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Martedì, 03 Settembre 2019 00:35

Governo M5S-PD, destino appeso a Rousseau: oggi il voto degli iscritti

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"Si è fatto un gran parlare della vicepresidenza del Consiglio dei ministri e si è detto che la trattativa si era bloccata per questo: ma non è vero. Abbiamo saputo che il Pd ha fatto un passo indietro rinunciando al suo vicepremier e quindi il problema non sussiste più".

Con un video pubblicato in serata su Facebook, Luigi Di Maio ha formalizzato il passo indietro rispetto alla richiesta di una poltrona da vice presidente del Consiglio; una decisione che arriva a qualche ora dal voto su Rousseau degli iscritti pentastellati e che, di fatto, accellera l'accordo verso un governo M5S-PD.

Di Maio ha fatto un invito al voto agli attivisti senza specificare la sua preferenza: "Ora tocca a voi iscritti decidere, perché per il M5S è un valore irrinunciabile. E voglio rivolgermi a chi in queste ore ha dei dubbi: non c’è un voto giusto o un voto sbagliato, ci sono le vostre idee e la somma delle vostre idee indirizzerà il Movimento".

Nel pomeriggio, il premier incaricato aveva incontrato a Palazzo Chigi i capigruppo di Pd e M5S per discutere del programma di governo. "Con Zingaretti e Di Maio abbiamo una grande opportunità per migliorare e cambiare l'Italia, fare il bene del paese, per aprire una stagione riformatrice. E' una fase cruciale da affrontare con ragionevolezza e determinazione. Abbiamo grandi e buone idee da realizzare per questo paese", le parole di Conte.

"Durante le consultazioni ho registrato consonanza tra Pd, M5s e altre forze di sinistra sugli obiettivi da raggiungere", ha aggunto; spiegando di aver accettato "con riserva l'incarico conferito dal presidente della Repubblica per valutare meglio se davvero vi sono le premesse e la piena convinzione di dar vita a un progetto politico serio, sostenibile, che possa essere utile per il Paese". Conte si è detto ottimista: "Non servono super eroi, serve un governo forte e stabile di cui io sarò il primo responsabile, sto lavorando per essere affiancato da una "squadra di governo autorevole ed efficiente".

Dunque, anche Conte si è rivolto agli iscritti alla piattaforma Rousseau: "Non mi sfuggono le ragioni di perplessità. Ricordo - dice però - che il M5s ha detto in modo molto chiaro prima delle elezioni che se non avesse avuto la maggioranza avrebbe realizzato il programma con le forze disponibili a farlo. A voi dico di non tenere nel cassetto queste idee e questi sogni: tirateli fuori, oggi più che mai ne abbiamo bisogno".

Di fatto, il destino del governo M5S-PD, sebbene il presidente della Repubblica Sergio Mattarella abbia affidato l'incarico a valle delle consultazioni con le forze partitiche che hanno rappresentanza parlamentare, in spregio alla Costituzione e al buon senso è appeso al voto degli iscritti ad una piattaforma privata, già hackerata e già sanzionata in aprile dal Garante della Privacy Antonello Soro, in quanto non garantiva né la sicurezza né la segretezza del voto degli iscritti, il cui risultato può essere manipolato - senza lasciare traccia - dagli amministratori del sistema.

La Casaleggio Associati ha assicurato di avere adottato alcune migliorie mirate a garantire la libertà e la segretezza del voto; tuttavia, rimangono i dubbi sull'uso di uno strumento su cui, come rileva il Garante, "sono state evidenziate persistenti criticità" e che potrebbe essere condizionante per il futuro del Paese.

Gli iscritti alla piattaforma - sono 115.372 gli aventi diritto al voto, appena l'1% dell'elettorato grillino alle ultime politiche - saranno chiamati ad esprimersi dalle 9 alle 18. Il quesito è: "Sei d'accordo che il MoVimento 5 Stelle faccia partire un Governo, insieme al Partito Democratico, presieduto da Giuseppe Conte?".

Stavolta, una domanda assolutamente esplicita a differenza di quanto accadde il 18 maggio del 2018, allorquando stava nascendo il governo gialloverde, col voto su Rousseau che chiedeva l'approvazione del "contratto di governo del cambiamento" non citando la Lega.

I precedenti ci dicono che l'affluenza alle consultazioni è piuttosto bassa: al quesito sul mandato zero, il 25 e il 26 luglio scorsi, risposero appena in 25 mila. Un pochino più alta la partecipazione alle europarlamentarie (primo turno, 31 marzo 2019: 37.256 votanti; secondo turno, 4 aprile 2019: 32.240). Il massimo dei votanti si è raggiunto nella consultazione sul caso Diciotti, che coinvolgeva l'alleato di governo Matteo Salvini: era il 18 febbraio 2019 e votarono in 52.417. Infine alle Parlamentarie del 3 febbraio 2018 votarono in 39.991. Per l'alleanza fra M5s e Lega, il 18 maggio 2018, i votanti furono 44.769.

Vedremo quanti saranno i voti alle 18 di questa sera.

Ultima modifica il Martedì, 03 Settembre 2019 08:30

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