Martedì, 10 Settembre 2019 00:03

Conte incassa la fiducia alla Camera: 343 sì, 263 no. Oggi il dibattito in Senato

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Conte incassa la fiducia alla Camera: 343 sì, 263 no. Oggi il dibattito in Senato Reuters

In serata, la Camera dei Deputati ha votato la fiducia al governo Conte.

I sì sono stati 343 i no 263, gli astenuti 3.

I deputati hanno concesso il via libera al nuovo governo dopo aver discusso tutto il pomeriggio e ascoltato la replica del presidente del Consiglio; un discorso a singhiozzo, interrotto continuamente dai banchi del centrodestra. Alcuni deputati seduti nella parte alta dell'emiciclo sono arrivati a sollevare una poltrona, gridando "cadrega" - poltrona in veneto - e intonando il coro "poltrona, poltrona".

Come ampiamente annunciato, hanno votato a favore del nuovo esecutivo il Movimento Cinque Stelle, il Pd e Liberi e Uguali; contro, invece, la Lega, Forza Italia e Fratelli d'Italia. I partiti di Giorgia Meloni e Matteo Salvini, oltre a dire no alla fiducia al governo, hanno espresso la loro contrarietà al nuovo esecutivo con una manifestazione in piazza Montecitorio alla quale, però, non ha partecipato Forza Italia.

Oggi sarà il Senato a dover concedere la fiducia all'esecutivo; anche a Palazzo Madama non dovrebbero esserci problemi di tenuta della maggioranza M5S-PD: l'asticella dovrebbe fermarsi al massimo a quota 172, anche se sono possibili defezioni dell'ultima ora. Nel dettaglio: Movimento e Pd hanno 155 voti (non si contano i due dissidenti interni, il 5S Gianluigi Paragone e il dem Matteo Richetti, più un'altra senatrice assente da tempo), ai quali vanno sommati undici senatori del Misto - quattro sono di LeU, quattro ex grillini, due del Maie e Riccardo Nencini - tre del gruppo delle Autonomie, tre senatori a vita (Liliana SegreElena Cattaneo e, probabilmente, Mario Monti). Altri tre senatori, quelli dell'Svp, si asterranno, ma poi sosterranno l'esecutivo nel corso della navigazione.

Conte ha illustrato alla Camera e al Paese quali sono le direttrici sulle quali intende indirizzare il suo governo, un esecutivo che, nelle intenzioni, dovrà avviare una stagione di riforme. "Prima di avviare le mie comunicazioni concedetemi di rivolgere un saluto e un ringraziamento al presidente della Repubblica, un riferimento imprescindibile", le prime parole del presidente incaricato. "Il programma che mi accingo a presentare è una sintesi che guarda al futuro", ha aggiunto, "questo progetto politico segna l'inizio di una nuova stagione riformatrice". Del programma "sarò il garante e il primo responsabile", ha assicurato Conte. Che ha poi citato Saragat - "fate che il volto di questa Repubblica sia un volto umano" - per sottolineare il cambiamento dei toni rispetto all'esperienza precedente a trazione salviniana: "Io e tutti i miei ministri - ha affermato il premier - prendiamo il solenne impegno, oggi davanti a voi, a curare le parole, ad adoperare un lessico più consono e più rispettoso delle persone, della diversità delle idee. La lingua del governo sarà mite, l'azione non si misura con l'arroganza delle parole".

Si parte dai temi economici, la legge di bilancio innanzitutto. "Sono molte le sfide che ci attendono, a partire dalla prossima sessione di bilancio, che dovrà indirizzare il Paese verso una solida prospettiva di crescita e di sviluppo sostenibile, pur in un quadro macroeconomico internazionale caratterizzato da profonda incertezza". Lo scopo principale è "evitare l'aumento dell'Iva e avviare un alleggerimento del cuneo fiscale".

La sfida sul piano interno "è quella di ampliare la partecipazione alla vita lavorativa delle fasce di popolazione finora escluse. Esse si concentrano soprattutto tra i giovani e le donne - ha sottolineato Conte - particolarmente nel Mezzogiorno. Vogliamo offrire loro, come a tutti gli altri lavoratori, opportunità di lavoro, salari adeguati e condizioni di vita degne di un Paese civile".

La famiglia sarà al centro dell'azione di governo, a partire dalla promessa gratuità degli asili nido: "Scuole e università di qualità, asili nido e servizi alle famiglie, specialmente quelle con figli, saranno le prime leve sulle quali agire. Il primo, immediato intervento sarà sugli asili nido. Questo governo si adopererà per la cancellazione totale della retta degli asili nido a partire dal 2020-2021" per i redditi più bassi.

Dunque, Conte ha promesso "la revisione delle concessioni autostradali, senza sconti", ribadendo l'imporganza della innovazione tecnologica e della digitalizzazione per le imprese, "oltrechè la pubblica amministrazione, a trasformare l'Italia in una vera e propria smart nation". Per il premier, di qui a un anno, l'obiettivo è "una unica identità digitale", oltre a più investimenti sulla banda larga.

Altro snodo chiave dell'azione di governo sarà l'ambiente. "Nella prospettiva di un'azione riformatrice coraggiosa e innovativa, obiettivo primario del governo sarà la realizzazione di un 'green new deal', che promuova la rigenerazione urbana, la riconversione energetica verso un progressivo e sempre più diffuso ricorso alle fonti rinnovabili, la protezione della biodiversità e dei mari, il contrasto ai cambiamenti climatici".

Non è mancato un riferimento alle zone terremotate: "la ricostruzione sarà una questione prioritaria di questo governo. Il mio primo impegno pubblico in Italia sarà proprio la visita ad alcuni Comuni colpiti dal sisma: incontrerò sindaci, rappresentanti delle istituzioni locali, semplici cittadini".

Quanto al delicato tema migranti, Conte ha ribadito la necessità di un approccio strutturale e non più emergenziale, "anche attraverso una normativa che persegua la lotta al traffico di persone e all'immigrazione clandestina, ma che affronti più efficacemente i temi dell'integrazione per coloro che hanno diritto a rimanere e dei rimpatri. Rivedremo la disciplina relativa alla sicurezza alla luce delle osservazioni formulate dal presidente della Repubblica. Non si può più prescindere da un'effettiva solidarietà con gli altri paesi europei".

Conte ha poi annunciato una riforma fiscale chiara e trasparente, affinché "le tasse le paghino tutti ma meno"; ha accennato anche alla riduzione del cuneo fiscale, al salario minimo, a una legge sulla rappresentanza sindacale. E a una norma sulla parità di genere negli stipendi.

"Per quanto riguarda il tema delle riforme costituzionali - ha proseguito - è nostra intenzione chiedere l'inserimento, nel primo calendario utile della camera dei deputati, del disegno di legge costituzionale che prevede la riduzione del numero dei parlamentari". Ma ha puntualizzato: "Questa riforma dovrà essere accompagnata da un percorso di garanzia costituzionale, per consentire a tutte le forze politiche di essere rappresentate in Parlamento". In questo quadro rientra anche una nuova legge elettorale: "Occorrerà avviare un percorso di riforma, quanto più possibile condiviso in sede parlamentare, del sistema elettorale".

Conte non è sfuggito al tema dell'autonomia differenziata, tanto caro alla Lega: sarà portata a termine, a patto che sia "giusta e cooperativa", ossia con l'obiettivo di garantire ai cittadini di tutte le regioni "la medesima qualità dei servizi", in modo da non creare "un Paese e due velocità".

Deciso il riferimento all'Europa: è necessario "migliorare il patto di stabilità e di crescita e la sua applicazione, per semplificarne le regole, evitare effetti pro-ciclici e sostenere gli investimenti a partire da quelli legati alla sostenibilità ambientale e sociale", tuttavia "difendere l'interesse nazionale - ha aggiunto - non significa abbandonarsi a sterili ripiegamenti isolazionistici, ma mettere la propria Patria al di sopra di tutto e non farsi mai condizionare da pressioni di poteri economici e da indebite influenze esterne".

Un accenno anche alla riforma della giustizia civile, penale e tributaria "anche attraverso una drastica riduzione dei tempi, e una riforma del metodo di elezione dei membri del Consiglio superiore della Magistratura. Questo piano riformatore dovrà salvaguardare il fondamentale principio di indipendenza della magistratura dalla politica". La tutela dei beni comuni, infine, "un valore essenziale, che dobbiamo adoperarci per presidiare a tutti i livelli. Intendiamo approvare in tempi celeri una legge sull'acqua pubblica, completando l'iter legislativo in corso".

 

 

Ultima modifica il Martedì, 10 Settembre 2019 09:49

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