagna, accusano i consiglieri, ha partorito un topolino. Peraltro, ha osservato Mancini, questa delibera era sì dovuta visto che c'era una legge dello Stato "ma nel momento in cui si recepisce una legge nazionale, non si può fissare un tetto, stabilito, per giunta, solo per sedare controversie interne alla maggioranza. Questa osservazione era stata fatta anche dal collegio dei revisori, che infatti avevano bocciato l’emendamento voluto dal sindaco. Noi avevamo suggerito anche di vedere, per ciascuna situazione, a che punto fossero i contenziosi perché magari non aveva senso concedere agevolazioni a chi aveva già perso in due gradi di giudizio. Avevamo avvertito che, con le modifiche apportate, il provvedimento sarebbe stato inutile e infatti così è stato”.

“Stiamo ancora aspettando da questa maggioranza” ha concluso Mancini “dei provvedimenti in linea con il programma di mandato perché fino ad ora ci sono stati solo annunci”.

La delibera sul condono dei tributi locali non è stato l’unico atto sui cui si sono appuntate le critiche dell’opposizione, che è andata all’attacco anche sulla recente delibera per la ricostruzione di Arischia e sul piano di riorganizzazione della struttura comunale annunciato da Biondi.

Su Arischia, ribadendo quanto già espresso in commissione, Stefano Palumbo (Pd), Elia Serpetti (Il passo possibile) e Carla Cimoroni (Coalizione sociale) hanno obiettato che la nuova delibera, la 441 del 2 ottobre, non solo non accelererà la ricostruzione della frazione ma, riagganciando le demolizioni e le altre operazioni di messa in sicurezza alle istruttorie dell’Usra, produrrà l’effetto contrario, ossia dei forti rallentamenti.

Le critiche più affilate, tuttavia, sono state rivolte alla riorganizzazione della macchina comunale annunciata ieri da Biondi. “Rispetto a quella precedente” ha attaccato Giustino Masciocco (Mdp) “la nuova macrostruttura di fatto crea intorno al sindaco un cerchio di fuoco. Una struttura di raccordo istituzionale che sta tra il primo cittadino e il segretario generale non si era mai vista all’interno delle varie amministrazioni che si sono susseguite fino a oggi. E’ una riorganizzazione che svela come le persone forti di questa amministrazione siano due: il sindaco e Liris. Tutti gli altri fanno da contorno. E aspettiamo di vedere cosa accadrà nel balletto delle lauree per le presidenze delle partecipate e per i membri della giunta. Come è noto, ai consiglieri di Noi con Salvini, che avevano chiesto che gli amministratori unici delle spa fossero laureati, anche se non c’è quest’obbligo, Forza Italia ha risposto dicendo che lo stesso requisito devono averlo i membri della giunta. C’è un piccolo problema: è lo stesso sindaco a non essere laureato. Questo fa capire quali siano le tensioni all’interno della maggioranza”.

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