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Martedì, 04 Dicembre 2018 13:34

Ricostruzione al palo, scontro tra PD e M5S. Marcozzi: "Colpa loro". Pietrucci: "Parole che gridano vendetta"

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E' scontro tra Pd e Movimento 5 Stelle sulla ricostruzione dell'Aquila.

A margine del tavolo di partenariato convocato ieri in Regione dal presidente vicario Giovanni Lolli, con la minaccia di una mobilitazione del territorio se non dovessero arrivare risposte concrete dal Governo, la consigliera e candidata pentastellata alla presidenza, Sara Marcozzi, aveva lanciato una stoccata ai dem: "Ci vuole davvero un gran coraggio per la deputata Stefania Pezzopane e il presidente Giovanni Lolli, la prima al governo di questo paese fino a pochi mesi fa, il secondo ancora alla guida di Regione Abruzzo, a parlare della ricostruzione dell'Aquila come città dimenticata. Probabilmente, la vera paura è che siano loro ad essere dimenticati, o meglio ad essere ricordati solo per il grande fallimento politico che hanno dimostrato nella gestione del sisma negli ultimi 10 anni".

Dunque, Marcozzi aveva aggiunto che "se L'Aquila oggi è ancora in queste condizioni" si deve proprio al Partito Democratico; "spieghino agli aquilani come mai dal 2009 oltre 10mila residenti non sono ancora tornati a L'Aquila, e probabilmente mai lo faranno. Spieghino come mai a L'Aquila oggi ci sono circa 40 attività commerciali nel centro storico, contro le centinaia che animavano la città prima del sisma. Abbiano il coraggio di dire che le abitazioni del progetto case stanno cadendo a pezzi. Dopo questo drastico bilancio chiedono ai cittadini di fare il loro gioco di propaganda? Non credo che gli aquilani staranno al loro gioco. Chi ha mal governato fino ad oggi lasci lavorare questo Governo che ha dimostrato più volte, sia con il lavoro del Sottosegretario Gianluca Vacca sia con la recentissima delega del sottosegretario Vito Crimi, di avere ben a cuore la città dell'Aquila. Facciano spazio a chi ha la volontà di rimediare alle pessime scelte fatte da loro e da chi li ha preceduti. E' finito il tempo della propaganda".

Pronta la replica del consigliere regionale dem Pierpaolo Pietrucci. "Mi dispiace riscontrare anche sulla questione della ricostruzione dell’Aquila il consunto gioco tattico del Movimento Cinque Stelle, che di fronte a un problema reale, che il governo deve affrontare in modo tempestivo e competente, perde tempo a inventare scuse di responsabilità passate", le sue parole. "E’ successo, per stare ad alcune delle vicende più note, sul caso della sicurezza delle autostrade, o della stasi della situazione economica del Paese. In questo caso, tuttavia, le parole di Sara Marcozzi gridano vendetta, perché sono un’offesa all’Aquila e agli aquilani. Come si fa ad attribuire al Partito Democratico i problemi di cui inevitabilmente soffre una città che poco meno di dieci anni fa è stata colpita da un terremoto che non ha precedenti nella storia recente italiana? In questi anni - ha aggiunto Pietrucci - il Movimento Cinque Stelle all’Aquila è stato meno che latitante; arrivato al governo, con l’onere e l’opportunità di dare il proprio contributo alla risoluzione di problemi che richiedono cura e attenzione costante, ha finito con il bloccare la ricostruzione ignorando l’adempimento delle nomine e l’espletamento delle procedure necessarie".

In effetti, "per scegliere il sottosegretario alla ricostruzione ci sono voluti sei mesi, dei responsabili degli uffici speciali non c’è nemmeno l’ombra, pendono inevase questioni vitali come la vicenda della restituzione delle tasse, i pagamenti dei SAL e le proroghe del personale".

L’attenzione del Movimento Cinque Stelle per L’Aquila - ha tenuto a sottolineare Pietrucci - "è ben riassunta dalla lista di candidati al Consiglio regionale: nella provincia del capoluogo di Regione non figura nemmeno un esponente aquilano. Io stesso, nella mia attività di consigliere regionale, in questi cinque anni ho scontato l’indifferenza e la diffidenza del Movimento Cinque Stelle nei confronti dei territorio aquilano: ogni volta che c’era da portare un sostegno o un provvedimento per il nostro territorio, ho dovuto affrontare, salvo singolari casi sporadici (anche apprezzabili), il loro ostruzionismo. Credo che il Movimento Cinque Stelle debba avere l’umiltà di riconoscere se non i propri limiti e demeriti, almeno la realtà dei fatti. Che parlano, nell’arco di una vicenda che è quasi decennale, di un impegno e di una presenza costante del Partito Democratico e dei suoi rappresentanti istituzionali aquilani che sempre, sempre hanno anteposto gli interessi del territorio a quelli politici di schieramento, arrivando a mettere in campo iniziative di protesta anche molto dure contro governi sostenuti dal Pd, e che hanno saputo contribuire a vincere battaglie decisive, ottenere le risorse necessarie, individuare nel contesto di un evento senza precedenti soluzioni innovative, come il quattro per cento per la rinascita economica del cratere e il Bando Fare Centro per la rinascita del centro storico. Problemi ci sono e ce ne saranno, ma vorremmo che almeno non esistessero quelli determinati dall’incuria, dalla sottovalutazione e dalla superficialità della politica e del governo, in questo caso quello sostenuto anche dal Movimento Cinque Stelle".

Ultima modifica il Martedì, 04 Dicembre 2018 13:59

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