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Lunedì, 13 Gennaio 2020 14:04

Centro Italia, i sindaci chiedono commissario che abbia "visione politica". Si lavora all'ipotesi di Legnini a capo della struttura di coordinamento della Presidenza del Consiglio

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Un commissario alla ricostruzione post sisma 2016 che, "oltre alla competenza tecnica, abbia una visione politica ed amministrativa per far sì che le norme previste nella legge dedicata al sisma del centro Italia abbiano i giusti decreti attuativi".

E' la richiesta dei coordinatori Anci delle quattro Regioni coinvolte dagli eventi sismici tra l'agosto 2016 e il gennaio 2017 - Abruzzo, Marche, Lazio e Umbria - che, domani alle 10, nella sala convegni del Pio Sodalizio dei Piceni a Roma, terranno un'assemblea con i sindaci del cratere.

Il tavolo ribadirà la richiesta al Governo di nominare subito un nuovo commissario, con poteri davvero straordinari, al posto del geologo marchigiano Piero Farabollini che è andato a scadenza di mandato alla fine di dicembre. La speranza è che, così, si riesca a dare una scossa ai processi di ricostruzione ancora al palo.

"Non è il momento di dividersi - ha avvertito Maurizio Mangialardi, sindaco di Senigallia e presidente Ance Marche, che presiederà l'incontro - e, se gli animi sono esasperati, le menti devono restare lucide perché le manifestazioni eclatanti il giorno dopo sono già dimenticate. Occorre il lavoro della politica, dell'Anci, nell'interesse delle nostre comunità", le parole rivolte ai sindaci che si erano detti pronti a scendere in piazza. "Se abbiamo un decreto terremoto dedicato al sisma del Centro Italia lo dobbiamo all'azione dell'Anci - insiste Mangialardi - Lo consideriamo un punto di partenza anche se ridimensionato rispetto alle nostre aspettative e giuste rivendicazioni. Continuiamo a lavorarci contando di poter incidere con i decreti attuativi. L'incontro parte dal presupposto che il dialogo col Governo è aperto, ed è l'aspetto più positivo, anche se resta viva la necessità che tutti i parlamentari delle 4 regioni terremotate, nell'interesse dei cittadini colpiti e indipendentemente dall'appartenenza politica, facciano pressione nell'interesse delle proprie comunità".

Da tempo si fa il nome di Giovanni Legnini come profilo che potrebbe rispondere alle esigenze manifestate dai sindaci dei territori colpiti dagli eventi sismici. 

Col Decreto sisma, su impulso, tra gli altri, della deputata Stefania Pezzopane (Pd) è stata costituita presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri una struttura di coordinamento che farà da raccordo con Casa Italia, il Dipartimento voluto per promuovere la sicurezza del Paese in caso di rischi naturali guidato, dall'ottobre scorso, dall'ex capo Dipartimento della Protezione Civile, Fabrizio Curcio.

In sostanza, la struttura dovrebbe occuparsi dei terremoti e delle relative ricostruzioni che si sono susseguiti dall'Aquila lavorando anche sulla prevenzione. 

E si sta lavorando affinché sia proprio Legnini a guidare la struttura che, tuttavia, il presidente del Consiglio Giuseppe Conte non ha ancora, di fatto, avviato. Di certo, così si darebbe risposta ai sindaci che chiedono, appunto, una visione politica ed amministrativa oltre le competenze tecniche per sbloccare i processi di ricostruzione. 

Tuttavia, i tempi potrebbero non essere brevi e, d'altra parte, c'è la spada di Damocle delle regionali in Emilia Romagna del 26 gennaio prossimo che rappresenta un banco di prova decisivo per il Governo: dovesse imporsi la coalizione di centrodestra a trazione Lega, infatti, le ripercussioni sull'esecutivo sarebbero immediate. Con conseguenze imprevedibili, al momento.

Ultima modifica il Martedì, 14 Gennaio 2020 15:17

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