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Venerdì, 26 Luglio 2019 15:52

Tar sospende efficacia delle norme tecniche d'attuazione al Prg, Il Passo Possibile: "Cosa succederà ora? A perdere sono le frazioni"

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"Con la sospensiva concessa ieri dal TAR in merito alla modifica delle norme sul Prg, non vince la correttezza delle procedure, non vince la Soprintendenza né tantomeno vince l'opposizione: perde solo la ricostruzione delle frazioni, argomento tra i maggiori cavalli di battaglia di questa amministrazione in campagna elettorale".

A dirlo sono il capogruppo del Passo Possibile Paolo Romano e il consigliere Elia Serpetti che si domandano: "Cosa succederà adesso? Si perderà ancora altro tempo tra il giudizio del TAR e i successivi gradi di giudizio che sicuramente non mancheranno e sarà solo tempo sottratto alla ricostruzione privata delle frazioni, con buona pace di tutti quei proprietari e tecnici incaricati che invece speravano di snellire il processo di ricostruzione tramite le sostituzioni edilizie", la risposta.

Tecnici e cittadini, in effetti, si troveranno davanti ad un bivio: "scegliere di adottare le regole valide con la delibera di Consiglio n.109 del 2016, vale a dire il restauro conservativo, oppure attendere i gradi di giudizio del ricorso, esponendosi alle penalizzazioni previste in caso di ritardi o, peggio, al rischio di commissariamento previsto in caso d'inerzia. Molto probabilmente, alla fine, anche in caso di vittoria legale dell'amministrazione, il tempo perduto relegherà gli effetti della delibera n. 21 del 2019 ad una percentuale molto ristretta. Questi sono gli effetti che si ottengono quando si tenta di piegare il diritto amministrativo alle volontà politiche senza rispetto alcuno della procedura".

Romano e Serpetti sottolineano come si tratti, prima che di merito, di un problema di metodo, "più volte sottolineato anche con specifiche pregiudiziali in consiglio comunale. Modificare nella sostanza la delibera nel suo atto conclusivo non è possibile se non attraverso l'apertura di un nuovo procedimento, attraverso fasi di pubblicità e di recepimento dei pareri, come quello della Soprintendenza: tutti gli interventi previsti nelle aree interessate dalla presente variante al piano vigente dovranno essere preventivamente autorizzate dalla stessa ai fini del rilascio dell'autorizzazione di competenza ai sensi dell'art.21 del Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio. Non rispettare quanto specificamente declinato dalle norme equivale a porsi consapevolmente e colpevolmente nelle condizioni di ricorsi legali, a maggior ragione se non si è mai chiesto preventivamente un incontro e una concertazione con l'istituzione deputata alla tutela della cultura storica del territorio, cioè la Soprintendenza". 

Le associazioni contrarie: "Avevamo visto giusto"

"Le nostre associazioni, così come la Soprintendenza, hanno visto giusto nel sollevare seri dubbi, sia nel merito che nel metodo della delibera comunale. Tanto che siamo giunti a diffidare l'Amministrazione affinchè revochi la delibera in auto-tutela. Poichè ad oggi non ci risulta pervenuto alcun chiarimento da parte dell'Amministrazione, facciamo notare che mai come ora, cioè dopo un simile pronunciamento del TAR, dovrebbe dare un risposta chiara alle questioni che abbiamo posto".

A scriverlo, in una nota, sono le associazioni Istituto Nazionale di Urbanistica; Abruzzo-Molise Italia Nostra, sezione Carlo Tobia L'Aquila; Archeoclub Onlus, sede dell'Aquila; Legambiente Abruzzo Beni Culturali; Pro Natura Abruzzo, che fin da subito si erano dette contrarie alle nuove norme.

"Non chiediamo il ritorno ad una retriva cultura vincolistica ed iper-normativa, ma promuoviamo piuttosto la cultura dialogica dell'ascolto: esercitiamo il diritto alla cittadinanza attiva, affinché tutti i cittadini possano partecipare ed essere consapevolmente informati ed inclusi nei processi decisionali di questa amministrazione. Elaboriamo insieme delle linee guida generali, che completino l'attuale indirizzo manchevole e confuso della ricostruzione di queste frazioni. Queste meritano pari dignità e parità di trattamento in ogni loro parte e rispetto al centro città. Da parte nostra non mancherà mai la disponibilità al confronto. Si deve tutelare e valorizzare il patrimonio storico-paesaggistico, perchè esso è il fondamento delle identità e delle piccole economie dei nostri borghi. Questo preziosissimo patrimonio dà senso e valore alle nostre vite e al nostro paesaggio poichè non è soltanto materiale ma ancor prima è un patrimonio immateriale: la cultura dei luoghi, degli usi e dei costumi, dei riti, dei toponimi, delle tecniche costruttive e di quelle rurali esistono perchè esistono ancora quelle pietre che compongono i nostri borghi".

Ultima modifica il Venerdì, 26 Luglio 2019 20:28

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