Giovedì, 07 Novembre 2013 16:41

Recupero di Porta Barete, tutto resterà com'era e dov'era

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Recupero di Porta Barete, tutto resterà com'era e dov'era Progetto grafico Antonello Buccella

Alla fine, tutto resterà com'era e dov'era. In queste settimane, molto si è scritto di Porta Barete e del progetto caldeggiato dal nunzio Antonini di riscoprire il vecchio ingresso ad ovest della città, sepolto tra le mura di via Vicentini, nascosto sotto il ponte di via Roma, tra il cemento della speculazione edilizia che ha violentato le mura civiche tra gli anni '50 e '70.

Alcune associazioni, tra le altre Italia Nostra e Archeoclub, basandosi su di un modello grafico realizzato da Antonello Buccella - una ricostruzione tridimensionale che disegnata realisticamente sullo stato di conservazione attuale dell’antiporta -, hanno inteso sottolineare come "l’apertura della Porta e dello spazio retrostante rappresenterebbe un beneficio innanzitutto per i residenti della zona: in termini di sicurezza perché garantirebbe un’ampia area di sgombero in caso di emergenza, considerata la densità edilizia dell’area, e in termini di qualità della vita perché diventerebbe un comodo passaggio pedonale e ciclabile tra il quartiere e i vicini servizi, pubblici e privati; lo spazio dietro l’antiporta poi potrebbe ospitare un’area verde attrezzata con conseguente beneficio per fruitori di tutte le età. Il risultato potrebbe essere un quartiere-borgo a dimensione d’uomo con una elevata qualità ambientale".

Non sarebbe un ritorno al passato, spiegano, ma un passo in avanti verso una cultura ‘del bello’ e della vivibilità e propongono, in questo senso, "che per l’area di Porta Barete sia avviato con urgenza un percorso di progettazione partecipata secondo gli indirizzi codificati dalle scienze sociali, già sperimentati in altre città, per cercare soluzioni che siano rispettose della giusta aspirazione e della imprescindibile necessità di vedere ricostruita una città più bella e attrattiva e dei diritti acquisiti dei residenti dell’area".

Se non fosse che ad oggi, e dopo oltre un mese di ricerche, nessuno è in grado di dire cosa resti di Porta Barete e delle antiche mura civiche. La notizia è emersa a conclusione del tavolo tecnico convocato martedi pomeriggio. Senza dubbio, la Sovrintendenza continuerà le sue indagini. La sensazione, però, è che non se ne farà nulla. L'unica certezza, almeno a sentire l'assessore Moroni, è che via Roma sarà riqualificata. Con o senza ponte, che potrebbe essere abbattuto riportando a raso la strada.

Un bel sospiro di sollievo per le famiglie che sognano di veder ricostruita la loro abitazione a ridosso della fu Porta Barete. In particolare per gli abitanti del civico 207 di via Roma, già ricevuti dal sindaco Cialente, accorati perché a quattro anni dal sisma non sanno ancora dove torneranno a vivere. A metà settembre il primo cittadino aveva chiesto di portar pazienza, in attesa del pronunciamento della Sovrintendenza.

Sono passati quasi due mesi. E, in queste settimane, il progetto di Porta Barete - reale o oramai virtuale che sia - ha permesso di chiarire che se anche tutti fossero d'accordo sulla riqualificazione delle mura civiche, il processo implicherebbe la necessità di eliminare le speculazioni edilizie degli anni '50 e '70 che impattano violentemente sulle mura stesse. Decisione che il Comune non può assumere perché non si è dato gli strumenti per farlo. Ad oggi, l'Amministrazione non avrebbe il potere di attuare la sostituzione edilizia dell'edifico appena abbattuto in via Roma 207 se i proprietari non fossero tutti d'accordo, e non lo sono. A meno di un intervento del Ministero che potrebbe porre un vincolo paesaggistico. A quel punto, però, a non essere ricostruito non sarebbe solo il palazzo al civico 207, che ha già ricevuto il contributo, perché il vincolo si estenderebbe a tutta l'area delle vecchie mura. Cosa ne sarebbe dei palazzi già ricostruiti? E ancora, dove e come verrebbero dislocati i proprietari e, soprattutto, con quali tempi?

La questione non è banale "perché si tratta di decidere se ricostruire com'era e dov'era gli ecomostri costruiti a ridosso delle mura", ha sottolineato il sindaco Cialente. Peccato averci pensato solo ora.

Ultima modifica il Giovedì, 07 Novembre 2013 17:57

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