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Lunedì, 03 Febbraio 2014 21:44

Regione, D'Alfonso esce allo scoperto: "Mi candido a governare l'Abruzzo"

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“Da domani inizierò a girare in lungo e in largo questa Regione. Ho già un'agenda impegnatissima, il programma prevede 8 Comuni al giorno. Da domani potrò finalmente tornare a fare quello che non ho fatto in questi ultimi 6 anni: occuparmi di politica attiva”.

E' un Luciano D'Alfonso con il vento in poppa quello che parla qualche ora dopo l'assoluzione in primo grado nel processoCaligola, dove era accusato (insieme ad altri imputati, tra cui l'attuale vice presidente della Regione, Alfredo Castiglione) per un giro di presunti appalti pilotati e di presunte assunzioni clientelari.

D'Alfonso è stato assolto con formula piena e con il rito abbreviato dal giudice del Tribunale dell'Aquila Italo Radoccia.

Un verdetto favorevole incassato con notevole aplomb, e che, almeno stando alle dichiarazioni rese subito dopo la sentenza dal segretario regionale del Pd Silvio Paolucci e dal capogruppo in consiglio regionale Camillo D'Alessandro, gli ha già spianato la strada verso la candidatura alla presidenza della Regione.

L'ex sindaco di Pescara, apparentemente, non perde il controllo: difende, nonostante tutto, l'operato della magistratura; glissa sugli scandali che hanno travolto, negli ultimi giorni, la giunta Chiodi; auspica primarie di coalizione “aperte e competitive” ed elogia, a tal proposito, Stefania Pezzopane - sua potenziale avversaria nella conquista della leadership in vista delle elezioni - definendola “persona combattiva”. Insomma, non molla nemmeno per un attimo quello stile improntato alla correttezza e al rispetto per le istituzioni e gli avversari che tutti, anche i suoi nemici, gli riconoscono.

Ma, sentendolo parlare, non si può non avvertire, nelle sue parole, la sicurezza di chi ha già chiara la strategia da adottare per arrivare al traguardo più ambito e, nella sua voce, la nota di chi è consapevole della propria forza e per questo si sente già la vittoria in tasca.

D'Alfonso ha preferito non essere presente in tribunale al momento della lettura della sentenza. In compenso, nel pomeriggio, è venuto ugualmente all'Aquila per partecipare a un incontro con il sindaco Massimo Cialente e il neo vice sindaco (nonché suo ex accusatore in qualità di ex capo della procura di Pescara) Nicola Trifuoggi.

Dottor D'Alfonso, una domanda che immagino le abbiano rivolto, in queste ore, decine di persone. Cosa ha provato nell'apprendere la decisione del giudice del tribunale dell'Aquila?

Quella di oggi, credo, è la mia 53 esima assoluzione. Ho avuto sempre fiducia nei meccanismi procedurali di accertamento della verità previsti dall'ordinamento e non mi sono mai permesso di esprimere un giudizio fuori dalle aule di giustizia. Ho dimostrato una sensibilità liberal-democratica costruita sulla distinzione dei piani: da una parte la politica, dall'altra la giustizia. Ma alle assoluzioni continuo a desiderare le votazioni e le elezioni. Per cui da domani mi metterò in cammino per meritarmi una votazione elettiva, perché vorrei concorrere con tante persone di buona volontà a risolvere i problemi dell'Abruzzo, che sono gli unici che si meritano la mia avversione.

Aspettava questa assoluzione per dare ufficialmente avvio alla sua campagna elettorale?

Sì perché era anche odiosa l'articolazione della doverosa azione d'accusa e dovevo assolutamente controdedurre, attraverso il pronunciamento di un giudice terzo. Il mio avvocato mi ha sempre detto che attraverso il confronto dialogico tra accusa e difesa si sarebbe potuto far emergere la verità, non solo quella processuale ma anche la verità dei fatti e mi ha sempre rassicurato sul comportamento di straordinaria correttezza istituzionale tenuto dall'accusa e dal giudice terzo. Io da domani sarò intento a fare il mio lavoro per l'Abruzzo, consapevole di un fatto: che c'è bisogno di una nuova Regione che non lasci più nessuno in solitudine.

Le hanno fatto piacere le dichiarazioni rilasciate dai membri del suo partito subito dopo la lettura della sentenza, in primis quelle del segretario regionale Silvio Paolucci?

In questi 6 anni non mi sono mai occupato di politica attiva ma di studiare la storia d'Abruzzo, di occuparmi di conoscenza normativa, di organizzare appuntamenti di riflessione scientifica. Non mi sono occupato di competizioni elettorali. Tornerò a farlo da domani girando in lungo e in largo questa Regione, il programma prevede 8 comuni al giorno, ho già un'agenda impegnata da questo punto di vista. Ringrazio molto gli esponenti del mio partito che hanno già manifestato l'intenzione di “trascinare” il camion che mi trasporterà e che si chiamerà Regione. Mi aspetto primarie molto competitive e molto combattive, perché dobbiamo riguadagnare la partecipazione al voto degli abruzzesi, perché sono troppo pochi quelli che vanno a votare.

Stefania Pezzopane, che i sondaggi danno con le ali ai piedi, è un avversario che teme?

E' una persona che apprezzo molto: se dovessi fare il parlamentare imiterei lei al Senato e Giovanni Legnini alla Camera. Di Stefania invidio soprattutto la combattività. Quel che è certo è che l'azione di governo che si impianterà dentro la Regione Abruzzo ma soprattutto in favore del territorio dal giugno 2014 sarà un'azione di governo fatta da tante persone di buona volontà. Convocherò tanti a candidarsi con me, così come convocherò tanti a dirigere la mia decisione. Sulla candidatura deve essere Stefania a prendere una decisione. So che lei è capace di fare la cosa giusta e la cosa giusta è l'interesse dell'Abruzzo.

Si è confrontato anche con la direzione nazionale?

Sì, ho avuto modo di confrontarmi e ho registrato un atteggiamento che va oltre l'incoraggiamento. Naturalmente la direzione sta a Roma, le sorti dell'Abruzzo invece sono animate dal federalismo, dall'autonomia regionale. Siamo noi che dobbiamo stabilire gli obiettivi, che dobbiamo vincere le elezioni e insediare una nuova classe dirigente, finalmente vincente. Anche se io dichiaro già adesso che mi occuperò di accompagnare le decisioni dell'Abruzzo per cinque anni, perché cinque anni sono un'enormità se si hanno le idee.

Questa mattina era assente in tribunale ma nel pomeriggio ha incontrato, nella sede del Comune, il sindaco Cialente. Di che cosa avete parlato?

Ho comunicato a Cialente che la prima iniziativa legislativa che approveremo sarà di mettere al centro L'Aquila città capoluogo di Regione. Per evitare risentimenti territoriali e per andare alla ricerca dei duplicati, è trascorso tanto di quel tempo senza che nessun territorio abbia avuto quello di cui aveva bisogno per liberare le proprie potenzialità.

L'altra grande straordinaria iniziativa sarà una legge regionale obiettivo che approveremo ogni anno in sede di discussione della legge di stabilità regionale, per rendere certo agli abruzzesi quali saranno i grandi obiettivi strategici che nell'esercizio finanziario verranno perseguiti. Chiederemo agli abruzzesi di esprimere il loro giudizio o orientamento. Non si verificherà mai più, inoltre, che negli ultimi 12 mesi verranno approvate leggi elettorali. Non ci sarà spazio per astuzie o furbizie

Con Cialente avete parlato anche di ricostruzione?

Assolutamente sì. Abbiamo questa grande opportunità, il cantiere della ricostruzione, il cantiere più grande d'Europa, per le imprese, per le famiglie aquilane che devono riavere un ricovero abitativo, per i giovani che cercano lavoro: si tratta di esprimere tutte le opportunità di questa straordinaria circostanza amministrativa che riguarda L'Aquila e i Comuni del Cratere. Su questo tema ho visto distrazione e nascondimento. La Regione va percepita invece come una realtà alleata e alleabile con chiunque vuole fare

E' preoccupato per l'esito che potrebbero avere gli altri processi nei quali è imputato? Mi riferisco soprattutto al processo “Mare-Monti” e all'appello del cosiddetto processo “Housework”. Riguardo quest'ultimo, in primo grado è stato assolto ma – hanno osservato alcuni – per alcuni capi di accusa è stato assolto con la formula della prescrizione

Nel processo cosiddetto “Mari-Monti” mi contestano un concorso in falso nella redazione di una perizia geologica. Il concorso in falso nella redazione di una perizia geologica si può estrinsecare in due modalità: falso materiale, qualora fossi stato un geologo; falso ideologico, se avessi nominato un geologo. Il geologo, però, è stato nominato da De Dominicis, mio successore alla provincia di Pescara.

Per quanto riguarda “Housework”, c'è stata una prescrizione per una cena, credo di 900 euro, offerta da un tale ad un altro tale che stava in Consiglio regionale. Questo non significa che io ho chiesto e preferito la prescrizione ma che, poiché era prevalente la decadenza dei termini temporali, il giudice ha ritenuto opportuno rendere prevalente la decadenza dei termini temporali. Io ho chiesto al mio avvocato di fare in modo che in secondo grado quest'aspetto possa essere affrontato anche nel merito, come è accaduto nel cosiddetto concorso Dezio, dove sono stato assolto nel merito perché il fatto non sussiste. Se c'è un fatto per il quale per il quale decorrono i termini temporali – mi è stato spiegato - il collegio determina la prevalenza della decorrenza dei termini.

Sente di aver subito dei torti o delle ingiustizie?

No. A regole date la procura deve fare quello che ha fatto, l'avvocatura della difesa deve fare quello che ha fatto e la magistratura deve fare quello che ha fatto. Chi non condivide che accadano questi fatti deve modificare le regole. Questo l'ho suggerito anche ai politici nazionali del mio partito: ho visto, in alcune stagioni, una sarabanda di comunicati di solidarietà, che assomigliano all'ipocrisia che danza perché se una persona vuole esprimere prossimità e non condivisione per alcuni fatti che accadono, deve intervenire sulle regole. A regole date, la magistratura non può che fare quello che ha fatto.

Ultima modifica il Mercoledì, 05 Febbraio 2014 09:44

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