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Martedì, 14 Maggio 2019 14:32

Traforo, D'Alberto e Biondi: "Cittadini sotto ricatto e usati come scudi umani"

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"La minaccia di chiusura del traforo, a cui non crede più nessuno, è la riprova di come le popolazioni delle aree interne vengano usate come scudi umani nel braccio di ferro tra ministero dei Trasporti e Strada dei Parchi".

E' un atto d'accusa pesante quello lanciato dal sindaco dell'Aquila Pierluigi Biondi nei confronti della concessionaria che gestisce le autostrade A24 e A25.

Biondi - che ha già inviato a SdP una diffida pronta, dice, a trasformarsi in una denuncia per interruzione di pubblico servizio nella malaugurata ipotesi in cui la chisurua dovesse essere confermata - ha tenuto una conferenza stampa congiunta insieme al sindaco di Teramo Gianguido D'Alberto a margine del consiglio regionale straordinario in programma oggi a Palazzo dell'Emiciclo.

"Il traforo non chiuderà" hanno detto sia Biondi che D'Alberto, rinfrancati, evidentemente, dall'esito dell'incontro svoltosi ieri sera a Roma tra ministero dei Trasporti e Strada dei Parchi.

I due sindaci hanno comunque voluto mettere alcuni puntini sulle i, specie in relazione alla posizione assunta dalla società concessionaria: "Una posizione, oltre che irresponsabile, immotivata. Per quanto non competa a noi l'accertamento delle responsabilità in ordine ai reati contestati dalla magistratura, il problema del pericolo di inquinamento attiene alla gestione dell'autostrada nel suo complesso, non al transito dei mezzi".

Per D'Alberto e Biondi, che questa sera incontreranno il capo di gabinetto di Toninelli, Gino Scaccia, e forse lo stesso ministro, la minaccia di chiusura è una tattica che SdP sta usando per alzare la posta nelle trattative in corso con il ministero. "Il nostro territorio non può più essere sotto ricatto per esigenze che appartengono a interessi e rapporti molto chiari tra mit e Strada dei Parchi" ha detto D'Alberto mentre Biondi ha parlato di cittadini usati come "scudi umani".

Ma la battaglia dei territori non deve puntare solo a scongiurare la chiusura del traforo: "L'obiettivo di lungo termine" ha precisato D'Alberto "resta quello della messa in sicurezza dell'intero sistema Gran Sasso, che dovrà avere come interessi sovraordinati il diritto all'ambiente e quello alla salute dei cittadini".

E su questo punto, sia il sindaco di Teramo che quello dell'Aquila hanno ribadito che "il commissariamento non servirà a niente se non sarà accompagnato dallo stanziamento di risorse certe. Senza i soldi, il ricorso al commissario rischia solo di deresponsabilizzare tutti gli attori e i soggetti istituzionali coinvolti in questa vicenda". A cominciare proprio da Strada dei Parchi: pur essendo stato riconosciuto dallo stesso MiT, che l'ha scritto anche nero su bianco, che l'onere dei lavori di messa in sicurezza non spetta alla concessionaria ma allo stesso ministero, e dunque allo Stato, "Strada dei Parchi" ha osservato D'Alberto "non è un soggetto terzo ma è parte del problema e in quanto tale deve adoperarsi per risolverlo".

D'Alberto ha auspicato, sul tema, l'apertura di una discussione parlamentare "seria e strutturata", che difficilmente potrà esserci in sede di conversione del decreto Sblocca Cantieri, qualora sarà questo lo strumento normativo individuato dal governo per intervenire.

Biondi ha poi ricordato con qualche cifra che impatto avrebbe la chiusura a livello socio-economico sui due territori: "Basti ricordare che l'Università dell'Aquila è frequentata da 2400 ragazzi provenienti dalle province di Teramo e Ascoli Piceno e che dal 2014 al 2018 ci sono stati più di 8mila pazienti dell'area teramana ricoverati all'ospedale dell'Aquila. A sua volta, l'ospedale di Teramo è il centro di riferimento più vicino per le emergenze legate alla cardio-chirurgia e alla chirurgia toracica. Per non parlare delle convenzioni che l'Università dell'Aquila ha con la Asl di Teramo su alcune specializzazioni. E poi ci sono i laboratori del Gran Sasso, nei quali sono in corso esperimenti finanziati con fondi internazionali e che hanno bisogno della funzionalità continua, h24 e per 365 giorni l'anno, di tutte e due la gallerie. Il danno socio-economico e d'immagine sarebbe enorme".

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