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Domenica, 02 Settembre 2018 22:08

Bando Periferie, fronte comune delle amministrazioni di Pescara, Chieti e Teramo. L'Aquila assente, eppure perderebbe 18 milioni

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Si è tenuta stamane, in una sala dell'Aeroporto d'Abruzzo, la conferenza stampa voluta dal sindaco di Pescara Marco Alessandrini e dal primo cittadino di Chieti Umberto Di Primio inerente i finanziamenti relativi al bando di riqualificazione delle periferie, istruito dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri due anni fa e congelato dal governo giallo-verde con un emendamento al decreto 'Milleproroghe' approvato in Senato ad inizio agosto. Il provvedimento verrà esaminato alla Camera nelle prossime settimane e, per questo, i sindaci italiani sono sul piede di guerra.

All'appuntamento hanno partecipato anche Simone Mistichelli, assessore alle Politiche sociali del Comune di Teramo, e la collega di Giunta Sara Falini, delegata ai rapporti istituzionali, in rappresentanza del primo cittadino Gianguido D'Alberto.

Intorno al tavolo anche Massimo Luciani di Anci Abruzzo: è stata proprio l'Associazione nazionale dei Comuni italiani che ha chiamato i sindaci alla mobilitazione e, stamane, si è fatto il punto sui progetti e sulla mobilitazione istituzionale avviata per scongiurare la sospensione del bando. “Quest’oggi, con le amministrazioni comunali di Chieti e Teramo abbiamo voluto fare il punto sul bando Periferie, alla vigilia di un passaggio molto importante: domani, una delegazione dell’Anci – e ci sarò anch’io col sindaco Di Primio che, come noto, è vicepresidente Anci – sarà in audizione in Commissione Bilancio alla Camera dei Deputati”, ha spiegato Alessandrini ai microfoni di NewsTown. “La decisione del Governo di sospendere il bando è un vero e proprio ‘scippo’, non può definirsi altrimenti: le città hanno sottoscritto accordi dinanzi alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, i provvedimenti hanno avuto la vidimatura della Corte dei Conti e, dunque, non si può perdere altro tempo: gli Enti hanno fatto i ‘compiti a casa’, i progetti esecutivi e definitivi sono stati approvati nei tempi stabiliti e, dunque, siamo pronti anche ad azioni legali se necessario”. Per la città di Pescara, il congelamento del bando significherebbe chiudere in un cassetto progetti per complessivi 18 milioni: “tuttavia – chiarisce Alessandrini – essendo stati premiati progetti che prevedevano il partenariato pubblico-privato, soltanto per la mia città stiamo parlando di opere che potrebbero muovere 54 milioni di euro”.

Dei comuni capoluogo di provincia, assente ingiustificata l'amministrazione comunale dell'Aquila: "Naturalmente, abbiamo parlato con tutti i primi cittadini d’Abruzzo - ha tenuto a precisare Alessandrini - va chiesto al sindaco Pierluigi Biondi il motivo della sua assenza stamane. Non voglio fare polemica, però: la conferenza stampa è andata proprio in senso opposto, e sono felice di aver avuto accanto a me Di Primio che, politicamente, è un mio avversario ma con cui condivido la responsabilità di sindaco".

Eppure, la vicenda riguarda anche il nostro Comune. 

Il "programma straordinario d'intervento per la riqualificazione urbana e la sicurezza delle periferie" voluto dal governo Renzi prevedeva investimenti per un valore complessivo di circa 4 miliardi di euro; era finalizzato alla realizzazione d'interventi per la rigenerazione delle aree urbane degradate attraverso la promozione di progetti di miglioramento della qualità del decoro urbano, di manutenzione, riuso e rifunzionalizzazione delle aree pubbliche. Vedeva coinvolte città metropolitane e comuni capoluogo di provincia per un totale di 120 progetti e, tra questi, il Comune dell'Aquila che avrebbe beneficiato di un cofinanziamento pari a 18 milioni di euro destinato ad una serie di azioni tra cui la realizzazione di percorsi ciclopedonali pensati per favorire la mobilità in sicurezza degli studenti nelle zone di collegamento con i principali poli scolastici ed universitari; una rete di centri sociali e servizi di quartiere nelle aree periferiche urbane, attraverso la ristrutturazione e il riuso di 10 scuole dismesse (Torretta, Gignano, Sant'Elia, San Sisto, Coppito, San Marco di Preturo, Menzano, Pescomaggiore, Valle Prepara, Tempera) con l'attivazione di progetti sociali finalizzati a stimolare partecipazione e aggregazione; un intervento destinato alla riqualificazione edilizia, urbana e sociale del complesso Erp di San Gregorio; la riconversione di alcuni insediamenti del progetto CASE di Collebrincioni, Arischia e Coppito da destinare a cooperative di giovani, ad anziani e studenti.

Il progetto, denominato "Connecting City, Connecting People: ricucire le relazioni interrotte dal terremoto" [qui] e realizzato in collaborazione con ActionAid e ViviamolAq, si era posizionato al 27° posto della graduatoria generale; nel dicembre del 2017 era stato addirittura approvato dalla Giunta lo schema di convenzione tra Comune dell'Aquila e Presidenza del Consiglio dei Ministri con il quale venivano stabiliti tempi e modalità per la realizzazione degli interventi previsti nella proposta progettuale. 

E invece, col voto all'emendamento al decreto 'Milleproroghe', il 'governo del cambiamento' ha deciso di finanziare soltanto i primi 25 progetti in graduatoria, congelando le altre proposte; per questo, è partita la mobilitazione delle amministrazioni comunali, da nord a sud, di ogni colore politico.

"A Teramo, verrebbero sospesi progetti già avviati per 16 milioni di euro - ha dichiarato a NewsTown l'assessore Mistichelli - in una città che già vive il dramma del terremoto. Il sindaco D'Alberto ha già parlato col presidente Anci, Antonio Decaro, per rappresentargli le problematicità del nostro territorio e per far arrivare la nostra voce in Parlamento. E' chiaro che, per noi, la sospensione rappresenterebbe un doppio danno", ha aggiunto Mistichelli; "non verrebbero realizzate le opere previste e, in più, non potremmo affrontare le criticità che vivono, in particolare, le frazioni e le periferie che vivono un enorme problema di spopolamento: se non riusciamo a riportare un poco di speranza, difficilmente potranno ripopolarsi, con grave danno anche per le poche attività economiche che resistono. Bloccare questi fondi sarebbe una pazzia".

Evidentemente, a L'Aquila non abbiamo di questi problemi e si può rinunciare senza batter ciglio a 18 milioni di euro. Sul punto, il capogruppo del Pd in Consiglio comunale, Stefano Palumbo, ha presentato un ordine del giorno in Consiglio comunale. "E' in circostanze come questa - ha sottolineato - che chi è al governo della città e chi ha la fortuna di sedere in Parlamento tra i banchi della maggioranza, dovrebbe far valere lo slogan 'prima gli aquilani' e non, come invece avviene, per suggestionare i cittadini su questioni irrilevanti e puramente ideologiche. Pierluigi Biondi e Luigi D'Eramo facciano valere una volta tanto il proprio ruolo difendendo le legittime rivendicazione di una città che non merita l'indifferenza con cui viene trattata".

Alla conferenza stampa di stamane, hanno partecipato - di loro iniziativa - i consiglieri d'opposizione Paolo Romano, capogruppo del Passo Possibile, e Elia Serpetti. "Stamattina l’unica pesante assenza da registrare è stata quella del Comune dell’Aquila", ha tenuto a sottolineare Romano. "La Giunta Biondi ha raggiunto come unico obiettivo l’autoisolamento regionale e su una tematica così importante come la riqualificazione delle periferie. Davanti al senso di squadra degli altri capoluoghi di provincia, l’amministrazione del capoluogo ha dimostrato ancora una volta scarsa lungimiranza", l'affondo del capogruppo del Passo Possibile. Che aggiunge: "Credo che il passo fatto, con Perdonanza e Jazz, nella direzione di un più ampio respiro di quello puramente comunale, sia stato adesso vanificato. Dovevamo essere da modello per la Regione e invece, ancora una volta, ci troviamo noi all’inseguimento del resto d’Abruzzo. Il bando per le periferie non riguarda questo o quell’onorevole o senatore, questa o quella parte politica e Di Primio, con la sua presenza, lo ha ben espresso. Era ed è una battaglia di civiltà, di vero impatto sulle problematiche che ogni giorno coinvolgono le nostre città. L’amministrazione aquilana, invece, ha dimostrato di essere sempre più ostaggio dalle beghe interne della maggioranza e sempre meno incline alle problematiche della cittadinanza".

Ultima modifica il Lunedì, 03 Settembre 2018 23:50

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