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Mercoledì, 11 Aprile 2018 14:22

Regione, nervi tesi in Giunta. Scambio d'accuse tra Sclocco e Paolucci

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Area di bufera in seno alla Giunta regionale, tra prove di rimpasto che sottendono ad un patto di fine legislatura che, tuttavia, pare difficile da sottoscrivere. 

Non fossero bastate le assenze degli assessori dimissionari Andrea Gerosolimo e Donato Di Matteo che, in sostanza, al primo Consiglio convocato a seguito delle elezioni politiche, hanno tenuto appesa ad un filo la maggioranza che, in effetti, lasciato l'Emiciclo il goverantore Luciano D'Alfonso per impegni romani, non ha potuto garantire il numero legale, l'indomani è andata in scena - sui giornali - un confronto dai toni accesi tra Marinella Sclocco e Silvio Paolucci. 

Alla Sclocco che, in una nota, aveva parlato di "gestione dell'amministrazione regionale che ha mancato di collegialità e rispetto delle più elementari regole di convivenza politica", aggiungendo di voler concorrere "a guidare l'azione della Regione verso una capacità amministrativa più incisiva, in discontinuità con gli atteggiamenti prepotenti del passato", Paolucci ha risposto che ”sorprende sentire l’assessore che, a proposito di questa amministrazione regionale, afferma di voler ‘rinnovare il suo impegno politico e personale’. Non ritengo che le ripetute assenze in giunta (1 presenza su 13 sedute nel 2018) siano il corretto modo di porre una questione politica o una modalità per portare avanti il ruolo di governo del territorio", l'affondo dell'assessore al bilancio e alla sanità.

"Ci attendono mesi difficili ma siamo pronti", aveva spiegato Marinella Sclocco; "è inutile far finta che gli anni precedenti siano stati facili. Personalmente e politicamente sono stati anni di duro impegno in cui, però, ogni atto è stato accompagnato da difficoltà determinate da un modello di gestione dell'amministrazione regionale che ha mancato di collegialità e del rispetto anche delle più elementari regole di convivenza politica. E questo purtroppo si vede ancora più chiaramente adesso, momento in cui la Regione sta soffrendo per i tentennamenti e le decisioni di un vertice 'uni-personale' e non collegiale, come dovrebbe essere".

Sclocco non ha voluto nascondersi, non mancando una critica esplicita al presidente della Giunta regionale Luciano D'Alfonso; l'assessora regionale alle Politiche sociali ha ribadito come il percorso, in questi anni, sia stato "in salita", sebbene "i risultati conseguiti sono molti e questo - ha chiarito - mi spinge a credere che per l'Abruzzo la condizione post-elettorale può diventare solo un'opportunità per crescere e non un momento di stallo". Tra gli obiettivi raggiunti, Sclocco ha voluto ricordare "il nuovo piano sociale e il consolidamento del diritto allo studio per far comprendere che le politiche sociali non sono fiabe e favole così come sono state poco sensibilmente e spesso definite. Le politiche sociali - incalza - sono lo specchio delle fragilità e dei crescenti bisogni concreti della società: nello specifico del nostro territorio, si tratta di misure che qualificano ogni giorno un impegno tangibile e concreto per migliaia di famiglie abruzzesi e la credibilità della sinistra che voglio riportare sul territorio parte proprio da qui".

L'analisi del voto è stata ampiamente discussa "e se da un lato ha dimostrato la necessità di disegnare un'offerta politica inedita per ridefinire la sinistra in Italia, in Europa e nel mondo - ha spiegato Sclocco - dall'altro, per l'Abruzzo, sta implicando la necessità di una ridefinizione identitaria e politica del governo regionale. Nell'incertezza sulla scadenza della legislatura e nei mesi che seguiranno, Articolo Uno deve assumere un ruolo primario nella costruzione dell'avvenire del nostro Abruzzo - continua l'assessora - e il primo passo in questa nuova sfida sarà avanzare un programma di impegni credibili che siano espressione diretta di quell'attenzione e dell'ascolto che stiamo prestando ai cittadini da quando abbiamo iniziato questo nuovo percorso politico".

In questo senso, "voglio concorrere a guidare l'azione della Regione verso una capacità amministrativa più incisiva - l'affondo - in discontinuità con gli atteggiamenti prepotenti del passato, ma realizzando le esigenze dei cittadini anche ritrovando la collegialità spezzata in questi anni", ed è di nuovo uno schiaffo al presidente Luciano D'Alfonso. "Azioni, piuttosto che promesse, saranno la cifra del futuro di Articolo Uno. E alcune sono già in campo. Nell'ultimo periodo, per fare degli esempi, ho già fatto richieste alla maggioranza per avere i Fondi per la compartecipazione al piano locale della non autosufficienza e i fondi per assicurare l'erogazione di tutte le borse di studio universitarie. Continuo inoltre a portare avanti le lotte per far approvare dalla giunta alcuni dei provvedimenti che da troppo sono in sospeso, e tra gli altri: l'attualizzazione della legge regionale 2004 sugli interventi a sostegno degli stranieri immigrati che comprende anche l'istituzione dell'elenco regionale dei mediatori interculturali e della Conferenza regionale dell'immigrazione; l'introduzione delle norme per l'istituzione del Garante Regionale dell'Infanzia e l'Adolescenza e quelle per la promozione e il sostegno dell'Economia Solidale. Altra battaglia è quella che sto conducendo per l'approvazione della legge contro l'omofobia e le modifiche alla Legge Regionale sulle norme per l'elezione del Consiglio regionale e del Presidente della Giunta regionale con l'inserimento della doppia preferenza, così come già previsto nell'ordinamento nazionale, nonché quella per l'elezione dei componenti della Commissione regionale per la realizzazione delle pari opportunità e della parità giuridica e sostanziale tra donne e uomini".

Non promesse - Sclocco lo ha ripetuto- ma misure che garantiscano "l'efficienza dei servizi senza indugi su questioni essenziali alla comunità: un cambiamento sostanziale e un netto scostamento da atteggiamenti verticistici e personalistici. Oggi più che mai sento di dover rinnovare il mio impegno politico e personale verso l'attenzione alla comunità e al senso di comunità che credo sia la strada per la vera rinascita e una crescita economica sostenibile per l'Abruzzo. So che ci sono altri ostacoli lungo il percorso, come il fatto che il mio assessorato attualmente sia carente di dirigenti e personale, situazione seria perché a lungo andare potrebbe comportare ritardi nell'erogazione dei servizi. Situazione più volte segnalata alla Giunta e che più volte è rimasta senza risposte per la scarsa considerazione data alle politiche sociali. Ma la battaglia è appena cominciata, anzi ricominciata, e il cambiamento promosso da Articolo Uno si costruirà proprio su questo: una discontinuità di metodo, rispetto ad un modello di gestione dell'amministrazione personalistico; una discontinuità di merito, rispetto ai temi e alla vicinanza ai problemi reali e quotidiani delle persone di cui il mio assessorato non è soltanto lo specchio, ma anche la chiave risolutiva".

A stretto giro è arrivata la replicata piccata dell'assessore a bilancio e sanità Silvio Paolucci, fedelissimo del presidente Luciano D’Alfonso: ”Prendo atto delle sue dichiarazioni, ma sorprende sentire l’assessore Marinella Sclocco che, a proposito di questa amministrazione regionale, afferma di voler ‘rinnovare il suo impegno politico e personale’. Non ritengo che le ripetute assenze in giunta (1 presenza su 13 sedute nel 2018) siano il corretto modo di porre una questione politica o una modalità per portare avanti il ruolo di governo del territorio".

Paolucci è andato oltre: ”Sclocco parla di ‘mancanza di collegialità e del rispetto delle più elementari regole di convivenza politica’. Anche in questo caso va sottolineato che, nel corso dei 46 mesi in cui è stata in carica come assessore, la Sclocco ha presentato decine di proposte di delibera, approvate anche in sua assenza, nella totale fiducia della Giunta, che si sono poi trasformate in atti concreti, tanto che essa stessa ha dichiarato nella medesima sede che ‘i risultati conseguiti sono stati molti’ ed io condivido questa sua valutazione. Invito Marinella Sclocco a far sentire le sue considerazioni nelle opportune sedi di discussione politica, evitando di gettarle nell’arena mediatica".

Ultima modifica il Mercoledì, 11 Aprile 2018 23:48

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