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Lunedì, 24 Settembre 2018 13:38

Verso le regionali, SI: "Costruire un'alternativa vera a sinistra"

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"Odio i sondaggi e sopratutto le forze politiche che, a furia di rincorrerli, hanno praticamente modificato e snaturato la loro identità e la loro strategia politica. D'altra parte, negli ultimi anni i sondaggisti ci hanno preso poco o nulla: dunque, la cosa diventa ancora più irritante e fuorviante".

Commenta così il sondaggio Tecné, commissionato da Forza Italia e diffuso nei giorni scorsi, il segretario regionale di Sinistra Italiana, Daniele Licheri. Tuttavia, stante i dati "non ci vuole uno scienziato per capire che il (fu) centro-sinistra abruzzese è in caduta libera e che il centro-destra dovrebbe vincere a mani basse (e questo spiega anche lo scontro romano sul candidato presidente che, si sa, quando si vince fa gola a molti)", l'affondo.

"Dato quindi per buono questo dato modificabile forse nei numeri ma non nel risultato finale, sono due le considerazioni che faccio; la prima, il dato più inquietante è il 44% di indecisi che probabilmente non vuole proprio andare a votare e che, tra i disastri del Pd e la prima delusione del pessimo governo nazionale M5stelle/Lega, non sa davvero dove mettere questa benedetta croce pensando che, forse, l'unica possibile soluzione sia fare lo spettatore non votante".

tecne

La seconda considerazione di Licheri, invece, attiene al campo di centro-sinistra. "Il Partito democratico ci mette dei mesi solamente per arrivare alle dimissioni del suo segretario e per metter su un accrocchio degno del miglior manuale cencelli nella composizione del coordinamento provvisorio. Aspetta (come spesso accade) il solito salvatore della patria, Giovanni Legnini, senza fare nessuna vera analisi della sconfitta. Un'analisi fredda e spietata sarebbe l'unica cosa utile per rintracciare un minino lumicino in questo buio profondo e capire che, quando sei percepito come una oligarchia e come il 'nemico di classe', qualche problema forse c'è". La sconfitta del 4 marzo è storica, "e mette in discussione l'esistenza stessa del Pd e di quello che abbiamo chiamato per anni centro-sinistra. Il 14% preso in Abruzzo alle scorse politiche avrebbe dovuto aprire un grande dibattito sugli errori commessi (la pessima gestione sanitaria, le innumerevoli crisi aziendali, l'impoverimento delle aree interne, le numerose vertenze ambientali); al contrario, già mi vedo l'assessore Silvio Paolucci che difende e magari rivendica il projetc financing come unica scelta possibile, e Legnini (se scioglierà il nodo) a barcamenarsi tra il siamo stati bravissimi e faremo ancora meglio. Ecco dopo anche questi sondaggi sarebbe bello sentir dire che per battere le destre serve fare politiche di sinistra e non metterci le solite toppe che sono peggio del buco".

Per questo, "a sinistra lavoreremo per costruire un'alternativa vera al centro-destra, al Movimento 5 Stelle e anche al Partito Democratico. Per gli abruzzesi niente minestre riscaldate, nessun nuovo papa, nessun privato a cui essere riconoscenti, forse ci vorrà tempo perché per raccogliere serve prima seminare, ma da qualche parte bisognerà pur partire", ribadisce Licheri. "E allora partiamo da qui, ricostruiamo prima una sinistra vera, autonoma, con un suo profilo, un suo progetto, che non guarda i sondaggi ma mette le mani nei problemi reali, che quando qualcosa è sbagliato si oppone, chiunque lo fa. Che sappia ascoltare quel malessere sociale e sappia costruire risposte in modo partecipato e articolato scappando da soluzioni di comodo o semplicistiche. Che non sia elitaria ma al contrario sia profondamente popolare, nei modi e nei suoi rappresentanti. Che non rottami le persone ma un modello clienterale troppo spesso visto qui in Abruzzo, che sappia fare proposte innovative. Perché per dirla con una battuta ci sono i nazisti dell'Illinois alle porte e non possiamo certo rispondere con generici fronti repubblicani (spesso parte del problema). Serve una risposta chiara, antifascista, democratica che riparta dalla piazze, alle costanti aggressioni (fisiche e verbali) ai migranti, agli omosessuali, alle donne e in generale a tutti gli attacchi reazionari ascoltati negli ultimi mesi. Noi insomma ci saremo a queste condizioni, con chi a sinistra vorrà iniziare a mettere insieme i primi mattoncini per guardare al futuro, senza nessun torcicollo e nessun fortino da difendere. Ripartiamo insieme, non c'è più tempo da perdere".

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