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Venerdì, 01 Marzo 2019 14:48

Antenna di Sassa diventa motivo di scontro politico: De Matteis 'sfiducia' Piccinini

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L'antenna installata a Pagliare di Sassa nei mesi scorsi, davanti la chiea medievale di San Paolo Apostolo, rischia di trasformarsi in un 'caso' politico per la maggioranza di centrodestra. 

Ieri si è dibattuto per ore, in Consiglio comunale, su un'interrogazione che vedeva come primo firmatario il consigliere Ferdinando Colantoni (Insieme per L'Aquila) e che chiedeva, in sostanza, un impegno al sindaco e all'assessore delegato Alessandro Piccinini - entrambi assenti - affinché dessero seguito alla petizione popolare di quasi 1.500 firme per lo spostamento dell'antenna che, a servizio di Tim, Vodafone, Wind e H3G, insiste su un terreno di proprietà comunale, nel mezzo del paese e a poco distanza dalle abitazioni (sia quelle private che quelle del Protetto Case) e dalle scuole. 

Alta 35 metri, l'antenna ha preso il posto del ripetitore temporaneo piazzato dopo il terremoto dalla Protezione civile (che però era molto più basso e misurava "solo" una decina di metri). Ebbene, gli abitanti temono che le radiazioni e i campi elettromagnetici possano essere nocivi per la salute: per questo, chiedono da tempo un intervento dell'amministrazione. Inascoltati. 

La vicenda era stata già trattata a novembre del 2018 in commissione Territorio; in quella sede, il dirigente comunale Domenico de Nardis aveva già chiarito come i pareri emessi dalla Soprintendenza - per quanto riguarda il vincolo paesaggistico - e da Asl e Arta per quanto attiene invece alla potenziale pericolosità dell'antenna fossero favorevoli (secondo l’Arta il livello di elettromagnetismo sarebbe molto al di sotto dei limiti fissati dalla legge). Il dirigente comunale aveva ribadito anche la legittimità dell’iter procedurale seguito dall’amministrazione, alla luce sia della normativa nazionale sia del nuovo regolamento comunale per la localizzazione e la gestione degli impianti di telefonia mobile. Tuttavia, si era deciso di impegnare comunque la Giunta comunale - anche quel giorno l'assessore Piccinini era assente - ad individuare con i gestori un sito d'installazione alternativo.

Tre mesi dopo, la maggioranza ha portato in Consiglio e approvato un'interrogazione che, in sostanza, va nella stessa direzione sebbene Carla Cimoroni (L'Aquila chiama), Stefano Palumbo (Pd) e Giustino Masciocco (Articolo 1) abbiano ribadito come sia davvero difficile, arrivati a questo punto, dar seguito alle pur legittime richieste dei cittadini. Sta di fatto che il provvedimento ha ottenuto 23 voti favorevoli, dei consiglieri di centrodestra e centrosinistra presenti, con 3 astensioni di Giorgio De Matteis, Marcello Dundee e Berardino Morelli, capogruppo e consiglieri di Fratelli d'Italia, il partito del sindaco e dell'assessore Piccinini.

Stamane, il 'colpo di teatro' in commissione Territorio; De Matteis ha mostrato ai consiglieri una nota, inviata dal dirigente de Nardis al sindaco Biondi, all'assessore Piccinini e al collega Lucio Nardis in data 27 febbraio, l'altro ieri, il giorno prima del Consiglio comunale, ribadendo, di fatto, che i richiedenti l'installazione dell'antenna hanno ottenuto "i necessari atti di assenso (anche ambientali, paesaggisti e igienico-sanitari)" e che si è operato "nell'ambito dell'installazione di rete telefonica di dimensione nazionale". 

Insommma, la procedura seguita è legittima ai sensi della normativa nazionale e, così, al regolamento comunale. Dunque, "quello che viene richiesta oggi - ha specificato de Nardis - è una forma di ripensamento che esula dal procedimento di rilascio delle autorizzazioni di legge ed attiene, piuttosto, ad una forma di negoziazione che coinvolge aspetti politici e di gestione del patrimonio immobiliare dell'Ente locale". In altre parole, l'unica via perseguibile è una interlocuzione dell'amministrazione attiva con le società di telefonia che, ottenuti i pareri necessari, la concessione edilizia e sottoscritto un contratto di fitto col Comune dell'Aquila, dovrebbero, bontà loro, venire incontro alle richieste del sindaco e dell'assessore delegato spostando altrove l'antenna, in un sito alternativo che l'amministrazione dovrebbe individuare lontano dai centri abitati. 

E' evidente si tratti di una via strettissima da percorrere.

Tra l'altro, è emerso che la Prefettura - il 21 febbraio scorso - ha informato il comitato dei cittadini di Pagliare di Sassa di aver provveduto a chiedere notizie circa l'installazione dell'antenna al Comune dell'Aquila, il 14 novembre 2018, non ottenendo alcun riscontro.

"Forse si spiega così l'assenza dell'assessore fuggiasco - l'affondo di Giorgio De Matteis - che ha ricevuto la nota di de Nardis il giorno prima del Consiglio comunale e, dunque, si presume ne conoscesse il contenuto. Ci siamo esercitati in una discussione sul nulla, per l'assenza di chi è competente in materia per delega e, politicamente, per area geografica", la stoccata. Il Consiglio comunale, in effetti, ha dibattuto per ore di un'interrogazione già superata, nei fatti, dalla comunicazione del dirigente comunale che, giusto ribadirlo, si era espresso negli stessi termini tre mesi fa. 

Imbarazzato il consigliere proponente il provvedimento, Ferdinando Colantoni, che ha tenuto a chiarire di non essere stato informato della nota di de Nardis; dunque, Colantoni ha lasciato intendere di non aver affatto gradito l'assenza della Giunta, e dell'assessore competente - "gli assessori dovrebbero partecipare al Consiglio comunale, e la vicenda andava discussa approfonditamente" - ribadendo l'auspicio che "l'esecutivo si muova nella direzione indicata dalla petizione popolare, ovvero per la delocalizzazione dell'antenna: ci dovessero essere irrigidimenti nelle posizioni, lo valuteremo e sarà il Tar a pronunciarsi".

L'autorità giudiziaria farà il suo corso, è ovvio; tuttavia, "in Consiglio comunale, la Giunta ha ritenuto di non dover rendere manifesta la sua posizione, e voi avete voluto forzare comunque la mano facendoci votare la mozione" l'affondo di Giustino Masciocco (Articolo 1); "mi domando: le procedure per l'antenna sono corrette? Si può revocare la concessione edilizia e il contratto di fitto stipulato dal Comune? Se non si può, ieri ci avete fatto votare un atto falso, ideologicamente sbagliato, dopo aver preso in giro per 4 mesi i cittadini di Sassa. Un amministratore corretto avrebbe dovuto dire la verità: dal punto di vista amministrativo, non possiamo fare nulla, rivolgetevi subito al Tar per chiedere la sospensione dei lavori".

Al contrario, l'assessore delegato e così il sindaco non hanno partecipato ai lavori del Consiglio. Ed ora, tornando al punto di partenza, il 'caso' rischia di diventare politico; d'altra parte, a mettere sul banco degli imputati Piccinini è il capogruppo del suo stesso partito che, pur non avendo chiesto esplicitamente le dimissioni, a margine della commissione ha ribadito che il suo gruppo non ha assessori di diretta espressione in Giunta: "Piccinini e  Mannetti? Evidentemente, sono in quota 'Insieme per L'Aquila' che, tra l'altro, ha altri due assessori defenestrati", ha ironizzato De Matteis. Caustico il consigliere Berardino Morelli: "A volte mi domando quale sia il gruppo di Fratelli d'Italia".

In effetti, il partito del sindaco Biondi, su base locale, si è spaccato in occasione delle 'regionali': da una parte i consiglieri comunali, e tra loro Ersilia Lancia, che hanno sostenuto apertamente Luca Ricciuti, dall'altra il primo cittadino e gli assessori Mannetti e Piccinini che hanno agevolato il passaggio di Guido Liris tra i meloniani, sostenendolo nella corsa all'Emiciclo e stringendo un patto di ferro con i fuoriusciti da Forza Italia; nel mezzo, Daniele D'Angelo che, pur facendo gruppo a sé con Benvenuto Presente, è entrato in Fratelli d'Italia non mancando attacchi anche feroci a Liris durante la campagna elettorale, ed ora è 'corteggiato' da Biondi che potrebbe riservargli un posto in Giunta. 

In fondo, di questo si tratta: la maggioranza è attraversata da tensioni per il rimpasto dell'esecutivo imposto dall'elezione in Consiglio regionale di Emanuele Imprudente e Guido Liris, dalle prossime dimissioni di Luigi D'Eramo, e dal defenestramento di Sabrina Di Cosimo e Anna Lisa Di Stefano.

Un passaggio che non sarà affatto indolore.

Il sindaco Biondi dovrà trovare un equilibrio su terreno minato: il gruppo consiliare di Fratelli d'Italia, 'sfiduciati' di fatto Piccinini e Mannetti, pretende un assessorato; la Lega, forte del successo elettorale alle regionali, ne reclama almeno tre, uno in più rispetto agli equilibri che si era cristallizzati a valle delle amministrative; Insieme per L'Aquila, che pure ha avuto un importante riscontro elettorale con Liris il 10 febbraio scorso, con i suoi cinque consiglieri comunali vorrebbe almeno due assessorati e, di certo, non intende stare al gioco di De Matteis che considera Piccinini e Mannetti espressione, oramai, di quel gruppo; Forza Italia che, a seguito delle amministrative, aveva avuto tre assessorati e la delega di vice sindaco oltre alla Presidenza del Consiglio, considera determinante il riscontro elettorale ottenuto alle amministrative, sebbene il gruppo consiliare si sia sfaldato, e non intende fare passi indietro. Se si considera che un posto resterà in capo a L'Aquila futura e che per la Giunta si fa con insistenza anche il nome di Raffaele Daniele (Udc), è chiaro che i conti non tornano e non sarà affatto facile, per il primo cittadino, trovare una quadra. 

Insomma, l'antenna di Sassa è soltanto un motivo di scontro tra gli altri, per una maggioranza che è già alla resa dei conti.  

Circolo PD di Sassa: "Colantoni chieda le dimissioni del suo assessore"

"E’ avvilente guardare lo svolgersi di un consiglio comunale così: i cittadini portati in canzone da luglio 2018, consiglieri che passeggiano o sempre al cellulare, zero interesse per la discussione. E’ quasi peggio quando il sindaco sfoglia il giornale in faccia al consigliere di turno. E’ avvilente che il tuo ex compaesano, ora assessore al SUAP, manchi puntualmente ogni incontro sull’antenna, in cui doveva confrontarsi con noi, suoi pari e suoi compaesani. Una volta, forse, eravamo pari. Chi ha antenne per intendere, intenda".

Così il circolo territoriale PD di Sassa, in una nota.

"Oggi, comunque, l’impressione che emerge è quella di un consiglio comunale offeso e svilito nella sua funzione, la cui maggioranza si prende gioco dei colleghi all’opposizione, dimostrando di avere più a cuore il DASPO urbano che la salute dei cittadini. Già me lo immagino il Don Ferrante dei tempi moderni dileggiare il popolino che teme di ammalarsi di una cosa che non si vede, quando invece dovrebbe guardarsi da pericolosi spingitori di carrelli. Chi ha antenne per intendere, intenda. E noi siamo stanchi di chiedere un confronto al Sindaco che non c’è, all’assessore dell’Urbanistica invisibile o a quello delle Attività assenti. Ci rivolgiamo ai nostri concittadini e compaesani".

"Abbiamo iniziato ad occuparci dell’antenna il 25 luglio 2018 - si legge nella nota dei dem - dopo che ci siamo ritrovati col cantiere e le fondazioni belle e fatte. E sì, proprio così. Perché della determina dirigenziale e delle delibere di giunta (settembre/ottobre 2017) nessuno ha mai informato la popolazione: eppure stando ai documenti comunali, fu richiesto un parere al Consiglio Territoriale di Sassa, direttamente alla Presidente. Eppure, stando a quanto emerso in consiglio, la ex Presidente non ha ritenuto necessario convocare né un’assemblea, né fornire alcun parere. Purtroppo nel marzo successivo il CTP di Sassa è decaduto per dimissioni della metà più uno dei consiglieri, fra cui la Presidente medesima e la motivazione la apprendemmo dai giornali: lasciavano l’incarico poiché l’attuale amministrazione non sapeva che farsene dei CTP. Ma poiché oggi l’ex presidente fa parte dello staff dell’assessore Piccinini, ci permettiamo di suggerire ad entrambi, Assessore e collaboratrice, di prendere con maggiore serietà il tema dell’antenna e il loro attuale compito: voi oggi siete dei privilegiati. Date prova di maggiore umiltà e presenza: se non altro per rispetto di quelle oltre 1440 persone che hanno aderito alla petizione; dei cittadini che non hanno mai mancato una commissione, un consiglio o un’assemblee; del sacrificio che ha richiesto raccogliere le firme, produrre documenti e incontrare esperti; se non altro per rispetto del coraggioso Colantoni, che si è palesemente imbarcato in un affare più grosso di lui (con una maggioranza tutta indifferente se non addirittura ostile). E lo diciamo col cuore pieno di amarezza e delusione perché in una comunità unita e coesa ci abbiamo creduto insieme. Chi ha antenne per intendere, intenda".

Dunque, l'affondo: "Chiediamo al coraggioso Colantoni, che non riesce a spezzare questo circolo vizioso di rinvii e assenze, se ha davvero a cuore questa battaglia: battaglie come questa non hanno bisogno di tentennamenti, né di indugi. Ci dica chiaramente che intenzioni ha, o dentro o fuori. Chieda le dimissioni del suo assessore oppure si dimetta egli stesso e ceda il passo a chi per una battaglia del genere ha cuore e grinta. Sull’antenna le uniche parole sincere sono state di chi ha detto che l’antenna non la sposta nessuno, a meno che assessore, sindaco e dirigente non si prendano l’impegno di contrattare la delocalizzazione con l’azienda, che loro stessi hanno autorizzato senza dirci nulla. E dopo? Qualora si riuscisse a delocalizzare, dove atterrerà la famigerata antenna? NIMBY, non nel mio giardino? Una città senza pianificazione, senza urbanistica e senza ricostruzione come fa a capire come localizzare le antenne o qualsiasi altra infrastruttura? A Sassa dobbiamo considerarci isolati, ma tuttavia auto-determinati, mutualmente solidali e sempre pronti a condividere battaglie giuste e oneste. “J’ome pe la parola, j’asenu pe la capezza”, questo è. Aspettiamo la convocazione del consiglio comunale straordinario, sull’abbandono ed il degrado, richiesto due mesi e mezzo fa e di cui non sappiamo ancora nulla. Chi ha antenne per intendere, intenda".

Ultima modifica il Venerdì, 01 Marzo 2019 18:49

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