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Mercoledì, 19 Giugno 2019 00:08

Chiusura terme di Caramanico, in Consiglio regionale scontro maggioranza-opposizione

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E’ scontro tra maggioranza e opposizione in consiglio regionale sulla chiusura delle terme di Caramanico, in provincia di Pescara.

La struttura ha interrotto l’attività da diversi giorni, da quando l’azienda che la gestiva, la Società delle Terme spa, è entrata in liquidazione volontaria, a causa dei debiti – circa 21 milioni di euro – accumulati nei confronti di banche e fisco.

I danni della chiusura sono ingenti, in primis per i quasi 200 lavoratori rimasti all’improvviso senza occupazione e in secondo luogo anche per un territorio che basava da sempre la propria economia sul giro d’affari generato dalle cure termali.

La Società delle Terme si è detta disposta a far marcia indietro ma chiede alla Regione Abruzzo non solo un nuovo contratto per lo sfruttamento delle acque termali ma anche e soprattutto l’accreditamento come centro per la riabilitazione respiratoria e motoria, conditio sine qua non per andare avanti.

Nell’ultima finanziaria regionale erano stati stanziati 2,9 milioni di euro in favore dell’azienda, che però chiede garanzie sui servizi di riabilitazione.

Nei giorni scorsi il centrosinistra, per bocca del consigliere regionale Silvio Paolucci e dell’ex sottosegretario alla presidenza nonché ex sindaco di Caramanico Mario Mazzocca avevano attaccato la giunta accusandola di non impegnarsi a sufficienza per salvare la struttura.

"Paolucci e Mazzocca si dicono preoccupati per il nostro silenzio ma noi siamo preoccupati perché continuano a strumentalizzare la realtà" affermano in una nota congiunta gli assessori Mauro Febbo, Nicoletta Verì, Nicola Campitelli, Piero Fioretti ed il presidente del Consiglio regionale, Lorenzo Sospiri, replicando sulla situazione delle terme di Caramanico.

"Hanno governato per cinque anni - sottolinea Febbo - ma non si sono accorti del dissesto economico e finanziario in cui versava la società che gestisce terme e albergo. Fanno riferimento a fondi per 1 milione e 700 mila euro, relativi al periodo 2016-2018, ma stranamente dimenticano di spiegarci perché non li hanno erogati".

"Quella di Caramanico - spiega l’assessore alla Salute Verì - è una struttura accreditata per le cure termali con un budget di oltre 3 milioni di euro ma non sono riusciti a utilizzarli integralmente negli anni 2016, 2017 e 2018 nel corso dei quali la situazione delle terme è, perlatro, peggiorata. Perché l'allora assessore Paolucci non ha provveduto ad assegnare quelle risorse non utilizzate? Semplicemente perché per questa struttura manca la contrattualizzazione che non può prescindere dal processo di riconversione e dall'effettivo bisogno assistenziale su base regionale. Ci sta chiedendo qualcosa che loro (Paolucci e Mazzocca in primis) non hanno fatto e lo sanno benissimo. Al momento – rimarca Nicoletta Verì – stiamo lavorando a un progetto per le terme di Caramanico da presentare al Tavolo di monitoraggio".

In merito ai 900 mila euro previsti dalla legge di stabilità 2019, l'assessore Nicola Campitelli spiega che si tratta “di risorse che non sono assegnate all'attività sanitaria diretta ma solo per il termalismo regionale e allo sviluppo di nuove aree termali, sempre su base regionale. Paolucci e Mazzocca fanno finta di non conoscere la portata della norma in quanto a questi fondi è possibile accedere solo attraverso un bando regionale al quale non possono partecipare sicuramente i soggetti in stato di liquidazione volontaria come purtroppo quelle di Caramanico".

"Per quanto riguarda l’attivazione di procedure di salvaguardia dei lavoratori – concludono Febbo e Fioretti - abbiamo convocato un tavolo di crisi per il prossimo 25 giugno e in quell’occasione saranno valutate tutte le ipotesi utili”.

La replica di Paolucci e Mazzocca

“La campagna elettorale è finita. Muovetevi!", è la secca replica di Silvio Paolucci e Mario Mazzocca alle "esternazioni di chi, come gli assessori Febbo, Verì, Campitelli e Fioretti e del presidente del Consiglio regionale Lorenzo Sospiri, la realtà non la conoscono affatto. Ben 5 figure istituzionali per scrivere solo 27 righe di comunicato. E' l'ora dei fatti, non delle frottole, soprattutto dopo i loro roboanti proclami”.

“Sono 4 mesi che stanno lavorando a questo fantomatico "progetto per le terme di Caramanico da presentare al Tavolo di monitoraggio" che ancora vede la luce. Ma se un mese fa avevano promesso, chi più chi meno, di risolvere la situazione in due settimane ? Il Tavolo di Crisi istituito presso il Mise è ancora in attesa che la Verì batta un colpo”.

“Noi abbiamo ereditato dalla maggioranza Chiodi (di cui sia Febbo che Sospiri e Verì erano autorevoli esponenti) una situazione che vedeva la concessione scaduta e prorogata per ben due volte, la legge regionale sul termalismo con 0 euro di stanziamento per tutti i loro 66 mesi, le strutture termali locali non accreditate, nessuna risposta al finanziamento delle piscine termali (nonostante ben 14 solleciti nell'arco di 5,5 anni). Noi in poco più di 4 anni, abbiamo risolto il nodo delle concessioni (DGR n.101 del 17 febbraio 2015), quello dell'accreditamento istituzionaale (Decreto del Commissario per la Sanità n.81 del 12 agosto 2016), finanziato con 1,6 milioni di euro il progetto delle piscine termali (DGR n.165 del 6 aprile 2017 e n.626 del 27 ottobre 2017), approvato (atto n.26 del 1° febbraio 2019) il «Documento Qualificazione Sanitaria nel Settore Termale - Linee d'Indirizzo», e infine rifinanziato (dopo 10 anni !) la L.R. n.15 sul Termalismo con €.900.000 stanziate con la «Legge di Stabilità Regionale 2019» (con il voto contrario di Febbo e Sospiri!)".

"E' ora di fare, di agire. Siamo preoccupati per la lentezza che contraddistingue questa Giunta Regionale e anche per la difficoltà che taluni hanno nel leggere le carte. Sappiamo benissimo che i 900 mila euro previsti dalla legge di stabilità 2019 riguardano risorse "che non sono assegnate all'attività sanitaria diretta ma solo per il termalismo regionale"; ciò che l'assessore Campitelli ignora è che tali fondi sono destinati al termalismo in attività e che supportano il tema della residenzialità, propedeutico all'attività riabilitativa in senso stretto, per l'assegnazione del quale hanno già da tempo a disposizione una bozza di bando-regolamento concertato fra gli uffici regionali ed il Comune di Caramanico Terme fin dal mese di gennaio scorso. Ora ci si dice di attendere "un tavolo di crisi per il prossimo 25 giugno e in quell'occasione saranno valutate tutte le ipotesi utili". Ignorano forse che un tavolo di crisi è già da tempo aperto dal Ministero dello Sviluppo Economico che sta attendendo una risposta dalla Regione?”.

“Intanto – concludono Paolucci e Mazzocca -, dopo l'enorme mole di lavoro da noi svolta negli ultimi anni, procedano immediatamente:
1. ad applicare il documento tecnico elaborato dalla Azienda Sanitaria Regionale "Qualificazione sanitaria nel settore termale" che contempla la possibilità per le Terme di Caramanico di erogare prestazioni riabilitative;
2. ad attivare senza indugio le procedure per l'impiego dei 900mila Euro disponibili nella Legge di Stabilità Regionale 2019, attuando la Delibazione del 1° febbraio 2019 di approvazione del citato documento dell'ASR;
3. ad avviare la sperimentazione di un modello organizzativo assistenziale, senza gravare di maggiori oneri il Sistema Sanitario Regionale;
4. a concedere il fondo di 1 milione di euro per il 2° lotto funzionale delle piscine termali comunali, finanziato con le "prime economie di spesa rinvenienti da ribassi d'asta", ad oggi già concretizzatesi”.

Ultima modifica il Mercoledì, 19 Giugno 2019 23:25

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