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Giovedì, 08 Ottobre 2020 16:59

Abruzzo, centrodestra nel caos. Dalle segreterie nazionali arriva però un messaggio chiaro: "Coalizione compatta"

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"Ottimo clima, lavoriamo per vincere. Abbiamo stabilito un metodo: non si parte dai partiti, si parte dai candidati, dalle persone che possano rappresentare una proposta vincente e credibile, anche guardando al di fuori, quando necessario, per cercare anche figure che possano essere espressione della società civile".

Parole della presidente di Fratelli d'Italia Giorgia Meloni, a margine del vertice di centrodestra con Matteo Salvini e Antonio Tajani.

Parole che suonano come una bocciatura per alcune scelte assunte sui territori in occasione delle recenti amministrative, e di certo dei metodi utilizzati dalla Lega anche in Abruzzo, a Chieti e Avezzano, dove il Carroccio ha preteso di poter esprimere le candidature a sindaco per questioni di equilibrio tra le forze di coalizione imponendo profilo che hanno aperto delle crepe tra i partiti.

"Vogliamo mettere in campo queste proposte nel minore tempo possibile, e spero che già entro novembre avremo tutti i candidati nelle grandi città al voto in primavera - ha aggiunto Meloni -. Chiaramente il tavolo si occuperà anche di tutti i capoluoghi di provincia, perfino delle presidenze dei municipi delle grandi città metropolitane. Vogliamo lavorare bene e velocemente".

Insomma, il centrodestra si mostra "compatto" e ciò avrà delle ripercussioni, evidentemente, anche in Abruzzo.

Se è vero che la Lega, riunitasi ieri a Chieti alla presenza dei vertici regionali del partito, degli assessori e dei consiglieri regionali, ha votato all'unanimità un documento nel quale si chiede al governatore Marco Marsilio la 'testa' di Mauro Febbo, 'colpevole' di aver sostenuto con i forzisti locali Bruno Di Iorio contro il candidato di coalizione Fabrizio Di Stefano, e se è vero che stamane gli esponenti del Carroccio hanno disertato la commissione Bilancio facendo saltare la seduta, è vero anche che difficilmente il leader Matteo Salvini - e proprio per il clima di ritrovata unità emerso dal vertice nazionale in vista dei prossimi appuntamenti elettorali - asseconderà un'eventuale crisi di maggioranza qualora Marsilio dovesse tenere il punto su Febbo. 

Per essere ancora più chiari, è davvero poco credibile che le segreterie nazionali permettano che la coalizione 'salti' in una delle Regioni a guida centrodestra, ed in particolare a qualche mese da appuntamenti elettorali importantissimi. 

Le parole di Giorgia Meloni vanno in questa direzione. 

Tanto è vero che, a quanto si apprende in questi minuti, la Giunta regionale si sarebbe riunita su alcune questioni urgenti alla presenza degli assessori della Lega. 

Ciò significa che anche all'Aquila andrà trovata necessariamente una quadra

Il sindaco Pierluigi Biondi, che si prepara ad azzerare la Giunta, vorrebbe andare fino in fondo, costringendo la Lega all'angolo: si dovrà lavorare ad una mediazione, che potrebbe significare il riconoscimento di due assessorati al Carroccio, invece dei 3 attuali, ma su nomi che verranno forniti dal partito; non è un mistero che il primo cittadino vorrebbe tenere in Giunta Fabrizia Aquilio, e farebbe volentieri a meno di Daniele Ferella: tuttavia, sul punto la Lega non cederà e, dunque, va indicato un punto di caduta che potrebbe portare proprio al sacrificio dell'avvocata aquilana a meno che il Carroccio non rinunci a Ferella o a Fabrizio Taranta in cambio di una apertura sul rimpasto di deleghe nella Giunta regionale.

Staremo a vedere. 

Biondi ha dato un ultimatum ai partiti: entro sabato vanno comunicati i nomi da proporre per l'esecutivo, con particolare attenzione alle 'quote rosa'. Di certo, l'ipotesi che si arrivi ad una rottura, dopo il vertice nazionale, ha perso decisamente quota e, obtorto collo, il sindaco dell'Aquila dovrà fare sintesi con la Lega: saltasse l'accordo all'Aquila, le ripercussioni arriverebbero fino a Palazzo Silone e ciò non sarà consentito.

 

Ultima modifica il Giovedì, 08 Ottobre 2020 19:06

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