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Martedì, 18 Giugno 2019 23:38

Approvata legge su equo compenso, più garanzie per i liberi professionisti

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Più garanzie per i liberi professionisti.

Il Consiglio regionale ha approvato la legge sull’“equo compenso”, che introduce una serie di prescrizioni a tutela delle prestazioni e della dignità dei lavoratori autonomi, anche di coloro che svolgono professioni non organizzate e che non sono iscritti a ordini o albi professionali.

Dopo il Lazio, che ha votato un provvedimento simile lo scorso aprile, anche la Regione Abruzzo si dota dunque di una legge che cerca di tutelare i professionisti non solo relativamente ai pagamenti attesi dagli enti pubblici, ma anche per lavori svolti per conto di committenti privati.

La legge passata all’unanimità in consiglio è frutto della collaborazione con gli ordini professionali e nasce dalla fusione di due distinte proposte - una a firma del presidente Lorenzo Sospiri e del consigliere della Lega Emiliano Di Matteo e l'altra dei consiglieri del M5S Pietro Smargiassi e Sara Marcozzi

L’equo compenso vuole aiutare i liberi professionisti a incassare quanto dovuto per le loro prestazioni in tempi celeri. In che modo? Obbligando in sostanza il committente privato a presentare all’ente pubblico fatture e quietanze, pena la sospensione del procedimento amministrativo (per esempio una concessione edilizia) in cui figura la prestazione del professionista.

La norma, almeno sulla carta, dovrebbe sia spingere i privati a rispettare i tempi dei pagamenti sia impedire il ricorso a metodi di pagamento irregolari, riducendo, di riflesso, l'evasione fiscale.

Alcuni emendamenti presentati dal centrosinistra, nella fattispecie da Giovanni Legnini e Americo Di Benedetto, hanno introdotto delle eccezioni: la procedura del blocco del procedimento amministrativo, ad esempio, non scatta in caso di pendenza di procedure concorsuali dei soggetti beneficiari delle prestazioni professionali (emendamento Legnini) o in caso di finanziamenti pubblici per i progettisti, come nel caso della ricostruzione post-sisma (emendamento Di Benedetto).  

Contestualmente, la legge predispone anche una serie di strumenti per garantire che la Regione, le società controllate e gli enti strumentali riconoscano compensi equi ai professionisti dei quali si avvalgono. Sarà la giunta regionale a fissare, nei prossimi mesi, i vari “prezzari”, a seconda delle categorie professionali e del tipo di procedimento.

“Da oggi il lavoro dei professionisti è più tutelato. Aiutiamo una categoria che ha sofferto la crisi economica a vedersi riconosciuto il diritto di essere retribuiti equamente per la propria professionalità” ha commentato il presidente del Consiglio regionale Lorenzo Sospiri. “Un risultato ottenuto grazie all'impegno del M5S che da tempo lavora con i portatori di interesse. Contrariamente a quanto avvenuto per i cinque anni precedenti, è stato possibile instaurare un percorso comune con la maggioranza per arrivare alla redazione del miglior testo possibile” hanno affermato Sara Marcozzi e Pietro Smargiassi.

Il Consiglio ha approvato anche una proposta di legge fuori sacco che ha stanziato 400mila euro in favore delle quattro Ater regionali per stanare abusivi e morosi - Domenico Pettinari (M5S) ha criticato la misura giudicando la cifra troppo bassa – e una norma che trasferisce alle Province 500mila euro (da ripartire in parti uguali) per il taglio dell’erba ai margini delle strade. Silvio Paolucci (Pd) ha attaccato però la maggioranza per aver bocciato un emendamento che proponeva di portare questo plafond a 900mila euro: “Con sole 500 mila euro divise per le quattro province, si otterrà un intervento iniquo, che penalizza le province che hanno maggiori problemi”.

Via libera anche anche a una norma che ha messo a disposizione dei Geni Civili regionali 300mila euro per interventi di primo soccorso in caso di calamità naturali e a una modifica della legge che ha istituito, lo scorso anno, la figura del Garante dell’Infanzia.

D’ora in poi, per poter ambire a tale incarico, bisognerà essere in possesso di specifica laurea in discipline giuridiche e umanistiche con competenze giuridico-amministratiea in materie concernenti i diritti dei minori, le problematiche dell'età evolutiva e la famiglia, nonché possedere un'esperienza almeno quinquennale nel campo a sostegno dell'infanzia, della prevenzione del disagio e dell'intervento sulla devianza minorile

Il Consiglio ha riconosciuto, con il voto contrario dei Cinque Stelle, anche un debito fuori bilancio di quasi 900mila euro per la ricapitalizzazione e il ripiano delle perdite della partecipata Abruzzo Sviluppo, un provvedimento adottato nel 2017 dalla giunta D’Alfonso.

A fine seduta, l’aula ha approvato all’unanimità una risoluzione urgente che impegna la giunta a tenere aperti tutti i tavoli di confronto per tutelare il futuro degli ex dipendenti della Mercatone Uno.

Ultima modifica il Mercoledì, 19 Giugno 2019 00:13

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