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Martedì, 01 Aprile 2014 14:03

Chiodi, D'Alfonso, Marcozzi, Acerbo e Rapagnà: cinque sfidanti per l'Abruzzo

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Innanzitutto, il presidente uscente. Gianni Chiodi - nonostante lo 'scandalo rimborsi' che ha travolto la sua Giunta - si presenta alle elezioni regionali con il sostegno del centrodestra abruzzese. E di Silvio Berlusconi, che lo ha scelto nel Comitato di Presidenza di Forza Italia. A sfidarlo, Luciano D'Alfonso che - dopo aver stravinto le primarie della coalizione di centrosinistra - sta allestendo 9 liste che sosterranno la sua candidatura. Con almeno 60 transfughi del centrodestra. Una scelta che sta generando non pochi mal di pancia, in seno al Partito Democratico e, in particolare, a Sinistra Ecologia e Libertà e Italia dei Valori.

A far da terzo incomodo il Movimento 5 Stelle che i sondaggi - per quanto poco affidabili a quasi due mesi dalle elezioni - danno in forte ascesa. I 'cittadini' pentastellati hanno scelto Sara Marcozzi, giovane avvocata chietina, che ha ottenuto poco più di mille preferenze alle primarie online del movimento.

Concludono la rosa dei candidati presidente, Maurizio Acerbo e Pio Rapagnà. Dopo anni di battaglie solitarie, il consigliere di Rifondazione Comunista si candida con l'appoggio di liste che saranno "di sinistra e ambientaliste". Un percorso tutto da costruire che si intreccerà, inevitabilmente, con la campagna elettorale per le elezioni Europee che vede il partito della Rifondazione Comunista impegnato nel sostegno all'Altra Europa di Tsipras. Con ogni probabilità, la candidatura di Acerbo racconterà di un Altro Abruzzo possibile. Fuori dagli equilibri avanzati di Luciano D'Alfonso: "La campagna acquisti del candidato presidente D’Alfonso comincia finalmente a suscitare qualche malessere da parte di Sel e IdV nonché di esponenti del PD", ha sottolineato stamane Acerbo. "Era ora! Vedremo se si tradurrà in qualcosa di più di un ritocchino alle liste".

Pare una sfida alle forze di sinistra che sostengono la coalizione: "Si confermano le ragioni della nostra scelta di presentarci autonomamente con la mia candidatura a Presidente della Regione", incalza il consigliere di Rifondazione. "E’ positivo che emerga una critica verso i personaggi caricati sul tir ma l’elemento centrale rimane che è proprio la candidatura di D’Alfonso il problema principale. Anche senza trasfughi il centrosinistra abruzzese è insostenibile". Il centrosinistra - continua Acerbo - "aveva la possibilità di costruire una coalizione vincente come in Sardegna. Ha scelto invece di consentire una candidatura che in qualsiasi paese europeo sarebbe considerata impresentabile. Come si fa a contrastare il centrodestra berlusconiano candidando alla guida della Regione uno le cui vicende emerse nel corso dei processi fanno impallidire quelle di Chiodi o De Fanis? Come si fa a candidare uno che se condannato in appello costringerebbe la Regione a tornare al voto? Con la resa incondizionata a D'Alfonso sono caduti tutti i freni inibitori rispetto a una visione spregiudicata della politica che ha già regalato alla nostra regione il primato degli scandali. Se candidi uno come D'Alfonso a presidente tutto diventa possibile".

"E infatti - conclude - nei giorni in cui diventa caso nazionale la vicenda dell’erogazione ai cittadini di acqua contaminata il PD pescarese decide di mettere in lista Giorgio D'Ambrosio e Donato Di Matteo".

Chissà se Acerbo riuscirà a far breccia tra gli indignati di centrosinistra. Chissà se anche l'ex parlamentare Pio Rapagnà sarà della competizione. E' iniziata la raccolta delle firme necessarie per la presentazione della Lista Civica Regionale promossa dal 'Movimento ambientalista Città per Vivere' e dalla 'Associazione Mia Casa d'Abruzzo' che sostengono la candidatura. Rapagnà si dice certo di farcela: "Come è noto, circa tre mesi fa, ho annunciato pubblicamente la mia candidatura a Presidente della Regione Abruzzo alle prossime elezioni regionali del 25 maggio 2014", ha sottolineato.

"Questo annuncio, con mio grande dispiacere e meraviglia, è stato sino ad oggi ignorato o sminuito e spesso ingiustamente nascosto da alcuni organi di informazione locale, anche se, tra la gente comune, per l'impegno e la mia presenza diretta sul campo, ha assunto un 'significato simbolico', offrendomi l'opportunità di 'prefigurare' un nuovo corso, possibile anche in Abruzzo, poiché, trascorsi ormai 20 anni dalla mia esperienza Parlamentare, di mani pulite e antimafia, si ripropone come un 'significativo risveglio delle coscenze', attraverso il quale sarà possibile raggiungere alcuni importanti risultati, tra cui quello di eleggere Consiglieri regionali sinceramente 'referendari e ambientalisti', impegnati ad affrontare e risolvere quei tanti problemi 'concreti' che migliaia di famiglie abruzzesi si trovano 'tutti i giorni' sulle spalle".

"Ho inteso perciò - ha annunciato Rapagnà - presentare all'Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale la richiesta di avvio delle procedure per la raccolta delle firme necessarie al fine di poter esercitare la iniziativa referendaria e promuovere così, per la terza volta consecutiva in Abruzzo, alcuni 'Referendum Regionali abrogativi' per tagliare e ridurre i costi della politica e gli sprechi degli enti strumentali inutili, presentare specifiche 'Proposte di Legge di inziativa Popolare' e grandi 'Petizioni' al nuovo Consiglio regionale e al Parlamento Italiano, per chiedere ad essi provvedimenti legislativi e atti amministrativi, prima di tutto e per esempio, per la ricostruzione e messa in sicurezza sismica dell'Aquila Capoluogo dell'Abruzzo, degli Edifici pubblici strategici, delle Scuole e delle abitazioni, realizzate in zone ad alto rischio simico e idrogeologico sull'intero territorio regionale".

Intanto stamane, a Pescara, è stata presentata la nuova formazione politica 'Abruzzo Civico': "Vogliamo rappresentare il volto pulito e competente dell’Abruzzo, non siamo l’ennesima (finta) lista civica di nessun candidato presidente, siamo un movimento con due precisi obiettivi: fare di questa regione un luogo migliore e restare insieme anche dopo le elezioni perché ottenere un vero riscatto civico richiede un lavoro di lunga lena”. Così Giulio Borrelli, coordinatore politico e portavoce di Abruzzo Civico. "Preciso che non sono qui per prendere poltrone e non sarò candidato - ha spiegato - sono qui a metterci la faccia per rappresentare la nostra formazione che è il frutto dell’incontro di persone, associazioni e di tante liste civiche che sul territorio hanno consiglieri e assessori, da Vasto a Sulmona, da Roseto ad Atessa".

Tra le adesioni al movimento c’è, in primis, quella di Scelta Civica Abruzzo. "Voglio ringraziare l’onorevole Giulio Sottanelli per aver aderito con Scelta Civica al movimento - ha sottolineato Borrelli - e per aver rinunciato a correre con il proprio simbolo alle regionali, il suo è un gesto di grande generosità". Al movimento hanno aderito anche i Cattolici Democratici e Ali (Alleanza liberaldemocratica per l’Italia). Centro Democratico sta valutando l’adesione.

Borrelli ha motivato quindi l’esigenza di scendere in campo con una nuova lista. "La crisi che l’Italia attraversa richiede riforme, novità, cambiamento, noi, invece, viviamo in una regione che conquista la ribalta, a volte anche internazionale, per la brutta immagine che offre di sé, l’ultimo caso è quello di Bussi, si sapeva che l’acqua era inquinata ma qualcuno ha deciso di nasconderlo. Vi pare da Paese civile? Da regione presentabile? Ora la rincorsa è a prendere le distanze e a chiedere il perché, come mai? Noi oggi non possiamo che chiedere una bonifica immediata dell’area inquinata e vogliamo sapere come saranno impiegati i 50 milioni già disponibili per la messa in sicurezza. L’Abruzzo ha perso la pazienza. E’ diventata la regione degli scandali, ambientali e giudiziari, la rabbia della gente monta, noi vogliamo dare uno sbocco positivo e costruttivo all’indignazione, alla rabbia, alla sfiducia".

Tra le proposte anticipate da Borrelli quella di ridurre la spesa regionale, abolendo da subito i rimborsi ai gruppi consiliari, eliminando altre auto blu, tagliando e riorganizzando enti ed aziende partecipate. "Se la legge elettorale non fosse maggioritaria e a turno unico noi sceglieremmo di correre da soli - ha concluso - abbiamo un programma, abbiamo una visione di sviluppo e di giustizia sociale per l’Abruzzo, non vogliamo far disperdere voti e vogliamo far contare i territori per questo dovremo valutare attentamente le alleanze. Il nostro apporto può essere determinante per le coalizioni in campo e per questo chiediamo di incontrare i candidati governatori del centrodestra, del centrosinistra e del Movimento Cinque stelle".

La campagna elettorale è ufficialmente iniziata.

Ultima modifica il Martedì, 01 Aprile 2014 14:24

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