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Venerdì, 28 Dicembre 2018 21:35

Regionali, Sinistra Italiana ha deciso: patto di desistenza con Giovanni Legnini

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Un patto di desistenza con Giovanni Legnini. 

In serata, si è riunito il direttivo regionale di Sinistra Italiana che, a larga maggioranza, ha deciso di sostenere la candidatura dell'ex vice presidente del Csm, non con una lista bensì attraverso un accordo. In sostanza, Legnini inserirà nel programma di mandato alcuni punti programmatici 'cari' a SI - sanità pubblica, tutela delle aree protette, servizi per le aree interne - che saranno portati avanti da alcuni candidati, uno per provincia, senza che vi sia alcun vincolo di mandato. 

A quanto si apprende, nel teramano verrà candidato Giorgio Giannella, nel pescarese potrebbe scendere in campo l'assessore alla cultura del comune di Pescara Giovanni Di Iacovo, nel chietino Enrico Raimondi; dovrebbero trovare posto nella lista del presidente o, in alternativa, in quella degli amministratori locali in seno alla coalizione progressista che sta costruendo Legnini. Un poco diversa la situazione nell'aquilano: qui, l'esponente di Sinistra Italiana potrebbe candidarsi nella lista così detta 'rosso verde', quella, per intenderci, che vedrà l'esperienza di Articolo 1 abbracciare il mondo ambientalista. E' stata vagliata la disponibilità di Enrico Perilli che, tuttavia, avrebbe rinunciato alla candidatura: in queste ore, si sta ragionando sul nome giusto da proporre e che porebbe uscire da una rosa ristretta: Gamal Bouchaib, il segretario cittadino Pierluigi Iannarelli o Cristiana Graziani.

Insomma, Sinistra Italiana ha deciso di non prendere in considerazione la proposta avanzata da Rifondazione Comunista di un progetto alternativo, a sinistra, fuori dalla coalizione Legnini col segretario nazionale Maurizio Acerbo che aveva dato la sua disponibilità ad una candidatura a governatore.

Di fatto, SI ha inteso dare risposta alla richiesta di unità che arriva dai cittadini progressisti o semplicemente e autenticamente democratici in contrapposizione ad una destra che si fa sempre più aggressiva; d'altra parte, la situazione in quello che fu il centrosinistra, si è convenuto, è in mutamento, e Legnini - si è detto stasera - non è D'Alfonso, come Zingaretti non è Renzi. Un elemento politico su cui riflettere. A pesare è stata anche l'esperienza aquilana, evidentemente; alle elezioni amministrative di un anno e mezzo fa, con una candidatura considerata 'renziana', si è tentato di rimettere insieme i pezzi di una sinistra variegata rompendo col centrosinistra: il risultato è stato disastroso. 

E poi, il programma esposto da Legnini è stato condiviso dalla base, su alcuni punti essenziali, in particolare il lavoro, la sanità e l'ambiente appunto. In questo quadro, uan candidatura alternativa avrebbe significato dover trovare a tutti i costi elementi divisi. Col rischio dell'isolamento. Bocciata anche la proposta, pure sul tavolo, di non partecipare affatto alle elezioni.

 

Ultima modifica il Venerdì, 28 Dicembre 2018 22:14

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