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Venerdì, 23 Ottobre 2020 18:57

Febbo fuori dalla Giunta regionale, per la Lega una vittoria a metà: Fioretti dovrà fare posto a Quaresimale. E all'Aquila, Colonna prenderà il posto di Taranta

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Il presidente del Consiglio regionale, Lorenzo Sospiri, ha convocato per martedì 27 ottobre, alle ore 11, la seduta dell’Assemblea legislativa.

I lavori si apriranno con un intervento del presidente della Giunta, Marco Marsilio; seguirà la discussione sul Decreto del Presidente della Giunta regionale (DPGR) in merito alla revoca della nomina all’assessore Mauro Febbo. La cessazione della carica farà scattare la procedura prevista dall’art.3bis della legge regionale 51 del 2004, che impegna il Consiglio regionale, alla prima seduta utile, a reintegrare l’assessore nel ruolo di Consigliere. 

Una vittoria per la Lega, sebbene si tratti di una vittoria a metà. E' vero: il Carroccio ha avuto la 'forza' di imporre la revoca di Febbo, 'reo' di aver sostenuto Bruno Di Iorio alle amministrative di Chieti e non il candidato di coalizione Fabrizio Di Stefano, tuttavia ha dovuto 'digerire' l'uscita - nient'affatto pacifica - dell'assessore esterno Piero Fioretti costretto a lasciare il posto al forzista Daniele D'Amario. Ci hanno provato, i vertici della Lega, a mettere sul tavolo l'ipotesi di una modifica dello statuto per permettere la nomina di due assessori esterni, ma la strada sarebbe stata lunga e tortuosa. D'altra parte, il coordinatore regionale di Forza Italia, Nazario Pagano, si è impuntato sul nome di D'Amario, minacciando l'uscita dei forzisti dalla maggioranza.

E così l'attuale consigliere regionale, subentrato con la surroga, avrà le deleghe che erano di Mauro Febbo e Pietro Quaresimale sarà nominato in Giunta al posto di Piero Fioretti.  

Il motivo è presto detto: il tavolo nazionale ha avocato a sé la gestione della crisi di maggioranza all'Emiciclo e la senatrice di Forza Italia Licia Ronzulli ha assecondato il diktat del coordinatore regionale Nazario Pagano al punto che la Lega è stata costretta a cedere; un passo indietro non indolore per il Carroccio se è vero che, all'indomani delle elezioni regionali, al partito sarebbero spettati 5 assessori e non 4: l'allora coordinatore regionale Giuseppe Bellachioma, però, rinunciò ad un quinto assessorato - a scapito di Gianfranco Giuliante, poi accontentato con la presidenza di Tua - pur di poter nominare Fioretti come esterno, lasciando di fatto una poltrona a Fratelli d'Italia e, in particolare, a Guido Quintino Liris

Meno di due anni dopo, la scelta assunta allora si è dimostrata un boomerang. 

Evidentemente, il tavolo nazionale si è occupato anche della crisi di maggioranza al Comune dell'Aquila: anche qui, la Lega dovrà fare buon viso a cattivo gioco. Il ritrovato equilibrio in Regione, infatti, impone la ricomposizione della vicenda aquilana: così, il Carroccio si è convinto a scendere a compromessi col sindaco Pierluigi Biondi rinunciando ad un assessorato. La Lega darà al sindaco i due nomi chiesti, un uomo e una donna: si tratta di Daniele Ferella e Fabrizia Aquilio. Il sacrificato sarà Fabrizio Taranta. 

Al suo posto, in Giunta entrerà Vito Colonna così come chiesto, in questi mesi, dal gruppo di Insieme per L'Aquila, espressione in Consiglio dell'assessore regionale Guido Quintino Liris, confluito nel gruppo di Fratelli d'Italia. 

A giorni è attesa la ricomposizione dell'esecutivo comunale. 

 

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