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Venerdì, 08 Dicembre 2017 16:37

L'Aquila, la Campomizzi diventa un caso politico: Lolli rassicura l'Adsu

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La caserma Campomizzi diventa un caso politico.

La conferenza stampa in cui, due giorni fa, il comune dell'Aquila, il ministero della Difesa e l'Agenzia del demanio pubblico hanno illustrato il nuovo piano di dismissione, razionalizzazione e valorizzazione delle caserme presenti nel comune dell'Aquila, ha sollevato non poche polemiche, in merito, soprattutto, a tre questioni: la reale convenienza del piano per il comune dell'Aquila; le parole pronunciate dal direttore del Demanio Reggi e il futuro della caserma Campomizzi, riconvertita, dopo il terremoto, a residenza universitaria e divenuta uno studentato con 400 posti letto e mensa gestito dall'Adsu.

E' stata proprio quest'ultima, attraverso tre consiglieri del cda, a sollevare il caso criticando la Regione, e in particolare il vice presidente Giovani Lolli, per aver firmato "improvvidamente" un protocollo d'intesa senza coinvolgere l'azienda.

A NewsTown l'Adsu ha dichiarato di essere fermamente contraria sia a lasciare la Campomizzi in assenza di soluzioni alternative equivalenti sia a mandare, anche solo temporaneamente, gli studenti nei quartieri del Progetto Case.

Sul tema è intervenuta anche l'Udu, anch'essa contraria a ogni forma di smantellamento e sgombero della Campomizzi in mancanza di alternative immediatamente disponibil.

All'Adsu e all'Udu risponde Giovanni Lolli, che, protocollo alla mano, rassicura: "Basta leggere: ci sono tutte le condizioni, le garanzie e i tempi per un progetto condiviso e qualificato che assicuri “… una soluzione equivalente alternativa pronta, gestibile dall'Adsu, ben localizzata nel contesto urbano, e con una adeguata rete di servizi, prima di procedere alla 'dismissione' delle palazzine della Campomizzi…” come chiedono i consiglieri Adsu".

"Ho ascoltato decine di comizi e interventi su questa operazione" conclue Lolli "Io mi sono limitato a dare seguito a un processo che mi sembra utile per la città, per gli studenti, per l’Università".

Ma le polemiche politiche non finiscono qui, perché al Pd aquilano non sono piaciute per niente le dichiarazioni rilasciate dal direttore dell'Agenzia del demanio, Roberto Reggi, durante la conferenza stampa.

Reggi, ex sindaco di Piacenza (dove aveva, come assessore al Bilancio, l'attuale sottosegretario all'Economia Paola De Micheli) e renziano di ferro, aveva lanciato una staffilata indiretta a Cialente quando aveva pronunciato le seguenti parole: "Dal sindaco Pierluigi Biondi è arrivato un impulso determinante per sbloccare una vicenda che si trascinava da tempo, senza trovare soluzione".

L'ex primo cittadino, chiamato in causa, aveva subito risposto attraverso una lunga e articolata nota pubblicata sul proprio blog e sul proprio profilo Facebook.

Un'altra replica a Reggi arriva anche dall'ex assessore alla Ricostruzione della giunta Cialente, nonché presidente provinciale del Pd, Pietro Di Stefano.

Di Stefano, in una lunga nota, dichiara solidarietà a Cialente e attacca Reggi per "le inutili, gratuite e sciocche parole pronunciate nei confronti della passata amministrazione.  Un calcolo e null'altro, con assoluto cinismo e freddezza da serial killer".

 

La nota di Giovanni Lolli

Spero che – al netto di polemiche strumentali che mi auguro nessuno abbia voglia di alimentare – la semplice lettura del Protocollo d’Intesa oggetto dell’attenzione dell’Udu e di alcuni consiglieri Adsu riesca a fugare qualsiasi dubbio o preoccupazione.

A chi non avesse avuto ancora modo di leggerlo segnalo tutti i passaggi di competenza regionale previsti nel Protocollo.

Nelle premesse si legge:

- la Regione Abruzzo intende armonizzare con le esigenze del territorio i processi di valorizzazione, dismissione e riuso delle infrastrutture non più necessarie alla Difesa;
- la Regione Abruzzo è interessata a realizzare un nuovo complesso abitativo per le esigenze alloggiative degli studenti universitari di concerto con l’Adsu.

Mentre nell’articolato del Protocollo si dice:

Art. 3
(Formazione del programma)

- la Regione Abruzzo, in quanto soggetto interessato agli aspetti di ricostruzione e collaborazione con l’Università nelle materie connesse con il diritto allo studio, si impegna a promuovere la ricostruzione degli alloggi universitari che consentirà la restituzione al Ministero della Difesa delle palazzine in uso temporaneo all’Azienda per il Diritto agli Studi Universitari, ubicate all’interno della caserma “Pasquali Campomizzi”.

Art. 4
(Accordo di programma attuativo)

- Il programma di cui all’art.3, riscontrata la fattibilità da parte dei soggetti sottoscrittori, sarà oggetto di uno o più Accordi di Programma attuativi per i quali verrà costituito un Tavolo tecnico tra Ministero della Difesa, Regione Abruzzo, Comune dell’Aquila, Agenzia del Demanio e altre Amministrazioni interessate.
Il programma attuativo dovrà essere adottato e sottoscritto entro 1 anno dalla presente intesa, che si intenderà decaduta se nei 2 mesi antecedenti la scadenza le parti non concorderanno un nuovo termine.

Articolo 7
(Revisioni ed integrazioni)

La presente Intesa potrà essere modificata, integrata,aggiornata […] previo accordo tra le Parti.

Dunque basta leggere: ci sono tutte le condizioni, le garanzie e i tempi per un progetto condiviso e qualificato che assicuri “… una soluzione equivalente alternativa pronta, gestibile dall'Adsu, ben localizzata nel contesto urbano, e con una adeguata rete di servizi, prima di procedere alla 'dismissione' delle palazzine della Campomizzi…” come chiedono i consiglieri Adsu.

Questa operazione nasce da una proposta e da un progetto portato avanti dalla precedente amministrazione comunale che prevedeva esattamente la messa a disposizione di alloggi universitari per tutti coloro attualmente ospitati alla Campomizzi e successivamente permettere l’accorpamento delle altre caserme e la messa a disposizione della città dell'area dell'attuale Caserma Rossi.

Ho ascoltato decine di comizi e interventi su questa operazione. Io mi sono limitato a dare seguito a un processo che mi sembra utile per la città, per gli studenti, per l’Università.

 

Ultima modifica il Sabato, 09 Dicembre 2017 00:01

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