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Lunedì, 29 Giugno 2020 21:32

Pescara: centrodestra boccia odg contro l'omofobia. Masci: "Addolorato"

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Con 11 voti contrari, 10 favorevoli e 1 astenuto, il Consiglio comunale di Pescara ha bocciato un ordine del giorno contro l'omofobia presentato dopo l'aggressione, avvenuta nella notte tra giovedì e venerdì, ai danni di un 25enne molisano che, mentre stava passeggiando sul lungomare con il fidanzato, è stato prima insultato e poi picchiato da un gruppo di giovanissimi. 

Il provvedimento, presentato dal consigliere Giovanni Di Iacovo (Pescara Città Aperta) e sostenuto dal centrosinistra, ha ottenuto il voto contrario di tutto il centrodestra.

La mozione che prevedeva, tra l'altro, che l'Ente si costituisse parte civile contro le aggressioni omofobe, invitava il sindaco e la Giunta a dichiarare che "Pescara è una città che non discrimina e che ama e rispetta i suoi cittadini omosessuali e transessuali che sostanzierà questa sua dichiarazione attraverso quattro punti: impegnarsi per accelerare l'approvazione di una legge contro l'omotransbifobia; costituire il Comune di Pescara parte civile contro le aggressioni omofobe; aderire alla rete degli enti locali contro le discriminazioni; individuare una figura nell'amministrazione che funga da interlocutore per le associazioni del Pride".

"Nonostante il sindaco Carlo Masci (Forza Italia) abbia mostrato sensibilità e interesse verso il tema e buona disponibilità sul mio ordine del giorno, la sua maggioranza, contraria al suo ragionamento, ha asfaltato con un secco ‘no’ la mia proposta, nonostante pur di farla condividere mi ero aperto a ragionamenti bipartisan. Sono molto deluso perché temi come questi dovrebbero essere condivisi da tutti", il commento a caldo rilasciato telefonicamente all’agenzia Dire dal consigliere Di Iacovo.

Di Iacovo ha apprezzato il discorso del sindaco che, ieri, è andato a trovare il giovane aggredito accogliendo la sua richiesta perché si promuovano azioni che mettano fine alle discriminazioni; Masci ha chiesto in aula, stamane, unità d’intenti e la stesura di un documento condiviso, dichiarando di essere pronto a costituire il Comune parte civile, ma il suo appello alla maggioranza è, di fatto, caduto nel vuoto.

A contestare il provvedimento, durante la seduta, il consigliere della Lega, Vincenzo D’Incecco, e quello di Forza Italia, Mauro Renzetti, con il primo che ha dichiarato che se "il documento fosse stato sulla violenza in genere, la Lega lo avrebbe firmato", ma, ha aggiunto, "se deve essere farcito di indirizzi politici su cui tutti non abbiamo la stessa idea, allora il contesto diventa propaganda politica".

"Mi addolora come sindaco che il Consiglio comunale non abbia trovato l’unanimità su un ordine del giorno di sintesi che potesse esprimere documentalmente lo sdegno e la condanna dell’intera città di Pescara, attraverso tutte le sue componenti, per la vigliacca aggressione a un ragazzo omosessuale", le parole di Masci a margine del voto consiliare. "Non sono queste le occasioni per dimostrarsi abbarbicati a una visione politica che intende forzare la realtà per dare la propria connotazione a un episodio che va stigmatizzato senza ‘se’ e senza ‘ma’, come ogni atto di violenza e di prevaricazione, da qualunque parte provenga e qualsiasi sia la vittima. Per questo motivo avevo sollecitato un atto di responsabilità da parte di tutti che andasse oltre le connotazioni di partito e di coalizione".

Ha aggiunto Masci: "In attesa che gli inquirenti facciano piena luce e assicurino alla giustizia i responsabili della barbara aggressione e del ferimento, occorre ribadire che Pescara non è la città che si tenta strumentalmente di dipingere, creando e cavalcando polemiche puntualmente smentite dai fatti e indegne di chi ha davvero a cuore il bene comune. Sono stati proprio i pescaresi a intervenire per respingere e neutralizzare un folle attacco generato da ignoranza e intolleranza, e questo non va sottaciuto. Ed è il Comune di Pescara che si fa garante, nella pienezza del ruolo istituzionale, dei valori democratici e costituzionali nei quali si riconosce, ben oltre le divisioni politiche e le diverse sensibilità. Di fronte a questo vergognoso e gravissimo episodio delinquenziale- conclude– non esistono colori di partito né prospettive diverse, perché la risposta va data a una sola voce con la solidarietà, la vicinanza e la legalità".

Sulle barricate le opposizioni di centrosinistra. "L'estremismo ideologico ormai acceca la destra pescarese, le fa perdere lucidità e senso pratico, ed oggi espone i pescaresi ad una nuova, pessima figura a livello nazionale. Noi, da consiglieri comunali ma prima di tutto da pescaresi, vogliamo ribadire a tutti che Pescara è cosa ben diversa dal brutto voto emerso oggi dal Consiglio Comunale. I pescaresi sono persone libere", le parole dei consiglieri Giovanni Di Iacovo, Marinella Sclocco, Stefania Catalano, Giacomo Cuzzi, Piero Giampietro, Francesco Pagnanelli e Mirko Frattarelli.

"Dopo aver contrastato l'AbruzzoPride a cui non è stato dato il patrocinio, di fronte a un atto di violenza così grave ci si sarebbe aspettati una presa di posizione unanime dell'assise civica", ha aggiunto il segretario regionale di Rifondazione comunista Maurizio Acerbo. "Evidentemente la destra, ed in particolare Lega e Fratelli d'Italia, non rinuncia a cavalcare l'omofobia come ogni altro genere di razzismo. Si tratta di un voto vergognoso che disonora la città di Pescara più della stessa aggressione. Mi domando se i consiglieri di maggioranza si rendano conto della gravità del loro comportamento. Nel 2011 il consiglio comunale di Pescara votava all'unanimità una mia mozione contro l'omofobia. Ora evidentemente pesa il clima creato da Salvini e Meloni". 

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