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Mercoledì, 09 Dicembre 2020 13:49

Vaccino antinfluenzale, in Abruzzo somministrate 218mila dosi

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L'assessore regionale alla sanità, Nicoletta Verì e il direttore del dipartimento sanità di Regione Abruzzo, Claudio D'Amario, hanno presentato alla Commissione vigilanza, riunita questa mattina, i dati relativi alla campagna di vaccinazione antinfluenzale di questo inverno.

La convocazione della commissione era stata sollecitata da consiglieri di centrosinistra che avevano chiesto di fare chiarezza sui ritardi della regione nell’acquisto dei vaccini e di avere certezze sulla copertura del fabbisogno. Ad oggi, infatti, a fronte di 331.500 dosi di vaccino aggiudicate (il 78% del fabbisogno delle quattro asl regionali), ne risultano consegnate soltanto 247.700 dosi (il 60% del fabbisogno).

“Al due dicembre sono state somministrate 218mila dosi di vaccino in tutta la regione, al netto delle 250mila consegnate alle Asl”, ha confermato l’assessore Verì.

Relativamente ai ritardi, D’Amario e Pierluigi Galassi, ascoltato in qualità di responsabile del procedimento della gara di acquisto dei vaccini, hanno affermato che il processo di approvvigionamento è partito a giugno e che le dosi previste erano in linea con le stime fatte dalle Asl. “Abbiamo avuto problematiche nel chiudere la gara – ha spiegato Galassi – le aziende farmaceutiche contattate non avevano le disponibilità a causa di una richiesta nazionale molto superiore rispetto al normale. Ho cercato nonostante tutto di reperire il maggior numero possibile di dosi”.

Il presidente della Commissione, Pietro Smargiassi, ha inoltre chiesto informazioni in merito alla garanzia della catena del freddo in previsione dell'arrivo in Italia del vaccino anti-Covid. Il direttore D'Amario ha assicurato: “Le Asl abruzzesi si stanno attrezzando. Tre Asl su quattro hanno già reperito i dispositivi utili a mantenere la temperatura dei farmaci a -75°. Questo tipo di conservazione delle dosi sarà comunque essenziale solo nella prima fase, perché questi standard sono richiesti esclusivamente per il vaccino della Pfizer. Man mano saranno pronti nuovi vaccini che prevedono le normali temperature di conservazione, 2-8 gradi. Questo agevolerà il lavoro di distribuzione e somministrazione”.

Paolucci (Pd): "Dalla Regione nessuna risposta"

Per il capogruppo Pd in Consiglio regionale Silvio Paolucci le risposte fornite dalla regione sono insufficienti. “Non ci è stato detto - ha sottolineato il consigliere - quanti sono le dosi in arrivo e con quale tempistica. Ancora non sappiamo se e quando si potrà ultimare la campagna di vaccinazione regionale”. 

Paolucci ha ricordato che l’Abruzzo risulta la penultima regione in riferimento alla percentuale di dosi distribuite rispetto al fabbisogno. “Mancano all’appello 160mila, il 40% del fabbisogno. Continuano ad arrivarci tantissime segnalazioni da parte di cittadini, anziani, persone fragili, che non hanno ancora la possibilità di vaccinarsi. Nonostante le raccomandazioni di vaccinare contro l’influenza, la regione Abruzzo si è fatta trovare del tutto impreparata. Continuerò a portare avanti insieme ai colleghi questa battaglia di civiltà”.

Il consigliere dem ha infine sottolineato la necessità di una chiara e tempestiva programmazione sui vaccini anti-Covid. “Vogliamo da subito certezze sulla distribuzione dei vaccini anti-Covid disponibili a partire da gennaio 2021”, ha concluso il consigliere dem. 

Smargiassi (M5S): “Non si riuscirà a chiudere la campagna di vaccino entro il 15 dicembre”

“Nella seduta dello scorso 3 dicembre erano state evidenziate le problematiche connesse ai segnalati ritardi accumulati dalla Regione Abruzzo nella fase di approvvigionamento e distribuzione delle dosi di vaccino. Si era chiesto conto sulla veridicità circa la distribuzione nelle prossime settimane di 100.000 dosi di vaccino. Si è posto risalto alla situazione per la quale, a oggi tra acquistato e distribuito, il numero di dosi é ben al di sotto della soglia utile necessaria per soddisfare l’intera domanda su Regione Abruzzo, con la conseguenza che non si riuscirà a chiudere la campagna entro il 15 dicembre”.

Lo riferisce il presidente della Commissione Vigilanza Pietro Smargiassi.

“Le preoccupazioni evidenziate erano state peraltro confermate anche da alcuni auditi - prosegue Smargiassi - tra cui il Presidente regionale di Federfarma Visini, il dott. Grimaldi quale segretario del Sindacato Nazionale Autonomo Medici Italiani, e il dott. Silvio Basile del Sindacato Medici Italiani. Quest’ultimo aveva anche segnalato il grave paradosso per il quale i cittadini addossano ai medici la responsabilità sulle carenze delle dosi, per questo aveva richiesto un atto di assunzione di responsabilità sulle carenze di vaccini. Sull’argomento era stato audito il Commissario di ARIC, dott.ssa Valenza, la quale aveva precisato che ogni richiesta di approvvigionamento pervenuta era stata tempestivamente evasa con distinte procedure di affidamento”.  

“Oggi – spiega ancora Smargiassi - il dott. D’Amario ha evidenziato preliminarmente di non condividere la data limite del 15 dicembre per la chiusura della campagna di vaccini in quanto, a suo dire, a oggi non è possibile conoscere i picchi stagionali di contagio. D’Amario ha anche chiarito che non è semplice avere un quadro sulla congruità delle dosi visto che le stime sul fabbisogno di vaccini, mai come quest’anno, potrebbero essere condizionate delle variabili mai contemplate quali, ad esempio, l’uso delle mascherine per combattere la diffusione del Covid che potrebbe incidere anche sulla diffusione dell’influenza”.  

Il Direttore ha inoltre chiarito che la procedura di conservazione dei vaccini prevederà nei punti di raccolta delle alimentazioni a continuità elettrica che garantiscano la conservazione dei vaccini anche in ipotesi di perdita di potenza o peggio di black out. La tematica era stata evidenziata perché in passato dei black out nelle aree di conservazione avevano comportato l’inutilizzabilità delle dosi di vaccino esposte ai cali di tensione.

A parere di diversi commissari, però, sono rimaste comunque inevase diversi quesiti di notevole importanza, tali comunque da mantenere inalterati i timori circa i ritardi nella programmazione, sulla necessità di anticipare i tempi, vista la crisi pandemica in atto e, in ultimo, sull’esatta situazione delle dosi di vaccino necessarie, di quelle approvvigionate ed in arrivo e di quelle già somministrate. A oggi – conclude Smargiassi - vista la mancata produzione dei vaccini (problema che coinvolge tutte o quasi le regioni) non è possibile soddisfare la richiesta e non è possibile dire “quando” la situazione tornerà alla normalità in una situazione che, causa COVID, non potrà certo essere normale. Resta la preoccupazione delle tante fasce sensibili ancora inevase”.

Aggiornato alla prossima seduta l’altro punto del giorno. La Commissione vigilanza riunita oggi ha aggiornato alla prossima seduta la discussione sull'altro punto all'ordine del giorno, dedicato alla nomina dell'amministratore CRUA (Consorzio Ricerca Unico d'Abruzzo), per l'assenza del presidente Crua, Rocco Micucci.

Ultima modifica il Giovedì, 10 Dicembre 2020 10:12

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