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Mercoledì, 04 Novembre 2020 16:08

L'Aquila: dal 5 ottobre quasi 3mila casi, 5848 cittadini in isolamento

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Uno tsunami.

Torna l’immagine dell’onda anomala che travolge con forza un territorio per raccontare l’incidenza del coronavirus sulla provincia dell’Aquila e sull’Aquilano, in particolare.

I dati emersi stamane, nel corso del Consiglio comunale straordinario riunito su piattaforma digitale, disegnano i contorni di una vera e propria emergenza; oltre al sindaco, ad alcuni assessori e ai consiglieri comunali, alla riunione hanno partecipato il vice presidente della Giunta regionale Emanuele Imprudente (assenti il governatore Marco Marsilio e il l’assessora alla salute Nicoletta Verì), i consiglieri regionali Pierpaolo Pietrucci, Americo Di Benedetto e Roberto Santangelo (gli ultimi due anche consiglieri comunali), il manager della Asl 1 Roberto Testa, il direttore sanitario Sabrina Cicogna, il coordinatore dell’Agenzia sanitaria regionale Pierluigi Cosenza, Enrico Giansante, Domenico Pompei, Alessandro Grimaldi, Franco Marinangeli, Vito Albano, Marisa D’Andrea e la presidente del cda dell’ex Onpi Daniela Bafile.

Enrico Giansante, responsabile dell’Unità operativa complessa ‘Igiene, epidemiologia e sanità pubblica’ della Asl 1, a casa con il coronavirus, ha spiegato che il 5 ottobre scorso si erano contati 0 casi di positività all’Aquila, 4 ad Avezzano e 6 a Sulmona, per un totale di casi riscontrati in provincia, dall’inizio di marzo al 5 ottobre, pari a 685 casi; ieri, martedì 3 novembre, ci sono stati 141 casi in provincia, 74 nell’aquilano, 64 in Marsica e 3 nell’area peligno-sangrina: si è arrivati, così, a 3657 casi totali.

Significa che in meno di un mese sono stati riscontrati poco meno di 3mila casi di positività, un numero enorme; di questi, 1551 nell’aquilano, 1525 nell’area marsicana e 541 in quella peligno-sangrina.

Ovviamente, ogni positivo porta con sé la necessità di tracciamento: per un adulto, di media vanno vagliate una decina di persone, per un bambino si può arrivare anche a 20-30: dunque, nel breve volgere di un mese si sono dovuti controllare circa 30mila cittadini.

Altro dato: attualmente, le persone che si trovano in sorveglianza stretta in provincia dell’Aquila, in isolamento domiciliare sotto controllo della Asl per intenderci, sono 5848. Va aggiunto che, ad oggi, una novantina di operatori sanitari sono in malattia, positivi al covid o in attesa del test.

Questo il quadro.

Giansante ha riconosciuto che ci sono difficoltà di tracciamento, “ma il sistema non è saltato” ha tenuto a specificare. Di fatto, si è in ritardo “di un paio di giorni”. D’altra parte, “era prevedibile che avremmo avuto una seconda ondata ma non si poteva immaginare che avesse una tale intensità sul territorio della provincia dell’Aquila. Errori ne sono stati commessi, a monte: c’è stata una minore attenzione alle misure di precauzione – ha precisato – abbiamo avuto focolai in palestre, a feste di compleanno o attività ludiche, più in generale. A questo si è aggiunto l’effetto del particolare clima aquilano, piuttosto umido in questo periodo, e l’umidità favorisce la diffusione del virus, più che il secco inverno. Ma tutto l’Abruzzo sta prendendo la piega dell’aquilano”, ha avvertito Giansante.

Franco Marinangeli, Direttore dell’Unità operativa complessa di Anestesia e Rianimazione, ha aggiunto che, ad oggi, ci sono 8 pazienti intubati in terapia intensiva, “ma c’è una forte pressione dalla Marsica: per questo, già da stamane sono stati attivati ulteriori due posti e si potrà arrivare a 12. Tuttavia, la criticità è la mancanza di personale infermieristico d’area critica. Fino ad oggi, siamo riusciti a tenere – ha aggiunto Marinangeli – anche grazie al Covid Hospital di Pescara che, però, si è rapidamente saturato. Ora, dobbiamo rispondere con le nostre forze”.

Di qui, l’appello di Marinangeli che si è rivolto alla politica: “va messo in rete il personale dell’Ospedale di Avezzano e Sulmona che devono venire a darci una mano; penso sia moralmente giusto e dovuto. La terapia intensiva del G8 dell’Aquila è di tutti, risponde alle esigenze dell’intera provincia, e dunque il personale degli altri ospedali deve fare la sua parte. E bisogna che la politica intervenga in questo senso”.

C’è un sovraccarico sulle strutture ospedaliere, ed in particolare sull’Ospedale dell’Aquila, ha riferito Alessandro Grimaldi, Direttore dell’Unità operativa complessa di Malattie infettive. “A leggere i dati forniti dal Comitato tecnico scientifico regionale, Pescara città è arrivata a quasi 1000 casi di positività; L’Aquila città sta quasi a 900, con un numero assai inferiore di cittadini residenti. A ciò si associa l’alto livello di criticità che si registra in Marsica. Oggi – ha proseguito Grimaldi – non ricoveriamo più persone con una forte influenza, come durante la prima ondata, ma soltanto pazienti con polmoniti bilaterali e insufficienza respiratoria”.

In altre parole, “è arrivata una prima forte ondata sul territorio: cosa facciamo, aspettiamo la seconda o proviamo ad alzare le barriere? Se non vogliamo avere ulteriori, e pesanti criticità, dobbiamo spostare la nostra azione sul territorio. Per farlo, dobbiamo potenziare la medicina sul territorio curando la gente a casa, in tempi brevi ed evitando che i casi possano aggravarsi fino a necessitare di ricoveri in ospedale. Bisogna fare più tamponi possibile e avere i risultati in tempi più rapidi”, questa la ricetta. “Mediamente, lo zooprofilattico processa circa 2500 tamponi al giorno; l’Ospedale di Pescara dichiara di poterne processare altrettanti con il macchinario acquistato nella prima fase della pandemia: dunque, in questa fase dovrebbero darci una mano così da consentirci di affrontare precocemente il problema”.

Insomma, spostare il fronte sul territorio significa potenziare la diagnostica “e alla Regione dobbiamo chiedere di metterci a disposizione una Tac dedicata per individuare i casi più gravi”.

Sul tema della medicina di territorio, è intervenuto anche il medico di base Vito Albano, segretario provinciale della FIMMG (Federazione italiana medici di Medicina generale): “Sul territorio dell’aquilano abbiamo due unità Usca, ciascuna con una automobile, e tra l’altro una delle due squadre è decimata (3 dei 5 medici sono positivi); ricevono almeno 30 richieste di visite al giorno, riescono a smaltirne 7 o 8: d’altra parte, i tempi sono inevitabilmente lunghi anche solo per vestirsi, svestirsi e sanificare l’automobile. Ecco il motivo per cui andrebbero potenziate le squadre mettendo a disposizione almeno altre due automobili così che, di fatto, le squadre possano raddoppiare il numero di interventi. Va poi implementato il circuito per fare le Tac”, ha ribadito Albano. Purtroppo, “la medicina territoriale non ha un interlocutore, non esiste un tavolo su cui discutere con frequenza settimanale: è il motivo per cui chiediamo l’attivazione di un COM, per mettere attorno al tavolo i diversi attori e potenziare, appunto, il lavoro sul territorio. E poi, servono altri punti di somministrazione dei tamponi e il potenziamento dell’attività di vaccinazione antinfluenzale”.

Ora, è chiaro che la situazione che il territorio sta affrontando è di vera e propria emergenza, e ne abbiamo delineato i contorni, davvero preoccupanti. Tuttavia, è altrettanto chiaro – ed è emerso stamane nel corso del Consiglio comunale straordinario – che qualcosa non ha funzionato, che l’Azienda sanitaria territoriale si è fatta trovare impreparata.

Non doveva accadere che mancassero i vaccini antinfluenzali, che venissero meno i reagenti – sebbene momentaneamente – per i tamponi, che la Asl 1 si trovasse con un laboratorio non potenziato, incapace cioè di processare un alto numero di test, e costretta ad inviare i tamponi allo Zooprofilattico di Teramo o a Pescara; non doveva accadere che le Usca si trovassero ad affrontare un numero di interventi troppo elevato per le capacità effettivamente in campo. Evidentemente, non si è agito in modo efficace per potenziare la medicina territoriale, ed è un tema di cui si discuteva da mesi, così che operasse davvero come un filtro pre-ospedaliero, a partire dell’assunzione, per tempo, di personale. Così, gli ospedali sono tornati in emergenza e, d’altra parte, mancano ancora infermieri, oss e medici specializzati col rischio di uno stress eccezionale e pericoloso sui nosocomi della provincia.

Il manager della Asl 1, Roberto Testa, e la Direttrice sanitaria Sabrina Cicogna, hanno elencato le azioni messe in campo dall’azienda per rispondere all’emergenza [non le riproponiamo, potete trovarle qui], chiarendo anche i motivi di alcune delle criticità contestate, a partire dai reagenti che mancano per i tamponi e fino alla difficoltà di processare un numero più elevato di test, passando per la stabilizzazione del personale e nel rinvenimento delle professionisti specialistiche più richieste che non è affatto semplice.

D’altra parte, è emersa una malcelata tensione tra i vertici della Asl e il sindaco dell’Aquila Pierluigi Biondi, che ha messo in evidenza i problemi di comunicazione tra Istituzioni, con toni piuttosto duri; e non si può tacere sul fatto che il Consiglio comunale straordinario abbia rappresentato, di fatto, un momento di confronto tra vertici dell’azienda sanitaria e medici sul fronte che dovrebbe essere, invece, quotidiano.

Si poteva fare prima e si poteva fare di più.

Lo ha indicato, chiaramente, il consigliere regionale e comunale Americo Di Benedetto. “Non si può che registrare uno scollamento tra ciò che era stato annunciato e ciò che è stato realmente fatto. Vi chiedo: il tracciamento è saltato oppure no? Sono stati messi a disposizione delle Usca mezzi e apparecchiature idonee? Il laboratorio è stato adeguato per fare tamponi ai livelli di sicurezza 3? L’assunzione di nuovo personale è avvenuto con la giusta tempistica? C’è una tac dedicata al G8? La struttura d’emergenza ha la dovuta protezione per le basse temperature dell’inverno aquilano, c’è continuità nei servizi e nelle utenze? C’è una sala operatoria covid dedicata? E’ stato attivato tutto il delta 7?”.

Domande retoriche, evidentemente. Eppure, ha ricordato Di Benedetto, “il giorno 8 maggio la Asl 1 aveva presentato una programmazione ineccepibile: se si fossero rispettati i tempi indicati oggi staremmo parlando di un’altra situazione. Non vivo delle contrapposizioni, non vivo in funzione della evidenziazione delle criticità: tuttavia, un’analisi dettagliata e precisa di ciò che si sarebbe dovuto fare nei mesi estivi e non si è fatto è necessario per ripartire da lì, e indicare chiaramente cosa si dovrà fare ora”.

Alla filosofia va sostituito il pragmatismo, alla matematica del pareggio di bilancio dobbiamo anteporre servizi di qualità per i cittadini, “che significa offrire una risposta adeguata al covid ma tutelare le altre eccellenze dell’ospedale che non vanno disperse”.

Per questo, Di Benedetto ha inteso presentare un ordine del giorno, non rigido, aperto ai capigruppo, ai consiglieri comunali, ai professionisti intervenuti: “dobbiamo uscire dal Consiglio comunale con un documento forte, di pungolo e vigilanza di alcune attività che riteniamo indispensabili vengano messe in campo e che la stessa Asl riteneva indispensabili nel mese di maggio”.

Il documento, arricchito da alcune delle proposte che erano state avanzate nei giorni scorsi dal Partito democratico dell’Aquila [si possono rinvenire qui] e da alcuni emendamenti del sindaco Pierluigi Biondi, è stato approvato all’unanimità dei presenti, con 26 voti favorevoli e 7 assenti (Bontempo, Cimoroni, D’Angelo, Lancia, Mancini, Scimia e Vicini).

In realtà, Angelo Mancini non ha partecipato al voto in dissenso alla decisione di non inserire la richiesta di chiusura delle scuole di ogni ordine e grado in provincia dell’Aquila, competenza che, tuttavia, non è demandata al sindaco della città e tantomeno al Consiglio; d’altra parte, i medici presenti hanno condiviso l’opinione che le scuole andrebbero chiuse, almeno per tre settimane.

 

Di seguito l'ordine del giorno di Di Benedetto approvato dall'assise (in neretto le modifiche del sindaco Biondi, in rosso quelle del Pd):

 

 

OGGETTO: Ordine del giorno urgente relativo a “Emergenza sanitaria ospedaliera e territoriale” (art.51, comma 2, del Regolamento del Consiglio Comunale)

PREMESSO CHE

$1-        L’Abruzzo, in questa seconda fase di pandemia da Covid-19, risulta tra le Regioni più colpite, con un indice di trasmissibilità del virus (RT) ormai a ridosso dell’ 1,5 già da diversi giorni;

$1-        In data odierna l’Abruzzo è stato classificato tra le Regioni a rischio elevato di trasmissione non controllata di SARSCoV-2, in base a valutazioni che tengono conto dell'indice di replicabilità del virus, dei focolai e della situazione dell'occupazione dei posti letto negli Ospedali: ciò rappresenta che, se l'andamento regionale dei casi di infezione da Covid-19 continuerà con i ritmi e i numeri attuali e senza misure di ulteriore contenimento, è stimato che a stretto giro le varie fasi di assistenza ospedaliera, così come articolata, andranno al collasso in termini di efficienza e che tale scenario prevede, tra le altre, la possibilità di misure atte alla chiusura temporanea per due/tre settimane delle strutture scolastiche/universitarie;

$1-        I dati riguardanti l'epidemia da Covid-19 sul nostro territorio sono seri e difficilmente paragonabili ad altre realtà in termini di morbilità: se la nostra Regione proprio negli ultimi giorni ha fatto registrare un repentino innalzamento dei contagi, anche 601 positivi in un giorno su 3685 tamponi eseguiti, ben 150 casi sono stati riscontrati nella sola giornata di ieri in Provincia dell’Aquila (46 solo a L’Aquila città), che rimane tra le più colpite;

$1-        c’è l’esigenza di un coordinamento politico e di un piano di gestione dell’emergenza in tutti gli ambiti e di una direttiva reale e rigida sui controlli, vista la carenza di tale attività nonostante il riacutizzarsi del virus fosse ampiamente previsto dagli addetti ai lavori;

PRESO ATTO

$1-        che in Abruzzo la pandemia ha messo in luce le carenze strutturali dei servizi sanitari territoriali ed è quindi mancata completamente la fase di valutazione del virus già in uno stadio precoce;

$1-        che a tali criticità, evidentemente, non si può più sopperire soltanto con un’altissima capacità di reazione all’emergenza e con l’elevato livello di professionalità dei nostri operatori sanitari (ospedalieri, medici di famiglia, medici di continuità assistenziale, pediatri di libera scelta, infermieri e OSS), ma occorre che la medicina benefici di un potenziamento reale e necessario di risorse umane e finanziarie;

$1-        che è il tracciamento dei contatti l’unica vera possibilità certificata come deterrente del virus ma, per fare sempre più tamponi, c’è però l’esigenza di una forte presenza di personale medico ed infermieristico e di tutti i connessi investimenti materiali e tecnologici;

$1-        dell’Ordinanza del Presidente della Giunta Regionale n. 97 del 2 novembre 2020 finalizzata alla rimodulazione dei ricoveri per interventi chirurgici programmati (ad eccezione degli interventi oncoematologici di classe A o di alta specialità non rinviabili) al fine di favorire il massimo impiego possibile delle terapie intensive e sub-intensive e la disponibilità di personale sanitario da emergenza da Covid-19;

$1-        che tale evenienza, riguardante la possibilità di modulare il numero dei posti letto secondo l’andamento epidemiologico dell’emergenza, avrebbe dovuto essere, così com’era, alla base della programmazione organizzativa e strutturale del nostro Presidio Ospedaliero, al fine di fronteggiare il più volte annunciato ritorno del virus;

CONSIDERATO CHE NEL PRESIDIO OSPEDALIERO DELL’AQUILA

$1-        il laboratorio è carente di spazi dedicati alla virologia da Covid-19;

$1-        manca un servizio diagnostico dedicato ai pazienti sospetti/confermati Covid-19 nella struttura G8;

$1-        mancano posti letto per malattie infettive;

$1-        il Pronto Soccorso necessita di spazi da dedicare al pre-triage e alla sosta del paziente sospetto Covid;

$1-        è numericamente carente il personale per garantire tutte le attività cliniche Covid correlate ( medici per le discipline di Pneumologia, Medicina interna, Igienisti e Infettivologi, Infermierie e OSS);

$1-        manca di una sala operatoria dedicata alle urgenze ed emergenze dei pazienti Covid positivi;

CONSIDERATO ULTERIORMENTE CHE

$1-        in fase di emergenza la valutazione della efficienza e della qualità delle strutture di responsabilità dell’Azienda Sanitaria Locale non può che essere fatta sull’efficienza del servizio dedicato alla salute dei cittadini e non su economici equilibri di bilancio e sulla riduzione dei budget di spesa;

 

IL CONSIGLIO COMUNALE IMPEGNA, IL SINDACO E TUTTE LE AUTORITÀ POLITICHE E AMMINISTRATIVE, CIASCUNO PER LE PROPRIE COMPETENZE A VIGILARE AFFINCHÈ SI REALIZZINO NELL’IMMEDIATO I SEGUENTI INDISPENSABILI INTERVENTI:

 

$1-        assicurare una visione strategica dell’amministrazione sanitaria dell’azienda su base provinciale attraverso una interazione con i presidi del territorio che permetta di modulare le risorse, in particolare quelle umane, definendo una scala di priorità e assicurando al personale la rotazione nelle aree critiche;

$1-        potenziamento delle apparecchiature e dei mezzi (ecografi portatili per ecografie polmonari, saturimetri, macchine di servizio) in dotazione alle Unità Speciali di Continuità Assistenziale (USCA);

$1-        aumento al massimo del sistema dei tamponi innalzando il livello di biosicurezza del laboratorio ospedaliero; in assenza di questo intervento risultano limitati sia i metodi di esecuzione che il numero dei tamponi processati. Pertanto, l’Ospedale Regionale deve essere dotato senza indugio di un laboratorio di biosicurezza adeguata a livello di pericolosità SARS2 e quindi di terza classe, al fine di permettere l’utilizzo di reagenti approvvigionabili da più ditte. Sarebbe auspicabile, altresì, avere a disposizione dei test rapidi (antigenici) da utilizzare per screening di massa riservando le indagini molecolari a casi selezionati. Sarebbe molto utile, inoltre, oltre a ridefinire e migliorare il rapporto di collaborazione con Dante Labs, anche accreditare e coinvolgere l’Università dell’Aquila nel processamento dei tamponi molecolari;

$1-        reperimento di nuovo personale medico e infermieristico, il tutto per far fronte al momento complesso che stiamo vivendo;

$1-        potenziamento fino a raddoppiare, se non triplicare, gli addetti al contact tracing dell’Aquila, attingendo fra gli oltre 500 giovani che hanno risposto al bando della Protezione Civile e se necessario facendo ricorso ai volontari;

$1-        predisposizione di una TAC adibita a Covid presso il G8;

$1-        miglioramento in tutti i suoi aspetti della struttura denominata G8;

$1-        predisporre una sala operatoria dedicata alle urgenze ed emergenze dei pazienti Covid positivi o comunque affetti da altre patologie infettive/diffusive al fine di farli giungere direttamente in sala, sfruttando un percorso adeguato e soprattutto in assenza di contatti con il resto dell’Ospedale;

$1-        attivazione di tutti i posti letto del Delta 7 ospedaliero;

$1-        incrementare l’attenzione nei confronti delle istituzioni scolastiche, in accordo con l’Ufficio scolastico provinciale, secondo l’andamento della curva epidemiologica e tenendo conto delle disposizioni normative nazionali;

$1-        ampliare le strategie di monitoraggio sul contagio, con particolare attenzione alla popolazione in età scolare, anche ai fini di prevenire il disagio sociale, anche attraverso la piena attuazione del progetto di screening approvato dalla Giunta comunale con delibera n. 537 del 2 novembre 2020;

$1-        sviluppare progetti di telemedicina in grado di assicurare una forma avanzata di assistenza domiciliare per i soggetti fragili (in particolare per anziani e persone con comorbilità).

$1-        assicurare l’accelerazione dei lavori relativi alla realizzazione del primo lotto della centrale 118.

$1-        Accelerare nella somministrazione dei vaccini per l’influenza stagionale, indispensabile per semplificare la gestione e le diagnosi tra i casi sospetti COVID-19 e quelli di influenza;

$1-        Implementare un portale pubblico di dati relativi ai contagi e alla capacità ospedaliera per il Comune dell’Aquila e il territorio della mobilità, coinvolgendo l’Università dell’Aquila nell’elaborazione di tali dati al fine di fornire una informazione puntuale e oggettiva alla popolazione.

$1-        Individuare, se necessario, ulteriori strutture dove ospitare i malati di COVID-19 che non hanno più necessità di rimanere ricoverati in ospedale per garantire un opportuno turnover all’interno dell’ospedale;

$1-        Prevedere misure di sostegno alle famiglie in quarantena anche attraverso il coinvolgimento del volontariato.

$1-        Organizzare una campagna di sensibilizzazione all’uso dell’APP IMMUNI garantendo al contempo un’efficiente e tempestivo inserimento nel sistema dei casi risultati positivi.

 

Ultima modifica il Giovedì, 05 Novembre 2020 16:41

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