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Venerdì, 04 Ottobre 2019 13:02

Cultura, Costanzi: "Mancano spazi adeguati per manifestazioni di richiamo, sciatteria politica e amministrativa". FdI: "Pd smemorato"

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"La conclamata mancanza di spazi adeguati da adibire a manifestazioni al chiuso che prevedano il richiamo di un ingente numero di spettatori è l'ultimo tassello, in ordine di tempo, circa le motivazioni del muro contro muro che il sindaco sta portando avanti con il Ministero sul Festival degli Incontri in città; un atteggiamento che probabilmente porterà alla perdita del finanziamento per L'Aquila. La possibilità di rinviare l'evento di uno o due mesi e farlo rientrare comunque nelle celebrazioni del decennale, come del resto previsto nelle more del finanziamento ministeriale, è infatti impedita da questa mancanza".

A dirlo è di Fabiana Costanzi, responsabile cultura del Partito Democratico.

A lanciare l'allarme sulle strutture adibite alla cultura presenti in città, ma inagibili e dunque inutilizzabili, sono le stesse associazioni culturali del territorio; "parliamo del ridotto del teatro comunale, dell'auditorium di Renzo Piano, della sala Florio della Guardia di Finanza", ricorda Costanzi; "un totale di circa 1600 posti che perde la città in termini di fruizione anche per la prossima stagione culturale. Senza contare le incompiute perenni del Palajapan e del palazzetto dello sport di viale Ovidio, spazi che, benché destinati ad eventi sportivi, potrebbero accogliere pubblico anche per altri tipi di spettacoli, qualora le rassicurazioni dell'assessore delegato sul procedere dei lavori abbiano finalmente un seguito".

"Biondi, preso dalla crociata contro tutto quello che a suo insindacabile giudizio abbia anche solo un sentore di sinistra - l'affondo - non ha in questi due anni e mezzo trovato il tempo di occuparsi delle autorizzazioni che alcuni spazi culturali richiedevano per avere l'agibilità, giudicando invece necessario liberararsi dei ragazzi di Gran Sasso Anno Zero e dunque del Festival della Montagna o dell'organizzazione del Festival della Partecipazione. Quando sei anni fa L'Aquila coltivò il sogno di diventare, nell'anno del suo decennale, Capitale della Cultura, nessuno avrebbe mai immaginato che la città, benché destinataria di ingenti fondi pubblici per la realizzazione di eventi culturali di celebrazione e ricordo, non avrebbe avuto spazi adeguati allo svolgimento di quelle stesse attività qualora fossero da prevedere al chiuso".

Una "sciatteria" politica e amministrativa che rischia di paralizzare l'attività delle associazioni culturali e getta una nuova luce sulle politiche culturali della città. 

La replica di Malafoglia (FdI): "Pd smemorato: Amministrazione risolve problemi lasciati in eredità dal centrosinistra"

"A chi nel Partito Democratico parla di spazi per la cultura e responsabilità dell'amministrazione comunale sarebbe stato utile informarsi prima di sparare nel mucchio senza aver minimamente idea di cosa stesse parlando".

Lo dichiara il portavoce di Fratelli d'Italia, Michele Malafoglia, replicando alla nota diffusa dal Pd sui luoghi deputati ad ospitare spettacoli, kermesse e incontri culturali.

"L'Auditorium del Parco è aperto e ospita iniziative di ogni tipo, tutti i giorni, mentre rispetto all'Auditorium situato all'interno della scuola della finanza a Coppito la competenza non è, oggi come in passato, del Comune dell'Aquila" spiega Malafoglia. "Rispetto al Ridotto del Teatro comunale la responsabile cultura Pd dovrebbe spiegare alla città come mai la passata amministrazione di centrosinistra, di cui pure faceva parte, non sia mai stata in grado, dal 2010 in poi, di produrre le documentazioni e le certificazioni necessarie in tema di sicurezza, antincendio e per adeguarlo agli standard normativi imposti dalla legge. Un pasticcio, come le decine lasciati in eredità da Cialente&company a questa città, che l'attuale amministrazione sta regolarizzando cercando di arrivare in tempi rapidi alla definizione delle questioni burocratiche necessarie per consentire lo svolgimento delle attività concertistiche e teatrali delle istituzioni culturali cittadine".

"La solerte esponente democrat pensi, piuttosto, alla sciatteria che la circondava e la circonda tutt'ora: spieghi come mai i suoi amici di partito e coalizione sono stati capaci di inaugurare uno stadio, il Gran Sasso d'Italia, senza avere le necessarie autorizzazioni in tema di agibilità. Tanto è vero che prima l'ex sindaco e poi l'attuale primo cittadino Pierluigi Biondi erano costretti, di volta in volta, a concedere deroghe temporanee per consentire lo svolgimento delle partite di calcio e manifestazioni sportive. Una situazione che questa maggioranza ha risolto, realizzando interventi previsti dalla legge e adeguando l'impianto rispetto alle prescrizioni imposte dalla commissione provinciale di vigilanza sui locali di pubblico spettacolo, e che ha bloccato per sempre il ricorso a permessi temporanei per la fruizione del campo sportivo di Acquasanta" sottolinea Malafoglia.

"Sarebbe bastato un piccolo sforzo di memoria, o magari informarsi, a quelli del Pd per non fare l'ennesima figuraccia da pressapochisti e dilettanti allo sbaraglio" conclude l'esponente di Fdi aquilano.

Fabiani: "Politica dovrebbe risolvere problemi non tracciare linee di demarcazione"

"Il portavoce aquilano di Fratelli d'Italia deve capire che non sta più all'oratorio di Terni a giocare una partita di pallone neri contro rossi e che la città ha bisogno di risposte da chi si è candidato e ha ottenuto, oramai due anni e mezzo fa, di amministrarla. L'incompetenza politica di Malafoglia esplode quando dichiara che l'auditorium Florio della Guardia di Finanza non è comunale, dunque non un loro problema; ricorda un po' la marrana risposta del sindaco alla dirigente scolastica Ottaviano sulla questione del Convitto nazionale. Al contrario del portavoce, sono cresciuta in una politica che aspira a risolvere i problemi della città, non a tracciare linee di demarcazione su proprietà e competenze".

E' la controreplica affidata ad una nota della responsabile cultura del PD. "Si rende conto Malafoglia che due anni e mezzo di problematiche che attengono, nella fattispecie del Ridotto e dell'Auditorium di Piano, a meri carteggi burocratici sono troppi per chi doveva rompere meccanismi e ha promosso ad assessore lo stesso dirigente che quelle certificazioni, nella passata consiliatura, avrebbe dovuto produrre? Piuttosto dica se è vero che il braccio di ferro sul Festival degli Incontri affondi o meno le sue motivazioni anche nell'imbarazzo di non avere spazi fruibili al chiuso per eventi di così grande richiamo di pubblico e se il palazzetto dello Sport e il Palajapan godranno a breve di vero impulso nel loro iter procedurale. Il teatro-auditorium di 1000 posti a Piazza d'Armi gode di due anni e mezzo di giramento di pollici e ora si rischia di sbattere contro un muro e perdere il finanziamento ottenuto dalla scorsa amministrazione. Sono tutti spazi al chiuso che sarebbero vitali anche per gli eventi culturali e che nulla hanno a che vedere con lo stadio Fattori. Se bisogna parlare di sport Malafoglia dovrebbe sapere che la delega in questione è appannaggio delle scelte del suo partito dall'inizio di questa consiliatura con ben due assessori che si sono succeduti e nessun risultato positivo da sbandierare".

Ultima modifica il Domenica, 06 Ottobre 2019 11:41

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