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Martedì, 14 Aprile 2020 14:31

L'Aquila, le opposizioni: "Torni a riunirsi il Consiglio. Biondi non può tenere in ostaggio la democrazia in nome dell'emergenza sanitaria"

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Ed ora, la richiesta di convocare, finalmente, un Consiglio comunale si sta facendo più pressante, e decisa. 

Con un comunicato congiunto, i capigruppo di opposizione - Carla Cimoroni (Coalizione sociale), Lelio De Santis (Idv Cambiare insieme), Giustino Masciocco (Articolo 1), Stefano Palumbo (Pd), Paolo Romano (Italia Viva) ed Elia Serpetti (Il Passo Possibile) - hanno chiesto "di nuovo, e con forza", che torni a riunirsi l'assise civica.

"Se il Sindaco continua ad avere problemi con la sua maggioranza, come è stato almeno per l'ultimo anno di governo della città - basti ricordare le numerose adunanze 'a vuoto' per mancanza del numero legale - lo riferisca apertamente alla città, invece di continuare sfruttare l'emergenza sanitaria in corso per impedire il confronto democratico".

Dall'inizio della crisi, spiegano i capigruppo di opposizione, "si sono svolti unicamente tre 'incontri' tra consiglieri comunali in via telematica: nessun atto o provvedimento è stato sottoposto alla discussione e al voto del Consiglio che possono svolgersi solo 'in presenza'. Crediamo invece che, ancora di più in un momento di pesanti limitazioni ai diritti e alle libertà individuali e collettivi, sia imprescindibile garantire il confronto aperto tra tutti i rappresentanti delle cittadine e dei cittadini. Lo sta facendo il Consiglio regionale riunendosi nella sala ipogea, ritenuta quindi sufficientemente grande da garantire il necessario distanziamento. Siamo certi che la stessa sala non verrà negata al Consiglio comunale".

Il Sindaco e i suoi sodali "non possono continuare a tenere in ostaggio la democrazia in nome dell'emergenza sanitaria, accentrando decisioni strategiche e utilizzando la comunicazione istituzionale come forma di propaganda personale", aggiungono i consiglieri comunali. D'altra parte, "la nostra città non è stata colpita dal virus così tragicamente come accaduto purtroppo in altre zone d'Italia. Una circostanza che, se non ci consente di abbassare l'attenzione sulla prevenzione e sul contenimento dell'epidemia, ci permette però di affrontare con più lucidità e serenità quella che è la conseguenza più disastrosa della gestione dell'emergenza sanitaria in corso: la crisi sociale ed economica e l'impoverimento repentino di tante persone che vivono nel nostro territorio".

Si tratta di una situazione che "deve portare a un radicale ripensamento delle politiche escludenti messe in atto finora dalla destra al governo in campo abitativo e socio-culturale. Per questo è necessario un dibattito ampio e trasparente con tutte le forze della città, a partire dalle riunioni del Consiglio comunale, sede, per elezione, del confronto democratico".

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