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Venerdì, 05 Ottobre 2018 13:48

Forza Italia, prove d'unità. Silveri difende il sindaco, ma attacca ancora Mannetti

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Una tempesta in un bicchier d’acqua.

Doveva essere una conferenza stampa utile a fare il punto sulla situazione politico amministrativa del Comune dell’Aquila, così come l’aveva annunciata, minacciosamente, il capogruppo di Forza Italia in Consiglio comunale, Roberto Jr Silveri, all’indomani dell’affondo innanzi all’assise sul mancato rilancio delle società partecipate; "a distanza di un anno dal nostro insediamento – aveva sottolineato Silveri - non siamo riusciti a migliorare né l'efficienza delle società né il servizio erogato ai cittadini, non sappiamo cosa fare e cosa farne di queste partecipate: è deludente per i cittadini, mortificante per l'intero Consiglio comunale, umiliante per noi consiglieri di maggioranza in considerazione del mandato che i nostri concittadini ci hanno affidato". Una presa di posizione forte che aveva aperto un fronte con l’assessore delegato Carla Mannetti che, in una nota, aveva inteso rispondere a Silveri sottolineando come, in realtà, l’amministrazione avesse avviato una importante “operazione di verità e trasparenza” sulle aziende controllate, e lasciandosi andare poi, su Facebook, ad uno sfogo durissimo: “se qualcuno pensa di condizionare il mio operato con metodi mafiosi per favorire parenti e amici ha sbagliato indirizzo”.

Ecco i motivi per cui la conferenza stampa di stamane era piuttosto attesa.

Inizialmente fissato per mercoledì mattina, però, l’appuntamento con la stampa è stato rimandato a questa mattina, ed evidentemente ha cambiato segno, considerati gli ultimi accadimenti, il fuoco incrociato sul sindaco Pierluigi Biondi e la necessità, impellente in seno al centrodestra, di fare muro e provare a salvare il salvabile.

Se stamane il capogruppo di Benvenuto presente, Daniele D’Angelo - entrato nelle settimane passate in Fratelli d’Italia - aveva inteso ribadire "la piena fiducia ed il convinto sostegno al sindaco, la cui posizione non è assolutamente in discussione, e che gode del plauso e della stima di tutti gli alleati della coalizione, ringraziando il primo cittadino per il suo lavoro e per il suo impegno serio e assiduo nell’interesse della collettività", il capogruppo forzista ha voluto aggiungere che "chi ha a cuore il bene della città sta dalla parte del sindaco, di Forza Italia e dell’intera maggioranza di centrodestra. I disfattisti ed i nemici dell’Aquila stanno dall’altra parte – l’affondo – la stessa dell’Abruzzo al Governo”, con riferimento al messaggio usato in campagna elettorale dall’allora governatore Luciano D’Alfonso, poi eletto in Senato.

Il bersaglio è tornato sulle opposizioni, evidentemente, per compattare una maggioranza allo sbando: “il centrosinistra ha supportato la candidatura e l’elezione di Luciano ‘Schettino’ D’Alfonso in Senato, consapevole del fatto che sarebbe stato sicuramente eletto, avendo tenuto per sé un seggio blindato, e che avrebbe lasciato la Regione; hanno utilizzato il messaggio dell’Abruzzo al governo, sapendo benissimo che non si sarebbe mai realizzato il loro auspicio. Ed oggi, si permettono di offendere – anche personalmente – il sindaco dell’Aquila che ha avuto il merito, e la fortuna, di valutare una possibilità che avrebbe fatto bene alla città?".

Parole, quelle di Silveri, di segno opposto alla presa di posizione del livello regionale azzurro che non ha mancato di manifestare, nei giorni scorsi, avversione ad una possibile candidatura di Biondi, col coordinatore regionale Nazario Pagano che non si è fatto remore a dirlo pubblicamente; un atteggiamento che, lo ribadiamo, è piuttosto comprensibile e persino necessario, per un centrodestra cittadino che sta provando a rimettere insieme i pezzi. A cui non crede nessuno, però. Tant’è vero che in un altro passaggio, Silveri non ha mancato di sottolineare come "la spola con Roma per andare ad accaparrarsi un incarico" non gli sia affatto piaciuta.

E’ il momento di mostrare unità, però, sebbene il capogruppo di Forza Italia non abbia fatto passi indietro rispetto all’atto d’accusa sulle partecipate; utilizzando una metafora calcistica, ha sottolineato come "una squadra che miri a risultati ambiziosi debba mostrarsi capace di capitalizzare gli insuccessi per arrivare più forte alle successive sfide; la soluzione non è nascondersi con la testa sotto la sabbia, minimizzare, cercare alibi o scuse fantasiose". Per questo – ha aggiunto Silveri – “ho deciso di assumermi le mie responsabilità in prima persona, innanzi ad un risultato chiaramente deludente, per il rispetto che nutro verso i cittadini, verso il mio ruolo e verso il Consiglio comunale. Di certo, non mi sarei aspettato una reazione del genere dall’assessore Mannetti: il mio intervento non era contro nessuno, era per la città. Chi si è risentito non gioca di squadra oppure sente che sia stata lesa la sua maestà", la stoccata.

Silveri ha tenuto ad aggiungere che "in seno alla maggioranza è tutto molto chiaro"; in questo senso, "è inequivocabile il silenzio del gruppo consiliare di Fratelli d’Italia che non ha speso neanche una parola per difendere una posizione evidentemente indifendibile. E mi hanno espresso, anzi, la loro piena condivisione". Come a dire che il malcontento per l’operato dell’assessore Mannetti è condiviso e trasversale. Altra stoccata.

Oltre le parole, insomma, il clima resta di profondo malessere nel centrodestra al governo della città. Che poi, il capogruppo di Forza Italia ha lanciato un altro messaggio piuttosto chiaro all’assessore: "gli atti di indirizzo sulle partecipate vanno approvati in Consiglio comunale altrimenti sono carta straccia; ecco il motivo per cui ho chiesto, già in giugno, che si riunissero le commissioni sul tema partecipate: ci deve essere un necessario confronto". Fino ad ora è mancato, insomma. Nessuna sfiducia, però: "ci penserà il suo gruppo, se riterrà".

Meglio picchiare duro sulle opposizioni, intanto, visto il momento. "Una squadra ambiziosa ha bisogno di un avversario di livello: purtroppo, il centrosinistra, ad oggi, non si è visto. Eppure, avrebbero avuto diverse occasioni per dimostrare qualità, non hanno voluto farlo. Sulle partecipate, avrebbero avuto la possibilità di un riscatto, anche per alzare l’asticella del confronto politico e fare gli interessi della città, al contrario hanno preferito usare la demagogia, ‘si poteva fare prima e si poteva fare meglio’: dopo dieci anni di complice silenzio con le mancate scelte della passata amministrazione, però, non hanno saputo indicare neanche una soluzione. Lo faremo noi".

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