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Giovedì, 13 Agosto 2020 13:06

L'Aquila: via libera in Commissione bilancio al Piano del commercio

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Giusto un mese fa, la maggioranza di centrodestra si era sfaldata al momento di discutere il Piano del Commercio che, sebbene non fosse stato ancora approvato in Giunta, era stato portato all’attenzione del Consiglio comunale dal vicesindaco Raffaele Daniele in occasione della riunione straordinaria dell’assise convocata per discutere delle difficoltà dei commercianti, in particolare del centro storico.

“Stamattina non c’è niente di cui discutere; abbiamo offerto uno spettacolo imbarazzante alle associazioni di categoria, come siamo soliti fare negli ultimi mesi. Hanno abbandonato l’aula: non credo ci sia altro da aggiungere” l’affondo del capogruppo della Lega Francesco De Santis che, poi, aveva parlato di “vergogna” per l’inerzia dell’azione amministrativa.

Un intervento durissimo che, di fatto, aveva aperto la crisi di maggioranza non ancora risolta, col sindaco Pierluigi Biondi che ha ritirato le deleghe ai tre assessori del Carroccio.

Ebbene, stamane in Commissione bilancio – presieduta dal leghista Luigi Di Luzio – il Piano è passato con 12 voti favorevoli della maggioranza (assenti Francesco De Santis, poi riapparso al momento della discussione sul secondo punto all’ordine del giorno, Roberto Jr Silveri, Daniele D’Angelo e Luciano Bontempo), 9 astenuti (i gruppi di opposizione Pd, Italia Viva, Il Passo Possibile, Idv/Cambiare insieme; erano assenti il capogruppo di Art. 1 Giustino Masciocco e la capogruppo di L’Aquila chiama Carla Cimoroni) e 1 contrario (Angelo Mancini).

A seguito della illustrazione della delibera da parte del vicesindaco Daniele, non ci sono stati interventi né di consiglieri di maggioranza né di opposizione; discussione rimandata, evidentemente, al Consiglio comunale che dovrà arrivare all’approvazione definitiva di un provvedimento atteso da 18 anni.

Un risultato ‘portato a casa’ sebbene la Giunta resti ‘azzoppata’, rivendicato dal vicesindaco – finito nel mirino della Lega – e dal gruppo consiliare di Forza Italia, che ne sostiene la posizione in Giunta; un risultato che verrà messo sul tavolo della discussione, allorquando, presumibilmente subito dopo Ferragosto, l’assessore regionale Guido Quintino Liris convocherà un vertice di maggioranza con il vicepresidente della Giunta regionale Emanuele Imprudente e il capogruppo forzista in Consiglio Giorgio De Matteis, chiamati a trovare una mediazione.

In sostanza, il Piano prevede paletti più rigidi per l’apertura di centri commerciali della grande e media distribuzione, la valorizzazione dei negozi di vicinato del centro storico attraverso la formula del “centro commerciale naturale”, incentivi per le botteghe storiche - così come da proposta del consigliere d'opposizione Paolo Romano (Italia Viva) - e soluzioni come quella del plurinegozio per contenere l’incidenza degli affitti sui bilanci delle piccole attività, specie artigianali.

Per quanto riguarda il primo punto, Daniele ha ribadito che il Comune non può, tramite il piano del commercio, vietare, con moratorie o simili, la costruzione di nuovi centri commerciali ma può in qualche modo disicentivarne la nascita obbligando per esempio gli imprenditori che presenteranno eventuali progetti a depositare piani traffico e altri studi che giustifichino la presenza di un centro commerciale in un determinato punto della città. Al deliberato è allegato lo studio commissionato al Cresa” ha spiegato Daniele “che ha lavorato ad una mappatura delle attività commerciali esistenti per capire quante e quali sono in rapporto alla popolazione e al territorio”. Il dossier è lo strumento che l’amministrazione intende usare per giustificare lo stop a media e grande distribuzione.

Per il centro storico, invece, Daniele ha sottolineato che il modello sarà quello del “centro commerciale naturale”, costituito da una pluralità di piccoli negozi e attività artigianali. Il piano prevede poi agevolazioni e vantaggi per i negozi del centro: l’installazione di segnaletica adeguata, l’armonizzazione delle insegne, la cura degli spazi pubblici e degli arredi urbani, l’abbattimento delle barriere architettoniche, il potenziamento di infrastrutture e la creazione di servizi personalizzati. Sono previste, inoltre, forme di semplificazione amministrativa, piattaforme uniche per le vendite online, l’incremento di attività di intrattenimento e animazione, mentre, ai fini di abbattere il problema del caro affitti, sarà codificato l’istituto del plurinegozio, dove piccole attività potranno condividere uno stesso spazio e dividersi le spede dell’affitto. 

“E’ importante rilevare che, dopo 18 anni, finalmente la Municipalità si dota di uno strumento che mette ordine a un settore strategico come le attività produttive, favorendo pertanto, per quanto di sua competenza, il rilancio economico della città e del territorio. Anche gli esercenti potranno contare su uno strumento adeguato alle esigenze attuali di una categoria che ha sempre scontato delle oggettive difficoltà e che, in periodo di emergenza coronavirus, ha sofferto ancora di più”, il commento di Giorgio De Matteis.

Che ha poi aggiunto: “Ciò che mi preme sottolineare è la sinergia politico-amministrativa che ha favorito il raggiungimento di questo eccellente risultato. Il Piano è il frutto di un continuo e proficuo confronto tra gli amministratori interessati alla materia, primi tra tutti l’assessore alle Attività produttive, il vicesindaco Raffaele Daniele, e l’assessore Daniele Ferella”.

Parole scelte non a caso: non è un mistero che Ferella non abbia affatto condiviso l’affondo del capogruppo del suo partito, considerato pure che al Piano del Commercio – come sottolineato da De Matteis – aveva lavorato anche il suo assessorato; è evidente che si stanno cercando di acuire le spaccature, malcelate, in seno al Carroccio,

“Va rilevato il profondo impegno degli uffici comunali che si occupano di commercio, per aver lavorato sulla proposta di Piano con estrema competenza e zelo”, ha aggiunto De Matteis; “quindi il Consiglio comunale, visto che in Commissione la maggioranza si è rilevata estremamente compatta e l’opposizione, pur svolgendo in pieno il suo ruolo, non ha messo pregiudizialmente i bastoni tra le ruote”. Altro avvertimento alla Lega: la maggioranza, oramai, si sarebbe convinta che i numeri per andare avanti ci sarebbero, anche in caso di rotture traumatiche.

Dunque, l’affondo del capogruppo forzista: “Questa è la vera politica, quella che rende conto ai cittadini di ciò che fa con concretezza ed efficacia. Quando si è di fronte a un tema di interesse generale, che soprattutto rappresenta per una comunità una grande importanza, le divisioni politiche sono senza senso per non dire ridicole”.

Più chiaro di così.

Via libera allo schema d'accordo con Adsu per la permuta delle aree di via XX Settembre e viale Duca degli Abruzzi

La Commissione bilancio dato poi il via libera con i voti favorevoli della maggioranza, il voto contrario di Italia Viva e Passo Possibile e l’astensione delle altre forze di opposizione che hanno abbandonato i lavori, alla delibera 346 approvata dalla Giunta il 17 luglio scorso; si tratta dello schema d’accordo tra il Comune e l'Azienda per il Diritto allo Studio Universitario dell'Aquila per la permuta delle aree di sedime site in via XX Settembre e in viale Duca degli Abruzzi.

Ora, il provvedimento arriverà all'attenzione del Consiglio comunale per il via libera definitivo.

Di fatto, il Comune si impegna ad acquisire a patrimonio l'area che, fino al 6 aprile 2009, ospitava la Casa dello Studente in via XX Settembre, di proprietà dell'ADSU, per realizzarvi - si legge nel deliberato - "un simbolo che ricordi le vittime del sisma, in quanto la stessa assume e riveste un valore morale e immateriale incommensurabile per l’intera popolazione aquilana, che ha espresso da tempo la volontà, di destinare l’area dell’edificio in parola a luogo della memoria"; in cambio, all'Azienda verrà ceduta l'area di viale Duca degli Abruzzi su cui, fino al terremoto di undici anni e mezzo fa, insisteva l'edificio che ospitava la scuola secondaria di primo grado 'Carducci': è qui che verrà realizzata la nuova Casa dello Studente.

Stando all'ultima versione del piano d'assetto dell'edilizia scolastica, la scuola Carducci - e così la De Amicis - troverà sede nell'area della collina di Collemaggio, sebbene si debba ancora provvedere a definire gli accordi con la Asl, proprietaria dei terreni, allo scopo di avviare i relativi progetti. 

Non resta che capire che cosa intenda fare l'amministrazione attiva del Casale Marinangeli.

Ad ottobre 2016, la passata Giunta di centrosinistra aveva approvato uno schema di protocollo d'intesa con l'ADSU finalizzato al trasferimento, a titolo definitivo, del Centro polifunzionale per studenti, realizzato grazie a un finanziamento del governo canadese, e del complesso immobiliare Casale Marinangeli appunto, nella proprietà della stessa Adsu, e alla contestuale acquisizione, da parte dell’ente comunale, del terreno su cui sorgeva la ex Casa dello Studente in via XX settembre. Al protocollo d'intesa non venne mai dato seguito, però: l'Azienda per il Diritto allo Studio, infatti, chiedeva un immobile nel centro storico della città. Ora, l'accordo è stato trovato ma resta evidentemente senza destinazione Casale Marinangeli.

Ultima modifica il Venerdì, 14 Agosto 2020 09:27

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