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Giovedì, 14 Marzo 2019 19:54

Dimissioni di Biondi, le reazioni. Art.1: "Una farsa, vergogna". FdI: "Fiducia al sindaco"

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Le dimissioni di Pierluigi Biondi da sindaco dell'Aquila hanno subito suscitato, com'era prevedibile, la reazione di partiti e gruppi politici.

"Ribadiamo fiducia e sostegno al sindaco dell'Aquila, Pierluigi Biondi, e condivisione per il lavoro svolto in questi primi due anni di mandato visto il raggiungimento di obiettivi inopinabili registrati in molti ambiti" scrive, in una nota, il coordinamento cittadino di Fratelli d'Italia.

"Non è un sindaco rinchiuso nei suoi uffici, ma un uomo del popolo che sa farsi rispettare e apprezzare tanto da sovvertire, dopo un primo turno in netto svantaggio, il risultato delle amministrative del 2017, merito di capacità di dialogo, di qualità politica e della reputazione guadagnata sul campo a capo di uno dei comuni più colpiti dal sisma".

"Integerrima la sua condotta in tredici anni di sindacatura a Villa Sant'Angelo dove, pur gestendo risorse importanti, non è stato sfiorato da indagini, sospetto o chiacchiere".

"Un uomo che ha inteso la politica come servizio alla comunità e non come tornaconto personale, per i propri amici o famigliari".

"Fratelli d'Italia si augura che le forze partitiche locali e che il governo nazionale mostrino, nel momento così delicato già tratteggiato, il senso di responsabilità auspicato dal primo cittadino dell'Aquila".

Per il consigliere Daniele D'Angelo (capogruppo di Benvenuto presente) "la scelta del sindaco Biondi è stata prova del suo grande amore verso la città e di un altissimo senso civico. Spero -prosegue D'Angelo- che questa scelta possa servire per scuotere la coscienza del Governo per fare in modo di non abbandonare L'Aquila in questo momento così delicato".

D'Angelo lancia un appello a tutte le forze politiche, "ricordando loro che se questa coalizione sta amministrando la città è perché meno di due anni fa gli aquilani hanno creduto in noi e hanno visto in Pierluigi Biondi e nelle forze che lo hanno sostenuto (e che lo devono sostenere anche oggi) -sottolinea il consigliere- un'armata di liberazione da un sistema ormai arcaico e incancrenito".

"Spero che i partiti e le civiche di coalizione facciano quadrato intorno al sindaco e mettano da parte rancori e discordia, tornando a dare man forte a Pierluigi Biondi per restituire dignità all'Assise comunale e alla città. Non è il momento di pensare a chi è stata affidata la carica di vice sindaco e a chi sarà componente di Giunta. Il mio sogno e rendere di nuovo grande L'Aquila e per fare questo dobbiamo essere uniti e lottare al fianco del sindaco, attuando anche proteste dure contro il Governo se non risolve la questione dei fondi da destinare al bilancio comunale per le maggiori spese e minori entrate".

"Abbiamo avuto un risultato straordinario alle elezioni regionali e abbiamo in Regione aquilani validi e preparati nei posti chiave: possiamo fare molto. Chiedo perciò ai partiti di maggioranza unione, lavoro, compattezza e soprattutto vicinanza e fiducia al nostro sindaco. È ora di credere in un sogno -conclude D'Angelo- quello di una città davvero grande. Restando uniti il sogno diventerà realtà".

Di tutt'altro tenore, ovviamente, le reazioni dell'opposizione.

Articolo 1 parla di "false dimissioni" e di "ennesima vergogna".

"Fossero vere" si legge in una nota "le dimissioni di Biondi sarebbero il primo gesto compiuto dal Sindaco nel reale interesse della città, ormai paralizzata dalla sua incapacità politica ed amministrativa. Purtroppo però queste dimissioni vere non sono, e rappresentano solamente l'ennesimo capitolo della vergognosa lotta di potere che la destra combatte sulla pelle dei cittadini aquilani dal giorno delle elezioni comunali. Neanche l'approssimarsi  del decennale della tragedia del 6 aprile riesce a trasmettere al primo cittadino e alla sua maggioranza un minimo di senso di responsabilità e di pudore. È sempre più chiaro" afferma Articolo 1 "che L'Aquila per loro ha rappresentato e rappresenta soltanto un trampolino di lancio da utilizzare per strappare incarichi e conquistare altre postazioni, più  di prestigio e soprattutto meglio retribuite. Un tutti  contro tutti in cui l'ultima cosa che interessa è l'amministrare una città dimenticata dal governo nazionale (come il sindaco ha ammesso in una conferenza stampa retorica come non mai e caratterizzata, oltre che dal solito vittimismo, dalla lunga elencazione del nulla che l'amministrazione ha prodotto in 2 anni) e che è ormai senza guida, con la ricostruzione pubblica al palo, la privata che va frenando in maniera preoccupante, l'economia ferma, e neanche uno straccio di idea su un futuro ancora tutto da costruire. L'Aquila e gli aquilani non meritano più  di assistere a questo squallido spettacolo. Il sindaco dimostri per una volta  coerenza, abbia un sussulto di dignità e si dimetta davvero".

Lelio De Santis, del gruppo Cambiare insieme/Italia dei Valori, parla di "un atto politico comprensibile, ma più per tacitare le divisioni nella maggioranza di centrodestra che per ottenere i 10 milioni per il Bilancio. Infatti, il Consiglio comunale scorso è stato disertato dai Consiglieri di maggioranza per ragioni politiche interne che riguardano la ricomposizione della Giunta e non per i fondi mancanti per il Bilancio. D'altra parte, il termine di approvazione del Bilancio, il 31 marzo, non è perentorio e può essere approvato un Bilancio senza i 10 milioni, facendo successivamente, all'arrivo degli stessi, una Variazione di Bilancio. L' interesse della città non si tutela così, lasciandola senza guida per altri 20 giorni. Se non ci fossero, invece, le condizioni politiche per proseguire, allora le dimissioni che siano irrevocabili".

Dura la Coalizione sociale: "E' ora che questa città venga amministrata come si deve e il primo cittadino deve impegnarsi a farlo rapidamente, è stato votato per questo obiettivo e non per altro". "Non ci sono più alibi né giustificazioni: la città va finalmente governata in modo adeguato"- "Gli anni che abbiamo davanti richiedono un grande sforzo ed una maggiore serietà". Queste frasi non sono nostre, ma di alcuni esponenti della maggioranza che sosteneva l'(ex) sindaco Biondi. Il disastro di questi quasi due anni è sotto gli occhi di tutti ed è riconosciuto dagli stessi componenti della destra che governa la città. Chiaro che dietro questo dichiarazioni c'è, al solito, il solo obiettivo di rivendicare più posti nella spartizione dei posti di potere. Come è chiaro che, in evidente difficoltà per mancanza progettuale e inadeguatezza a ricoprire il ruolo, Biondi ricorra alle finte dimissioni per far quadrare i conti della sua maggioranza letteralmente assetata di potere e prebende". Sacrosanta la richiesta dei fondi per il bilancio - riconosce la Coalizione sociale - "ma che l'(ex) sindaco si nasconda dietro il loro mancato trasferimento, da parte del Governo, è evidentemente solo una vergognosa sceneggiata, tanto è vero che per il sottosegretario Crimi, principale responsabile di questa situazione, ha speso persino parole di stima e fiducia. Del resto che abbia poca voglia di governare la nostra città è stato lampante già con il maldestro tentativo di candidatura a presidente della regione. Ci servirebbe invece un sindaco che della ricostruzione fisica, sociale ed economica della città ne faccia una ragione di vita e non utilizzi la carica ricoperta solo ed esclusivamente come trampolino delle sue ambizioni personali".

Così facendo si paralizza la ricostruzione e non si risolvono i grandi e piccoli problemi che attanagliano il territorio. "E' quello che sta accadendo dal primo giorno di questa amministrazione di destra. La situazione è ormai insostenibile, ci permettiamo quindi un consiglio non richiesto al sindaco: inizi a fare sul serio, si dimetta davvero, liberi la città dalla cappa di clientelismo, familismo, incapacità e immobilismo a cui la sua amministrazione l'ha costretta. Il nostro territorio non merita questo indecente spettacolo di guerra tra bande".

"Solo qualche ingenuo o sprovveduto potrebbe abboccare alla stupida mossa del sindaco Biondi" scrive Potere al popolo. "Si dimette adducendo ragioni inerenti i mancati stanziamenti governativi che gli permetterebbero di approvare il bilancio, ed ecco che, quasi in tempo reale, viene smentito dal suo stesso governo amico: i fondi ci sono e arriveranno presto. Mentre la città è alle prese con una ricostruzione che procede a rilento, dove il lavoro latita e in cui tante famiglie hanno deciso di andare altrove, con infiniti problemi cui far fronte, cosa fa il Sindaco della città? Mette in scena la più ignobile e squallida pantomima millantando ragioni inesistenti ma in realtà per regolare i conti interni alla sua stessa maggioranza.
L'Aquila ha bisogno di ben altro. La maggioranza al governo della città aveva cercato di accreditarsi come forza politica capace di fronteggiare una ricostruzione che, giunta al decimo anno, è ancora lungi da completarsi, di dare respiro al mondo del commercio, di risollevare le sorti di una città agonizzante. Quello cui stiamo assistendo è invece una farsa vergognosa i cui protagonisti sono proprio coloro cui la maggioranza della nostra città aveva concesso la propria fiducia. Il tempo è scaduto. Game over lo diciamo noi. Il sindaco Biondi e la sua maggioranza farebbero sicuramente bene a togliere il disturbo. Ma per davvero".

"È semplicemente vergognoso ciò che sta accadendo al Comune dell'Aquila e la dice lunga su cosa è diventata la politica negli ultimi anni" attacca Rifondazione comunista "Non sono passati neanche 2 anni da quel 25 giugno del 2017 data in cui, dopo tutto lo spettacolo che abbiamo avuto modo di vedere, la città dell'Aquila scelse di farsi governare da una giunta di centrodestra.Tante le promesse durante la campagna elettorale, tanti gli impegni assunti, poco o nulla le realizzazioni, schermaglie in seno alla maggioranza, spartizioni continue e spot elettorali sulla falsariga della linea del governo nazionale. Scopriamo, addirittura, che molti che abbaiavano alla luna sulle sorti della città, hanno utilizzato le persone, i cittadini dell'Aquila per loro tornaconti personali.Chi al parlamento nazionale chi a quello regionale, si sono dati a gambe levate verso lidi che offrivano loro maggiori garanzie sotto tutti i punti di vista. La politica,ormai,è ridotta a questo, mero tornaconto personale; i consiglieri che dovevano consigliare sono evaporati. Il Sindaco Biondi pare si sia dimesso, auspichiamo reali dimissioni. Lo invitiamo a risparmiarci la sceneggiata di ritirarle fra qualche giorno e riteniamo che questo fosse il minimo che poteva fare. Noi crediamo che debba partire  un sussulto di orgoglio da parte della città e degli aquilani, tutti, per mandare a casa persone che si sentono autorizzate a giocare a risiko sulla loro pelle. Questa è una ulteriore dimostrazione, nel caso ce ne fosse bisogno, di come sia urgente e indispensabile lavorare per la costruzione di uno schieramento di sinistra alternativa sulla falsariga di ciò che il nostro partito propone, da tempo, su scala nazionale".

Ultima modifica il Venerdì, 15 Marzo 2019 13:52

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