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Giovedì, 22 Agosto 2019 13:27

Crisi di governo, Mattarella prende tempo: parlerà alle 20. Di Maio: "Dieci punti per un governo di svolta"

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Crisi di governo, Mattarella prende tempo: parlerà alle 20. Di Maio: "Dieci punti per un governo di svolta" Delegazione PD in Quirinale

Dieci obiettivi prioritari per il Paese, Mettendo il taglio dei parlamentari al primo posto: poi, la legge sul conflitto di interessi, la riforma della Rai, un green new deal, un piano per il rilancio del Sud, la riforma del sistema bancario, la tutela dei beni comuni a partire da acqua e sanità.

Il leader politico del Movimento 5 Stelle, Luigi Di Maio, detta i suoi dieci punti su cui costruire una maggioranza alternativa: sono state "avviate le necessarie interlocuzioni" aggiunge, e pur senza citare il Pd, traccia il profilo di una nuova alleanza; allontanando di fatto le elezioni anticipate perché - ribadisce - "l'economia ci preoccupa".

Assolutamente ermetico Di Maio, al termine dell'incontro con il Capo dello Stato che, di fatto, hanno chiuso le consultazioni che, in giornata, hanno visto salire al Quirinale le delegazioni dei gruppi parlamentari numericamente più consistenti. E se la posizione di Giorgia Meloni e Silvio Berlusconi era scontata, "governo di centrodestra o ritorno alle urne", il segretario dem Nicola Zingaretti ha ribadito a Mattarella la posizione assunta ieri, all'unanimità, dalla direzione nazionale: "siamo disponibili ad un accordo con il Movimento 5 Stelle per dar vita ad un governo politico di svolta - il senso delle parole di Zingaretti - a condizione che sia un esecutivo per la legislatura, capace, cioé, di arrivare al 2023, basato sulla necessaria discontinuità e su un’ampia base parlamentare".

Qui sta il nodo. 

A quanto apprende Repubblica, le condizioni poste dal Pd - oltre ai 5 punti dettati ieri - sarebbero piuttosto difficili da digerire per il Movimento 5 Stelle: primo punto, abolizione totale dei due decreti sicurezza; secondo punto: accordo di massima, prima della formazione del governo, sulle misure della manovra economica; terzo punto: no alla legge della riforma sul taglio dei parlamentari come è stata scritta e votata fino ad oggi.

E non è un caso che Di Maio, nei suoi dieci punti che, a dire il vero, hanno il sapore del libro dei sogni più che di un programma crediibile di legislatura, abbia posto invece il taglio dei parlamentari come primo punto sul tavolo della trattativa. D'altra parte, da ambienti M5S era filtrato un malcelato nervosismo rispetto alle ultime mosse della segreteria dem. Le tre condizioni 'non negoziabili' - e pesantissime nella trattativa con i 5 Stelle - che Nicola Zingaretti avrebbe posto durante il colloquio al Colle hanno provocato una certa tensione anche tra i renziani: "Ci aspettiamo che vengano smentite" dice un big dell'area ricordando che è stata data "piena fiducia e pieno sostegno al segretario" e che "in Direzione non abbiamo né discusso né votato quei 3 punti".

Strategie? E' probabile. "Il dialogo con il Pd deve andare avanti senza che le minoranze interne alle varie forze possano farlo saltare", tengono a far trapelare fonti qualificate del Movimento 5 stelle. Le stesse fonti fanno notare che in occasione di alcuni contatti a livello parlamentare con esponenti Pd, i tre paletti del segretario dem sono stati 'ammorbiditi' mentre è stata ribadita la linea votata all'unanimita' ieri in direzione". Di certo, l'interlocuzione è avviata: tuttavia, la decisione di Mattarella di prendersi un paio di ore di tempo prima di parlare al Paese, lascia intendere come la situazione sia assolutamente fluida e ancora da decifrare. 

Il Capo dello Stato aveva lasciato trapelare di attendere risposte chiare, visti i tempi contingentati: se in questi minuti si troverà una quadra tra M5S e Pd, almeno per imbastire una bozza di programma condiviso, Mattarella lascerà qualche giorno di tempo per addivenire ad un accordo; altrimenti, potrebbe sciogliere immediatamente le Canere, così che si possa votare entro la prima settimana di novembre. A meno che non si arrivi ad un riavvicinamento, al momento improbabile ma non da escludere completamente, tra M5S e Lega. In questo senso, Matteo Salvini ha lasciato intravedere la possibilità di un riavvicinamento.

Ultima modifica il Giovedì, 22 Agosto 2019 18:52

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