Martedì, 03 Marzo 2020 12:37

Regione, sulle nomine manca il numero legale: la Lega abbandona i lavori

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Regione, sulle nomine manca il numero legale: la Lega abbandona i lavori I banchi vuoti della maggioranza

Viene meno il numero legale in Consiglio regionale, a certificare la crisi, l'ennesima, che attraversa la maggioranza.

Al momento di discutere le nomine all'ordine del giorno - l'elezione del Garante per l'infanzia e l'adolescenza, la designazione del membro della Sezione regionale di Controllo della Corte dei Conti e del componente dell'Istituto Zooprofilattico Sperimentale dell'Abruzzo e del Molise "G. Caporale" - la Lega ha abbandonato l'aula col centrodestra che, dunque, non aveva più i numeri per garantire il prosieguo dei lavori: il presidente del Consiglio Lorenzo Sospiri non ha potuto far altro che dichiarare chiusa la seduta.

D'altra parte, il coordinatore regionale del Carroccio Luigi D'Eramo aveva annunciato ieri che la Lega non avrebbe votato le nomine e la surroga previste all'ordine del giorno "perché non le condivide". 

Parole che hanno scatenato un putiferio. 

In sostanza, il Carroccio ha mandato all'aria l'accordo che avevano raggiunto Fratelli d'Italia e Forza Italia: il presidente Marco Marsilio voleva che il Consiglio votasse Paolo Gatti, in procinto di passare in Fdi col presidente del Consiglio Sospiri, come giudice non togato della Corte dei Conti; in cambio, la maggioranza avrebbe dotuo dare il via libera alla modifica statutaria che avrebbe permesso l'equiparazione della carica di sottosegretario a quella di assessore, con un aumento sostanzioso dello stipendio del forzista Umberto D'Annuntiis e la surroga dello stesso consigliere con l'ex sindaco di Atri Gabriele Astolfi.

"La Lega, in maniera unanime - aveva spiegato ieri D'Eramo - esprime la sua netta contrarietà alle ipotesi emerse nelle ultime ore su nomine e possibili modifiche statutarie. Il partito non è disponibile neanche a discutere su simili circostanze, avendo concentrato in questa fase tutti gli sforzi dei propri assessori e dei propri consiglieri al sostegno dell'azione che sta portando avanti, con profitto, l'assessore regionale alla Salute, Nicoletta Verì, per la gestione della delicata emergenza coronavirus. I cittadini e l’apparato produttivo - l'affondo - si attendono risposte su problemi che riguardano la loro vita quotidiana e non certo su dinamiche di palazzo che sono fuori luogo e intempestive".

Piccata la replica del coordinatore regionale di Fratelli d'Italia, Etelwardo Sigismondi. "Si possono condividere o meno molte cose, ma sulla correttezza politica dovremmo essere tutti d'accordo. Il lavoro del Presidente della Regione Abruzzo Marsilio, dell'Assessore Verì, della Protezione Civile, delle Asl, degli Uffici regionali, dei Sindaci e di tutti gli uomini e le donne che quotidianamente si stanno occupando realmente dell'emergenza Coronavirus è encomiabile. A nessuno è consentito assumersi meriti 'esclusivi' che sono riconducibili solamente ad un lavoro di gruppo. Pertanto l'opera svolta in questi giorni con la massima attenzione e riservatezza non merita di essere soggetta a strumentalizzazioni politiche al fine di nascondere divergenze interne ad un partito", le parole di Sigismondi.

In riferimento al Consiglio regionale, "c'è da precisare che la formazione dell'ordine del giorno era stata approvata dalla Conferenza dei Capigruppo all'interno della quale la Lega era ampiamente rappresentata" ha tenuto a sottolineare Sigismondi. "Così come, a dire il vero, erano state condivise, all'interno della maggioranza, le nomine contenute nell'ordine del giorno della seduta di domani. Fratelli d'Italia non ha mai espresso la necessità della surroga del Sottosegretario; si tratta di una legittima iniziativa di un Gruppo consiliare, così come è giusto ritenere legittima ogni altra posizione anche contraria alla proposta. Non vi è però nessun legame tra le modifiche statutarie e le nomine da votare in Consiglio Regionale. Fratelli d'Italia continuerà a mantenere l'atteggiamento di correttezza nei confronti degli alleati e degli impegni presi. Attendiamo che la Lega raggiunga presto un equilibrio sufficiente a garantire altrettanto rispetto degli impegni e reciproca lealtà. La pazienza è la virtù dei forti", la stoccata.

Altrettanto 'severa' la presa di posizione di Forza Italia. "Che l’emergenza di tutti sia quella del Coronavirus è ovvio ed è giusto, ma che il livello d’allerta sul contagio debba essere utilizzato strumentalmente nel dibattito politico, per fare o non fare, rientra in una logica difficilmente comprensibile e giustificabile", si legge in una nota di Daniele D’Amario, capogruppo azzurro.

"È con stupore che Forza Italia assiste a rilievi, distinguo e riserve in seconda battuta, da parte della Lega, su un ordine del giorno del Consiglio regionale che è stato votato da tutta la maggioranza nella riunione dei capigruppo, senza che nessuno avesse da eccepire nella forma e nel merito. Ricordiamo che la surroga – entra nel merito D’Amario – non è né un capriccio, né un privilegio, né una procedura di suddivisione e ripartizione degli incarichi, ma un meccanismo a garanzia della funzionalità del Consiglio in tutta la sua sfera di azione, senza vuoti e senza ingranaggi mancanti. Fare leva sulla casistica abruzzese del Coronavirus sa tanto di ricerca di facili consensi e di elusione di un passaggio per ricalibrare la macchina amministrativa".

Dunque, l'affondo: "Forza Italia non accetta lezioni di etica quando non c’è etica, anche perché è sempre stata al fianco degli abruzzesi in ogni frangente e in ogni emergenza, da subito, per risolvere i problemi e non per crearli. La logica di efficienza della Regione richiede risposte idonee e pronte per le imprese, il turismo, l’agricoltura, la sanità, per tutti gli abruzzesi che alle istituzioni chiedono di funzionare e dalle istituzioni si aspettano che lo faccia. A partire dai provvedimenti sul Coronavirus, ma anche su tutti quelli che devono assicurare la buona amministrazione”.

Sta di fatto che la Lega, stamane, ha abbandonato i lavori ed ora bisognerà capire se la crisi si potrà ricucire nelle prossime ore, magari mettendo sul tavolo le candidature alle prossime elezioni amministrative: non è un mistero che la Lega stia spigendo per indicare il candidato sindaco della coalizione a Chieti - già proposto il nome di Fabrizio Di Stefano con la benedizione di Matteo Salvini - e Avezzano; di certo, va ricondotta anche a queste dinamiche la decisione di disertare i lavori stamane, considerato che Fratelli d'Italia e Forza Italia, per il momento, stanno provando a mettersi di traverso al Carroccio,

"Di nuovo sberle in Consiglio Regionale fra Lega, Forza Italia e Fratelli d'Italia, divisi su tutto, persino sulle poltrone che sembravano essere l'unico argomento di interesse del centrodestra, lento e incapace di governare a un anno dall'elezione", il commento durissimo del capogruppo PD in Consiglio Regionale Silvio Paolucci. "Il giocattolo è rotto, e adesso lo vedono tutti – ha aggiunto Paolucci - La Giunta lenta non ha più neanche una maggioranza su cui appoggiare il suo nulla: l'alleanza è in frantumi, i giochi di potere hanno svelato l'inconsistenza di un progetto mai nato. Lo strappo della Lega sull'ennesima manovra oscura certifica la crisi di un esecutivo fondato sulla reciproca diffidenza, sugli sgambetti, sul livore. Basta, qui non si tratta più di chiedere un cambio di passo, di passi non ce ne sono mai stati e non ce ne saranno e quelli tentati finora si sono rivelati passi falsi, considerati i diversi rinvii al mittente di atti palesemente illegittimi e persino incostituzionali. Per gli abruzzesi non c'è nulla: non si è potuto parlare dei problemi delle persone, della sanità ferma, del lavoro a rischio: pensano solo agli interessi politici propri e dei loro committenti nazionali e nemmeno si premurano di nasconderlo".

"Oggi abbiamo assistito a un'umiliazione del Consiglio" ha commentato la capogruppo dei Cinque Stelle Sara Marcozzi "Mai prima d'ora era accaduto che a far mancare il numero legale fosse una forza di maggioranza".

Il malumore che serpeggiava già da tempo sulle nomine alla Corte dei Conti è letteralmente deflagrato oggi con la surroga del Sottosegretario alla Presidenza, ha proseguito Paolucci, "aperto tentativo di Forza Italia di guadagnare più punti in maggioranza. Un atto a cui il centrosinistra ha opposto la massima resistenza presentando 700 emendamenti, com'è accaduto con tutte le altre manovre fatte alle spalle degli abruzzesi. L'abbandono della Lega la dice lunga sulle priorità che questa classe dirigente ha nelle sue agende: fabbriche e attività chiudono, gli abruzzesi perdono il lavoro e loro litigano per le poltrone. Ne abbiamo abbastanza, andate a litigare a casa e non togliete all'Abruzzo l'opportunità di riprendersi e continuare a crescere".

Marcozzi: "Consiglio contagiato da poltronavirus"

"La vera emergenza in Abruzzo è quella del PoltronaVirus La giornata di oggi è la rappresentazione perfetta del modo di lavorare del centro destra: prima convocano un ordine del giorno fondato su nomine e modifiche statutarie per aggiungere poltrone e aumentare gli stipendi, poi litigano perché non trovano l'accordo e bloccano i lavori, facendoci perdere tempo che avremmo potuto impiegare molto meglio per l'Abruzzo".

A dichiararlo è il capogruppo del Movimento Cinque Stelle Sara Marcozzi.

"Siamo da sempre contrari a questo modo di operare" incalza Marcozzi "e abbiamo voluto ribadirlo presentandoci in aula con una maglietta eloquente, che ha messo nero su bianco il dissenso del gruppo M5S sulla legge che istituisce la surroga anche per la figura del Sottosegretario, equiparandola a quella dell'Assessore. Un dissenso che non cambia a seconda della posta sul tavolo ma che si basa su principi di priorità per l'Abruzzo e gli abruzzesi. Invece oggi Lega, Fratelli d'Italia e Forza Italia non hanno portato avanti le priorità dei cittadini, ma hanno messo in pubblica piazza le loro clamorose spaccature interne squalificando l'intera istituzione del Consiglio regionale. Invito fin da ora la maggioranza a chiudere questa pagina fondata su un vergognoso "poltronificio" non rimettendo all'ordine del giorno della prossima seduta le stesse leggi. Stanno restituendo una pessima immagine dell'Abruzzo in tutto il Paese. È il momento di parlare delle vere priorità della nostra Regione, di sanità, di strade, di lavoro, di infrastrutture. Queste sceneggiate sono più ammissibili".

Mariani (Abruzzo in Comune): "Marsilio inciampa sulla torta"

"Una Regione paralizzata dalle lotte intestine della maggioranza. Oggi, durante il Consiglio regionale, abbiamo assistito all'ennesima prova muscolare della Lega che pur di bloccare i suoi alleati sulle nomine è uscita dall'Aula impedendo anche la discussione degli altri punti all'ordine del giorno.  Un unicum nella storia della Regione Abruzzo che, pur nei momenti di tensione, è sempre riuscita ad avere la maggioranza di governo per lo più compatta.  Il tutto in assenza del Governatore Marsilio che dimostra ancora una volta di essere solo il "padrone del vapore" buono esclusivamente a coprire, e non il Presidente di Regione di cui l'Abruzzo avrebbe bisogno. La vicenda poltrone tiene ormai banco da mesi, non c'è emergenza che tenga, non c'è argomento o tema che faccia desistere questo centro destra dall'occuparsi di nomine e beghe interne.  Dopo l'imbarazzante messa in scena di oggi, mi auguro che il vero Presidente, Sospiri, faccia tesoro della lezione e cominci ad occuparsi dei veri bisogni del nostro territorio e dei suoi cittadini.  Intanto, il primo compleanno di questa Giunta finisce in "tragedia": Marsilio cade e inciampa sulla torta".

Ad affermarlo è il consigliere regionale di Abruzzo in Comune Sandro Mariani.

Ultima modifica il Martedì, 03 Marzo 2020 15:57

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