Venerdì, 15 Dicembre 2017 18:42

Commissione d'inchiesta su ricostruzione, M5S risponde a Messina

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Enza Blundo Enza Blundo

"Ci siamo battuti per l'istituzione di una commissione d'inchiesta sul terremoto fin da subito, appena insediati nei palazzi di Roma. Quella di Messina sembra essere un'abile mossa elettorale".

Il Movimento 5 Stelle dell'Aquila risponde così al capogruppo dell'Italia dei valori Ignazio Messina, che pochi giorni fa aveva tenuto all'Aquila una conferenza stampa per denunciare come la commissione parlamentare d'inchiesta sulla ricostruzione, istituita in Senato nel 2016, non fosse mai partita.

La nota completa dei Cinque Stelle

In merito alle dichiarazioni dell'onorevole Ignazio Messina Idv, rilasciate alla stampa locale in occasione della sua visita a L'Aquila nei giorni scorsi e relativamente alle accuse di populismo dirette al Movimento 5 Stelle, facciamo presente che con i nostri rappresentanti in Senato e Parlamento, ci siamo battuti per l'istituzione di una commissione d'inchiesta sul terremoto, fin da subito appena insediati nei palazzi di Roma.

Il 10 aprile del 2013, la senatrice Enza Blundo depositò la richiesta come prima firmataria, di una commissione d'inchiesta per fare luce sul malaffare che si aggira intorno alla ricostruzione aquilana.

"La mancata costituzione della Commissione d'Inchiesta sulla ricostruzione dell'Aquila – dichiara la Blundo – rappresenta, dunque, un pericolosissimo precedente - inedito - per le attività delle Commissioni Parlamentari di inchiesta. Infatti, il comportamento di una assoluta minoranza, ostile alla Commissione, ha dolosamente impedito l'attività di inchiesta, prevista da un documento approvato dall'Assemblea e pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana. Numerosi precedenti vanno nel senso che, proprio per garantire la funzionalità dell'Organo, eventuali membri dimissionari nelle Commissioni di Inchiesta sono stati sostituiti d'ufficio, d'imperio: non solo per il rispetto del basilare principio della ragionevolezza, ma proprio per garantire il buon andamento dell'Amministrazione del Senato".

Tale richiesta fu posta sotto forma di commissione monocamerale al fine di agevolare oltre che accelerare, le procedure insite nell'organismo istituzionale che l'approvò dopo tre anni di attesa nel novembre del 2016 grazie anche alle continue sollecitazioni dei nostri gruppi parlamentari.

"È quindi, del tutto evidente – aggiunge la cittadina al Senato – che, il Presidente del Senato, che ai sensi dell'articolo 8 del Regolamento, 'regola l'attività degli Organi del Senato' e 'assicura, impartendo le necessarie direttive, il buon andamento dell'Amministrazione del Senato', avrebbe dovuto nominare d'ufficio i membri dei gruppi latitanti, proprio al fine di rendere operativa la Commissione d'Inchiesta, in ossequio del Documento approvato. È davvero scandaloso che un Organo istituito da un atto approvato dal Senato non abbia avuto uno sbocco concreto, soltanto perché qualche Gruppo ha intenzionalmente progettato di sabotare l'intera inchiesta. La Commissione avrebbe consentito di fare chiarezza sui gravissimi avvenimenti delittuosi accaduti in occasione della ricostruzione post-sisma. Sarebbe risultata fondamentale non solo per l'Aquila, ma per il Paese intero".

Appare chiaro a questo punto, che il populismo di cui siamo stati tacciati dall'onorevole Messina riguarda ben altre compagini politiche che non la nostra.

Come gruppo M5S siamo presenti sul territorio coi nostri attivisti ormai da anni e ci siamo sempre occupati delle problematiche della città e della gente senza ostentare alcun populismo ma agiamo con il cuore con il solo scopo di far del bene alla nostra terra e alla persone rispettando le regole e senza avere alcun bisogno di ostentare battaglie non nostre o prenderci meriti altrui.  

Non ultimi, gli interventi che abbiamo fatto per contrastare i licenziamenti e quindi la perdita inesorabile dei posti di lavoro, gli sfratti coatti nei confronti di persone più deboli e anziane, ci siamo occupati della ricostruzione pubblica e infine in questi giorni abbiamo preso carico del caso CSS nel cementificio di Cagnano Amiterno oltre alla questione degli studenti sfrattati dalle caserme chiedendo alla amministrazione locale quali alternative verranno loro date.

Alla luce di tutto quanto possiamo tranquillamente dichiarare di non essere mai stati e mai lo saremo, una costola di Idv, poiché abbiamo abbastanza talenti e peculiarità per agire indipendentemente sul nostro territorio.

Vogliamo inoltre ricordare che gli episodi di infiltrazioni mafiose nella ricostruzione sono stati agevolati da una cecità amministrativa locale nella quale facevano parte dei rappresentanti proprio dell'Idv.

Viene il serio dubbio che l'arrivo dell'onorevole Messina in città, non sia stata altro che un'abile mossa elettorale infarcita di ricerca di popolarità e consensi per il suo partito, partendo proprio dalle dichiarazioni rilasciate circa lo stallo della commissione da noi richiesta.

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